16 Maggio 2026
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9 luglio 2006: alzata alta al cielo, capitano!

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Servizio di Ivan Palermo @riproduzione riservata


Si, 9 luglio 2006, sono passati già dieci anni da quella notte, una notte magica, la notte di Fabio Grosso, la notte di tutti gli italiani. I Mondiali 2006 si giocavano in Germania, e l’Italia di certo non era la favorita. C’erano squadre fortissime, con fuoriclasse all’apice della loro carriera, il Brasile, la Germania, l’Argentina e anche la stessa Francia. L’Italia era un gruppo di veri uomini, condito da alcuni fuoriclasse, ma chissà perché a quel mondiale, nessuno ci avrebbe scommesso un euro sui ragazzi di Marcello Lippi. Venivamo dallo scandalo di Calciopoli che nel 2006 colpì il calcio Italiano, forse per questo ci presero un po’ sottogamba; l’Italia, però, dimostrò partita dopo partita il proprio valore fino ad arrivare alla semifinale contro i padroni di casa. Quella partita, che si giocava a Dortmund, sembrava una finale anticipata, come in effetti fu. Ci vollero 119 minuti per sbloccare il risultato, e quel goal di Grosso, chi lo scorda più. I tedeschi provarono l’ultima disperata controffensiva, un po’ come fecero nella seconda guerra mondiale, per l’esattezza nel 1944, contro il Regno Unito e gli Stati Uniti. In quel caso ci fu una prima vittoria tattica dei tedeschi che fu solo illusoria perché poco dopo, gli alleati ottennero una vittoria strategica finale. Nel 2006, invece, trovarono un Fabio Cannavaro, in versione muro di Berlino, che respinse la palla più volte, la passò a Gilardino, che non la portò alla bandierina, bensì decise di puntare e vide con la coda dell’occhio arrivare Del Piero a tutta velocità, lo servì e fu l’apoteosi. In finale fu diverso, andammo subito in svantaggio, con un rigore di Zidane, che colpì la parte intera della traversa, sorpassando di pochi centimetri la linea, quasi come se fosse destino. Materazzi la riacciuffò di testa, e la partita si protrasse fino al 120′. Prima però, lo stesso autore del goal, numero 10 e capitano della Francia, nell’ultima partita della sua carriera, si fece buttare fuori per una testata a Materazzi che entrò nella storia. Buffon e Barthez, non presero nemmeno un rigore; l’unica differenza fu che Trezeguet, stampò il suo tiro sulla traversa, e una volta toccato terra, il pallone non varcò la linea bianca, quindi non fu goal. Il rigore decisivo, toccò a Fabio Grosso, e non poteva essere altrimenti, l’uomo del destino, che tre anni prima giocava in C2, e che si era affermato in A con il Palermo. Fabio ci pensò, con la lingua da fuori e le mani su fianchi, poi chiuse gli occhi e tirò… Il resto è storia.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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