16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Franco Del Prete e il suo fiume di ricordi: “Eravamo la serie A dell’Eccellenza. Ero disposto a tutto per il Portici”

Views: 36

Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Parlare del Portici? Quale onore, per me è un’emozione ripercorrere quegli anni”, parola di bomber. Chi bomber? Uno che in area di rigore perdeva i tratti umani e diventava un animale feroce, indomito e affamato. Lui è Franco Del Prete, prolifico come non mai, nella storia del Portici 1906 sono passati tanti ottimi giocatori, ma tra questi uno come lui non può non essere annoverato. Ha lasciato un grande ricordo di sé, ha trascorso tanti anni nella città della Reggia fino ad innamorarsene. E se n’è innamorato perdutamente come si avrà modo di leggere scorrendo queste righe, una confessione a tutto tondo di un ex indimenticato. “Il calciatore passa, l’uomo resta, ecco, se si ricordano di me come una grande persona, allora posso essere orgoglioso più dei gol che ho realizzato”. Una mentalità degna di uno che vuole vincere nella vita e non soltanto sul campo, durante la chiacchierata tanti ricordi gli balzano nella mente, fotogrammi di un passato che, quando ritorna, strappa lacrime di commozione e lascia la scena alla malinconia.

Del Prete ricorda il “San Ciro”, il tempio di quel Portici, ma non solo, anche le bellezza di una città che ha il potere di rapire chiunque: “Ricordo via Libertà, ma che era uno spettacolo! E poi il Granatello, quante cene in quel posto stupendo vicino al mare. Credetemi, quando mi chiedono del Portici, non posso che parlarne bene, lì mi sono sentito a casa. E quello stadio, ce lo invidiano tutti, tant’è che eravamo considerati la serie A dell’Eccellenza. E ci credo, tutti avevano lo stadio in terra battuta, quando le avversarie venivano da noi si trovavano il sottopassaggio, le scalinate prime di mettere piede sul rettangolo di gioco, quattro settori, l’erba naturale. Peccato che tutti facessero la partita della vita perché per molti era un evento che capitava raramente, noi eravamo abituati. Paradossalmente, ci poteva penalizzare il fatto di giocare al “San Ciro” ma, nello stesso tempo, era una marcia in più, i tifosi ci seguivano sempre in massa e dovevamo gettare il cuore oltre l’ostacolo soprattutto per loro”. A questo punto, gli facciamo presente che, sia l’anno scorso che probabilmente anche per il prossimo campionato, il Portici non potrà giocare al “San Ciro” e se ne rammarica: “Mi dispiace perché, con uno stadio così, andare altrove sembra assurdo e poi si possono perdere dei punti non giocando nel proprio stadio. Se ci si allena e si giocano le gare interne fuori Portici, c’è il rischio di non sentirsi mai a casa. È una questione che va risolta il prima possibile, noi avevamo stretto un grande rapporto anche con i custodi e mi è dispiaciuto apprendere della dipartita del grande Masticiello, un uomo che ricordo sempre con grande affetto”.

Ora arriva un momento bellissimo, l’emozione prende il sopravvento perché Del Prete, quasi maledicendo questa intervista perché gli fa rievocare ricordi custoditi in fondo al cuore, si lascia andare a racconti personali tutti da leggere: “Giocavamo un derby con l’Ercolano, non riesco a ricordarmi l’anno, vincevamo di misura e io segnai il gol del doppio vantaggio. Alcuni tifosi, ebbri di gioia, scavalcarono per esultare con noi e un ragazzino, tra la confusione, mi diede una testata impressionante che mi fece girare la testa. Sorrido perché, a distanza di anni, mi ha contattato su Facebook rammentandomi quell’episodio e gli ho risposto di stare alla larga da me, altrimenti mi sarei vendicato. Naturalmente mi permetto di scherzare anch’io, anzi, è un ricordo che mi fa ancora sorridere. Di cosa abbiamo parlato prima, dell’effetto “San Ciro”? Be’, la prima volta che vi entrai, ero proprio un ragazzino, giocavo nella Frattese e lo stadio porticese fu scelto per ospitare la finale di coppa Italia con la Cavese. Era febbraio, faceva freddissimo, quello stadio metteva ancora più i brividi e mi diede una carica tale che subentrai all’89’, quando ormai i supplementari sembravano imminenti, ma mi bastò un minuto per regalare la vittoria alla mia squadra. Ricordo anche l’anno 1999-2000, eravamo fortissimi e dovevamo arrivare almeno secondi. Ma che peccato quella partita di ritorno contro il Napoli Est, dovevamo vincere per forza e saremmo andati noi a fare gli spareggi ma, verso le battute finali, subimmo il gol del pari e si spezzò il sogno della serie D. Un altro ricordo ancora: fui acquistato dall’Internapoli in serie D, era uno squadrone, ci fu una presentazione al Vomero in pompa magna, l’ingaggio era di quelli importanti, giocavamo le partite casalinghe al San Paolo. A novembre, ricevetti la telefonata di Aniello Di Gennaro che voleva sondare la mia disponibilità per un ritorno al Portici e non potevo proprio dire di no, sentivo che il cuore mi spingeva verso quella direzione e non mi interessava essere sceso di categoria, a me bastava essere di nuovo a Portici”.

È scientificamente provato, Portici ha una capacità di entrare nel cuore delle persone che è sensazionale, come se esercitasse un magnetismo irresistibile. Tra Franco Del Prete e Portici fu vero amore, di quelli che non si esauriscono mai, proprio per questo gli chiediamo di dire qualcosa ai tifosi porticesi: “Allora, a quelli dei miei tempi, li ringrazio ancora di tutto, li saluto con immenso affetto e dico loro che resteranno sempre nel mio cuore. Agli attuali, li invito a stare sempre vicini alla squadra e di incoraggiarla anche nei momenti di difficoltà, ogni giocatore scende in campo per fare bella figura ma può incappare in periodi in cui la brillantezza viene meno, ecco, proprio in quei momenti, c’è bisogno di un supporto maggiore e una tifoseria matura, come quella porticese, lo capisce. Speriamo bene per questo campionato e sempre forza Portici”.

About Maurizio Longhi 651 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.