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Calma piatta. Dopo i tuoni delle voci che si rincorrevano sulla cessione della società, le incognite sulle identità dei nuovi proprietari e i continui rinvii della fumata bianca, a via Aldo Rossi è tempo di silenzi. Silenzi assordanti che lasciano indispettiti i tifosi milanisti, e non solo. L’affare anticipato Vangioni e l’acquisto di Lapadula, improvviso come un acquazzone estivo, lasciavano presagire ad un mercato finalmente degno del Milan. Una chimera rimasta tale, visto che ad oggi, 3 agosto, tutto tace e nulla si muove. È ormai chiaro: il Milan non acquisterà prima di cedere. Sulla lista dei probabili partenti c’è Luiz Adriano e uno tra Bacca e De Sciglio. Il brasiliano è stato cercato dal Porto con approccio timido, il colombiano dopo aver rifiutato il West Ham, che si è “consolato” con Calleri, cerca acquirenti, a favore di De Sciglio invece depone la giovane età ed il buon Europeo. Tuttavia, tutto resta aleatorio e così Musacchio, Mustafi, Pavoletti e Gomez restano solo nomi da ammirare. Il Villareal ha già fatto capire che Musacchio andrà via solo ceduto, così si pensa al centrale tedesco del Valencia. Salgono alla ribalta altro nomo dal Portogallo (Salvio, William, Adrien), ma è evidente che senza fondi non si cantano messe. Lo sa bene Vincenzo Montella. Il tecnico rossonero, pungolato sull’argomento, in occasione della conferenza stampa che precede l’impegno col Chelsea nella International Champions Cup, ha glissato elegantemente: “Ogni rosa è migliorabile e la Juve lo ha dimostrato. Galliani sa di cosa ho bisogno e sono sicuro che ci sta lavorando.” Ha poi aggiunto sull’affare presunto col Chelsea: “Cuadrado è un calciatore del Chelsea, per cui dovete parlare con loro. ” Gli ha “risposto” direttamente Antonio Conte, coach del Chelsea, che non ha mostrato grande volontà di trattenere Cuadrado a Londra. L’affare resta complicato, soprattutto allo stato attuale. E allora meglio pensare al calcio giocato e Montella lo sa bene: “Questa tournée è piacevole e aiuto molto il nostro lavoro. Ho avuto modo di conoscere i miei giocatori e di lavorare bene. Affrontare avversari importanti è sicuramente funzionale alla nostra crescita e alla valorizzazione della mia idea di gioco, con gli uomini che ho a disposizione”. E probabilmente è meglio che ci si abitui Vincenzino, perché, al momento, la situazione arrivi è tutt’altro che in fase di sviluppo.

Valerio Lauri

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