16 Maggio 2026
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Mister Squillante su Polverino e Manzo: “Hanno la mentalità vincente e non soffrono di vertigini. Con loro si può sognare”

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Servizio di Maurizio Longhi  Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Il Portici ha annunciato giocatori di un certo calibro come Giacomo Polverino e Tommaso Manzo, di Marco Incoronato ne abbiamo già parlato, ora per parlare degli altri due abbiamo individuato la persona ideale, quella che più di tutte ci può fornire dettagli interessanti su questi nuovi arrivi. Gigi Squillante ha allenato Polverino proprio nello scorso campionato ad Ercolano, mentre ha avuto Tommaso Manzo alla sua corte sia col Gladiator, dove militava anche mister Borrelli, che con la Battipagliese. Il tecnico di Sarno mostra sempre grande affabilità, i successi professionali non lo insuperbiscono e, quando gli chiediamo di Polverino, risponde così: “Per gli esteti del calcio è un fenomeno, per me è qualcosa in più di un fenomeno. Da tempo volevo allenarlo e quest’anno sono stato accontentato, è dotato di un piede straordinario e di una intelligenza tattica fuori dal comune. È votato al sacrificio e ciò lo porta ad accusare un po’ di stanchezza, ad Ercolano ha saltato alcune partite per alcuni malanni fisici fortunatamente non gravi, per il resto è uno che non può non giocare perché, ripeto, è un fenomeno che con la categoria c’entra pochissimo”. Ora passiamo a Tommaso Manzo, un colpo che ha incendiato di entusiasmo i tifosi porticesi, lui che a Battipaglia, anche per quella maglia bianconera, veniva associato a Di Natale dell’Udinese: “Stiamo parlando di una icona del calcio, uno che ho allenato e che porterei con me ovunque. Quando lo avevo a Battaglia ha segnato la bellezza di 27 gol, col Gladiator ha superato abbondantemente la doppia cifra pur restando fermo per tre mesi a causa di un infortunio. È uno che alza notevolmente il tasso tecnico di una squadra, non si può discutere come calciatore, poi è un ragazzo perbene, un professionista serio, che si mette sempre al servizio del gruppo pur avendo le caratteristiche per suonare uno spartito da solista. Qui si vede la professionalità di un calciatore e Tommaso Manzo è una garanzia anche in questo, ecco perché l’ho voluto sia a Santa Maria Capua Vetere che a Battipaglia, uno come lui sempre meglio averlo dalla tua parte”.

Ma con due giocatori di questa levatura, è possibile assurgere alla leadership del girone? Non si tratta di proclami ma di ipotizzare scenari: “Penso che ci siano i presupposti, innanzitutto c’è un allenatore come Pasquale Borrelli di cui, con un pizzico d’orgoglio, rivendico la paternità calcistica, con me ha vinto da calciatore e non vedo perché non potrebbe farlo da allenatore visto che è stato educato alla vittoria. Anzi, pur essendo destinato a categorie superiori, ritengo che un altro anno di Eccellenza possa giovargli in termini di esperienza, anzi, ha la possibilità di scrivere qualcosa di importante a Portici. Per quanto riguarda i giocatori, che dire, ce ne sono tanti bravi ma i cavalli vincenti si vedono alla fine di una corsa e Manzo e Polverino sanno come si vincono i campionati. Hanno la mentalità vincente e, soprattutto, non soffrono di vertigini quando si trovano in alto, non si può immaginare quanto sia importante avere giocatori con queste prerogative. Si può anche arrivare in alto ma è fondamentale sapervi restare e vi resta chi è abituato a farlo, proprio come Polverino e Manzo”.

Mister Squillante è reduce da una fresca vittoria del campionato di Eccellenza, quindi, chi più di lui ci può dire cosa bisogna fare per issarsi sul trono di un girone: “Ci tengo a sottolineare che, ad Ercolano, il campionato più che vinto è stato stravinto e racconto un aneddoto: quando ho messo piede per la prima volta nello spogliatoio granata, mi sono ritrovato in una bolgia con giocatori che scalpitano dall’alto del loro pedigree, così ho messo in gioco la mia credibilità prendendomi la responsabilità di dire che a Natale avremmo avuto dieci punti di vantaggio rispetto al Savoia. Be’, quando è arrivato il momento di tirare le somme, mi sono dovuto scusare perché erano tredici i punti di vantaggio. Per il resto, vincere non è mai facile, la fortuna è una componente che può aiutare tantissimo, ma la base è creare un gruppo omogeneo dove tutti remino verso la stessa direzione. Può sembrare strano, ma ci sono situazioni o momenti in cui la formazione da schierare la domenica è l’ultimo pensiero, prima di tutto ci vuole la serenità dello spogliatoio e unità di intenti”. Una chiusura su un argomento che ha poca attinenza con il calcio: la fede. Gigi Squillante si è sempre professato molto spirituale e gli chiediamo come la fede si possa applicare al calcio: “E’ un tema importante a cui sono molto sensibile, per me la fede si può applicare nel calcio praticando l’onestà che, di per sé, può rappresentare la migliore forma di testimonianza. Nella fase della partita, l’adrenalina e l’agonismo la fanno da padrone ma nel momento che precede il fischio d’inizio, la persona di fede è portata ad affidarsi, non tanto per chiedere la vittoria, bensì perché non si verifichino episodi spiacevoli”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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