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VOTO 0 – al botta e risposta a suon di striscioni tra Napoli e Roma. Al “Se occasione ci sarà, non avremo pietà” del San Paolo, la settimana scorsa, è seguita la risposta romanista con “Se occasione ci sarà, annateve a lavà” e “La bocca dello stolto è il suo castigo. A presto”, più i soliti cori di discriminazione territoriale.
Tollerare tali provocazioni vicendevoli non è ammissibile. Aggiungere altro ‘odio’ a quello già in atto tra le due tifoserie, neppure. RECIDIVI
VOTO 1 – al PARMA. Che la Juve sia in salute e forte tra le proprie mura è risaputo. Ma l’atteggiamento remissivo degli emiliani, visto a Torino, non ha alcuna scusante. Primo imputato, come sempre, Roberto Donadoni. Ma, come si dice in questi casi, in campo ci vanno gli 11 titolari. E le scuse di capitan Lucarelli, a fine gara, non bastano a digerire le 7 pillole juventine. INGORDI
VOTO 2 – al TORINO. Dopo la sconfitta in Europa League, col modesto Helsinki, arriva anche quella in trasferta con la Roma. Il Torino visto all’Olimpico (della capitale) è sembrato una squadra distratta in difesa, con il solo Quagliarella a sostenere la baracca. Sono lontani i tempi della stagione scorsa con Immobile e Cerci. DISPERSI
VOTO 3 – a Walter MAZZARRI. Esaurite le giustificazioni di rito, il povero tecnico livornese si rifugia dietro un semplice “abbiamo giocato bene, ci gira storto”. I nerazzurri stavano trovando la vittoria, in rimonta, pur non meritandola granchè. Ma il Verona e Nico Lopez han guastato la festa. Mazzarri, sorpreso, non ha avuto il tempo di pensare alle scuse. WALTERINO SEMPREINPIEDI
VOTO 4 – a Vincenzo MONTELLA. Osannato dall’opinione pubblica come “il nuovo che avanza” tra i tecnici italiani, non ne dà di certo prova al Franchi contro il Napoli. Solo la fortuna permette ai viola di restare in partita fino alla fine. Per il resto, un primo tempo da spettatori e una ripresa giocata a sprazzi, con scelte discutibili come quella di schierare Ilicic dal primo minuto. A fine partita dimostra di aver guardato altrove, visto che parla di sconfitta immeritata. AEROPLANINO TRA LE NUVOLE
VOTO 5 – al MILAN. I rossoneri hanno dimenticato come si vince. I 3 punti racimolati nelle ultime 4 gare fotografano alla perfezione il momento. Timidi segnali di risveglio col ritorno al gol di El Shaarawy (e che gol) e Menez. Ma anche coi soliti, atavici, problemi in difesa (l’inadeguato Bonera su tutti). E il ciclo che attende la banda di Inzaghi (Inter-Udinese-Genoa-Napoli-Roma) non è certo dei più semplici. SMEMORATI
VOTO 6 – alle due genovesi: GENOA e SAMP. Chiamate a rispondere a due esami non proprio facili, dimostrano tutto sommato di avere buona compattezza. I rossoblu limitano i danni a Cagliari, nonostante l’inferiorità numerica e grazie anche al rigore parato da Perin. I blucerchiati con gran carattere rintuzzano il Milan, bloccandolo sul pari. PIU’ VIVE CHE MAI
VOTO 7 – alla ROMA. Risollevarsi dopo 3 scoppole consecutive tra campionato e coppa non era facile. Soprattutto per come erano maturate. I giallorossi di Garcia però hanno preso il Toro per le corna, fornendo una prestazione convincente e con poche sbavature. Tre punti fondamentali per restare aggrappati alla targa della Juve. RINFRANCATI
VOTO 8 – a Maurizio SARRI. Gli schemi su calcio piazzato, che già tanto male avevano fatto al Milan, prendono d’infilata anche la Lazio. I biancocelesti si ritrovano sotto di due gol, dopo esecuzioni di palle inattive magistrali dei toscani. I frutti del lavoro meticoloso in allenamento regalano 3 punti pesanti, contro una delle squadre più in salute dell’ultimo periodo. STREGONE
VOTO 9 – a Rafa BENITEZ. Sarebbe facile dare i meriti a Higuaìn o a Koulibaly (pur avendo dimostrato di essere in gran forma). La verità è che ”Don Raffaè” ha risollevato gli azzurri in grande stile. Impermeabile alle critiche, ha proseguito sulla sua strada e, ultima delle gesta, ha cotto a puntino la Fiorentina (concedeteci la battuta), servendo ai tifosi (e al presidente) un succulento terzo posto. MASTERCHEF
VOTO 10 – alla JUVENTUS. Come un killer, assoldato per eliminare un ostacolo verso l’obiettivo, i bianconeri si sbarazzano del Parma (o quello che ne resta) senza alcuna pietà. Miglior esecutore dei bianconeri: Carlitos Tevez, capace col suo magnifico gol, di far esaltare le testate argentine al grido di “Tevezdona”. Fermare la vecchia Signora sarà dura. CATERPILLAR
Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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