16 Maggio 2026
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LA PENNA BIANCOVERDE- Rino Scioscia carica l’Avellino:”Non partiamo battuti”

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E‘ il direttore de “Il giornale dell’ Irpinia” ed è una persona di cultura. Non a caso lavora in un museo, l’ex carcere borbonico di Avellino. Ma Rino Scioscia è anche un poeta. Sulla sua pagina fb “i rintocchi del cuore” ogni sera pubblica versi scritti di suo pugno. Tanti temi trattati: amore, amicizia, famiglia e anche il calcio, inteso come espressione del genio artistico. Sì, questo sport è l’altra grande passione di Rino Scioscia. E’ nata da bambino, anche se il suo tifo per i colori biancoverdi era ancora tiepido in quel periodo. I suoi occhi erano rapiti dalle gesta in campo del Golden Boy. Insomma, Rino Scioscia era milanista e riveriano. Era, appunto. La svolta è stata durante la partita Milan-Avellino del 78-79: la moglie contro l’amante calcistica, ovviamente. Quando Vincenzo Romano trafisse Ricky Albertosi, Rino Scioscia esultò e capì di aver scelto definitamente da che parte stare. Sono passati quasi 40 anni da allora, tante cose sono cambiate, non la fede di Rino Scioscia, che intervistiamo per fare il punto della situazione sull’Avellino, la sua squadra del cuore.

 

Rino Scioscia, come giudica la prestazione dell’Avellino contro il Trapani? Positiva o negativa?

«Rispetto a quella immediatamente precedente, vale a dire la trasferta di Chiavari, sicuramente positiva, ma solo e soltanto in relazione alle tante negatività mostrate dai Lupi in terra ligure. Se, invece, paragoniamo i due pareggi ottenuti nelle gare casalinghe, c’è da dire che i ragazzi di Toscano hanno subito una netta involuzione rispetto al match brillante e propositivo disputato all’esordio contro il Brescia».

Un solo gol in tre partite. Anche contro il Trapani, quando Toscano ha inserito sia Verde che Soumare lasciando le due punte in campo, l’Avellino non ha creato pericoli. Perché?

«Questo Avellino ha la fortuna di ritrovarsi il miglior reparto offensivo della sua recente storia. Negli ultimi quattro anni, i Lupi non hanno mai avuto una coppia gol come Ardemagni-Castaldo. Senza dimenticare Mokulu, oppure seconde punte ed esterni del calibro di Verde, Bidaoui, Molina ed il diligentissimo Belloni. Purtroppo, però, i singoli attaccanti, ancorchè assai bravi tecnicamente, non sono riusciti ancora a mostrare e dimostrare il proprio valore aggiunto perchè il centrocampo è scarsamente propositivo per via di una serie di fattori. In ogni caso, non è assolutamente casuale che i Lupi abbiano realizzato soltanto una marcatura: se arrivi a tirare nello specchio della porta soltanto cinque o sei volte complessivamente in tre gare, il problema evidentemente è certamente nell’impostazione offensiva complessiva».

Spostando il discorso sui singoli, chi è la nota lieta di questo inizio di stagione?

«La nota positiva è sicuramente Belloni, che, pur essendo una seconda punta o un attaccante esterno, sta adattandosi mirabilmente non solo a fare il centrocampista esterno, ma anche addirittura l’uomo di fascia classico. Belloni è in grado di abbassarsi fino alla terza linea, con intelligenza e tempistica anche per fare  diagonali difensive assai efficaci. Ma il marchio di fabbrica è quel suo sinistro, per così dire educatissimo, di una bellezza “quasi pudìca”».

Contro il Verona sarà un impegno proibitivo, eppure anche i gialloblù non stanno benissimo, nonostante l’organico da Serie A. Ti aspettavi questa mini-crisi degli uomini di Pecchia?

«Il ritorno nel “purgatorio” della B è sempre molto problematico per tutte le retrocesse, sebbene, in passato, il Palermo ed il Cagliari siano riusciti a sfruttare efficacemente i soldi del cosiddetto paracadute, salendo subito in A. Il Verona dovrebbe emulare, alla lunga, le compagini isolane che hanno fatto immediato ritorno nella massima serie. Ma le incognite sono sempre in agguato, tanto più che gli scaligeri non hanno in Pecchia un condottiero navigato ed esperto della cadetteria. Questa mini-crisi poteva starci perchè non è mai facile per nessuna squadra scendere in Campania per cercare di vincere su campi come quello dell’Arechi o del Ciro Vigorito. Per quanto riguarda proprio gli stregoni, debbo confessarti che  avevo pronosticato la vittoria dei ragazzi di Baroni, che a mio avviso sono seriamente candidati a disputare almeno i play off».

Un pronostico secco sul match di sabato

«Per quanto riguarda il pronostico, da antico tifoso biancoverde, non posso dirti che l’Avellino sarà sicuramente soccombente. Non tanto per questioni di “cuore”, ma anche perchè in serie B partite scontate non ce ne sono, soprattutto ad inizio campionato. Sul piano strettamente tattico, posso dirti che se Toscano manderà in campo una squadra abbastanza compatta, corta ed assai concentrata nella fase di non possesso, magari con qualche mediano che prediliga l’interdizione, come capitan D’Angelo, e con Crecco, per esempio, schierato da interno sinistro in luogo di un Gavazzi non ancora al meglio. Potrebbe anche venire fuori un bel pari per i Lupi. Se vuoi la mia formazione, partirei con: Radunovic, Gonzalez, Djimsiti, Diallo, Belloni, D’Angelo, Paghera, Crecco, Asmah, Castaldo e Ardemagni».

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Mariano Messinese

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Vintage nell'anima e nel corpo, look anni '70, letterato, amante del calcio, di Battisti-Panella e di Nietzsche. Perchè vi dico questo? Perchè chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.

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