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Un pari raggiunto all’ultimo sussulto ma che fa morale e premia una prova tutto cuore e ardore. C’è voluto un penalty di Mimmo Franco al 90′ per evitare una beffa atroce che avrebbe privato l’Aversa Normanna di una soddisfazione legittima per quanto visto sul campo. Per lunghi tratti del match i granata hanno condotto le operazioni al cospetto di un Siracusa assai timido, traducendo in un gioco spettacolare e nell’intesa tattica i migliori dettami del trainer Mauro Chianese. E lo hanno fatto senza timori reverenziali e persino su un’erba quasi ai limiti della praticabilità, divertendo e mettendo sotto un avversario che poteva ostentare maggiore qualità ed esperienza.
Nei normanni c’è un pizzico di Sorrento con l’impiego di Lombardo in porta e Roberto Esposito come esterno offensivo nel 4-3-3, col Siracusa di Andrea Sottil che propone un modulo speculare piazzando Giordano in regia, Catania e Baiocco interni, Sibilli ala sinistra, Gallon terminale offensivo e Savanarola sull’altra corsia. Insomma, calibri pesanti. C’è un minuto di raccoglimento per commemorare le giovani vittime italiane della tragedia in Spagna e quelle dell’attentato terroristico di Bruxelles. Chianese (squalificato, in panca Liguori), dopo un po’, decide di passare al 3-5-2 col trio difensivo Bosco-Guastamacchia-Porcaro, Franco in regia e la coppia d’attacco Ramaglia-Guillari, con Ciocia ed Esposito che spingono rispettivamente a destra e sinistra. Nel frattempo l’inizio dell’Aversa era stato furioso, con un miracolo di D’Alessandro su Ramaglia che aveva colpito appena dentro l’area eludendo l’intervento di Vindigni. Ciocia sulla fascia fa quello che vuole, trovando pochi ostacoli in Dentice, e sfodera un bel traversone che Guillari incorna alto, prima che lo stesso giocatore si faccia anticipare per un soffio da Chiavaro in angolo sull’ennesimo pallone tagliato del terzino. Il Siracusa non si vede praticamente mai, penalizzato probabilmente da un campo che non consente giocate di un certo tipo ai biancazzurri coi piedi più morbidi. Tanto che l’unica chance arriva con una punizione centrale dello stesso Chiavaro che Lombardo coglie in due tempi. Chianese cambia l’assetto tattico e Ciocia, sempre inarrestabile, serve a Ramaglia l’ennesimo cross che l’attaccante raccoglie trovando ancora una respinta provvidenziale di D’Alessandro il quale, poco dopo, si trova praticamente tra le mani un’inzuccata ravvicinata di Guastamacchia che si era inserito in area dopo un calcio franco. Ecco perché il vantaggio aretuseo, al 41′, è un fulmine a ciel sereno. Gallon indirizza un pallone al centro che Sibilli gira all’indietro a Catania, il cui sinistro micidiale si insacca alla sinistra di Lombardo. E’ l’unica occasione creata nel primo tempo dai siciliani, cinici e fin troppo fortunati. Lo stesso Catania, nel recupero, potrebbe fare il bis ma la sua bordata, respinta in angolo da Marzano, sfiora il palo di una manciata di centimetri. Si va al riposo con l’Aversa immeritatamente sotto ma anche con la consapevolezza che, replicando la stessa intensità nella ripresa, un risultato positivo non sarebbe una utopia per i granata.
Si riparte e, subito, D’Alessandro nega il pari ai normanni allungandosi sulla staffilata di D’Ursi, subentrato a Ramaglia. L’Aversa preme senza soluzione di continuità e, sugli sviluppi di un angolo, la difesa aretusea spazza dopo un batti e ribatti in area che le avrebbe potuto creare qualche problema di troppo. Il Siracusa non cambia il format della propria gara: molto contenimento e gestione non impeccabile della palla, non disdegnando qualche ripartenza. Su una di queste, Vindigni scarica a Catania che verticalizza con immediatezza per Baiocco, che si presenta in solitudine davanti a Lombardo ma, invece di concludere, tenta un assist improbabile a Gallon, anticipato così dall’ex numero uno rossonero. Poco prima, Chianese aveva tentato il tutto per tutto richiamando Nappo ed Esposito per inserire Romano e Djallo. Modulo tattico che era passato giocoforza al 4-2-4 con Djallo e Guillari al centro dell’attacco, D’Ursi a sinistra e Romano a destra. Come in una partita a scacchi, Sottil decide così di coprirsi col 3-5-2 lasciando il solo Catania alle spalle di Gallon, poi rilevato da Dezai, mentre il neo entrato Palermo (fuori Savanarola) si disimpegna da mezz’ala. Quando poi esce Sibilli, tra i migliori (dentro Porcaro), il Siracusa perde ancora più imprevedibilità davanti, anche perché Dezai non assicura nè profondità ne possesso del pallone. Insomma, un impatto davvero negativo quello dell’ivoriano. E l’Aversa accelera ritmi e livello agonistico, con un Siracusa che soffre e non si affranca mai dalla morsa avversaria. Guillari si inventa una gustosa verticalizzazione per Djallo, che va a sbattere ancora su un immenso D’Alessandro che gli nega il gol, poi inizia il D’Ursi show. In rapida serie, l’ex Marcianise produce prima una bordata da fuori area che D’Alessandro non trattiene mandando in corner, poi un traversone chirurgico che Guastamacchia incorna sul secondo palo senza inquadrare la porta, anche perché in posizione un po’ defilata, quindi un’assistenza per Franco che la butta dentro ma in chiaro fuorigioco (come ammesso da Chianese e dallo stesso giocatore in sala stampa). Nel mezzo, proprio un angolo di Franco aveva trovato la testa di Bosco, sfera di un paio di metri a lato. Al 90′ il sacrosanto pari, arrivato fin troppo tardi per lo sforzo profuso dai granata. Un lancio dalle retrovie non è carpito da Djallo, col pallone che arriva nella zona di Porcaro il quale, pressato da Guillari, controlla ingenuamente in area col braccio sinistro. Per l’arbitro, il barese Carella, è rigore. E dagli 11 metri Franco non fallisce togliendo per certi versi ai siciliani ciò solo un mese e mezzo fa si erano guadagnati fortunosamente contro l’Agropoli, prevalendo in pieno recupero grazie al penalty di Longoni. I quattro minuti di overtime non bastano a nessuna delle due squadre per fare il blitz. Il Siracusa agguanta così Frattese e Cavese in testa alla classifica con 60 punti, ma è un brodino caldo. Squadra troppo compassata, poco cattiva e per certi versi arrendevole se non addirittura incapace di reggere i ritmi più forsennati di un gruppo esplosivo come quello granata. Bene Baiocco, autentico uomo ovunque sia in fase di inserimento sia di contenimento. Intelligenza tattica da vendere nella lettura delle trame avversarie e forma fisica invidiabile. Pollice alto anche per Sibilli junior, un autentico furetto che ha provato a non dare quasi mai punti di riferimento in avanti con la sua effervescenza. A singhiozzo Catania, nonostante il gol, e certamente meglio Gallon di uno spento Dezai. L’Aversa Normanna dei giovani, invece, stupisce sempre di più ed infila il nono risultato utile consecutivo. Ha un’idea di gioco ben definita, mette in mostra la fame dei suoi talenti ed ha un allenatore che farà parlare di sè. Tutti sopra la media ed anche per questo è difficile scegliere un top di giornata, sebbene D’Ursi abbia spaccato la sfida con le sue accelerazioni, e Franco abbia dettato tempi e giocate dei suoi. Raggiunto il Reggio Calabria, che comunque ha ancora una partita da recuperare, il quinto posto è realtà. E i play-off sempre un obiettivo a portata di mano, in attesa di andarsi a giocare un bonus rilevante per la quarta piazza domenica prossima a Vibo Valentia. (FOTO FOOTBALLWEB.IT)

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