• www.footballweb.it e’ una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli Nord
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
    Direttore Responsabile: Michele Pisani

Frattese, da D’Errico a Guarino: ecco cosa cambia

Condividi i nostri articoli

Hits: 325

DI STEFANO SICA

Dal patto dei 10 capitanato da Antonio Schiano, con la nascita della Nerostellati Frattese, alla diarchia Niutta-Nuzzo, fino alla rottura tra i due e la reggenza solitaria di quest’ultimo, il crac del club e la successiva rifondazione nel 2017 ad opera del quadrifoglio (frattese doc come nel 2012) D’Errico-Lamberti-Pellino-Baldi. E’ successo di tutto a Frattamaggiore in meno di un decennio. Due scalate dalla Promozione regionale alla D, sotto l’egida del mitico tandem Grimaldi-De Simone, una crescita costante, organizzativa, strategica, mirata. Mire espansioniste che avrebbero proiettato la società ad un passo dalla Lega Pro nel 2016, quando i ragazzi di Stefano Liquidato incapparono in un Siracusa stellare, quasi imbattibile. Quindi il collasso e la ripartenza dal campionato di Eccellenza. Fratta non si è fatta mancare nulla, quasi a scacciare i fantasmi di un altro decennio impalpabile, privo di emozioni, di spinta, di seria progettazione. Non a caso, prima di quella lunga fase di anonimato, uno degli ultimi presidenti in grado di muovere le corde della passione nerostellata fu Adamo Guarino. Proprio lui, il neo patron del club di Via Ianniello. Guarino, all’epoca giovane imprenditore frattese, acquisì la società nel 1996 portandola l’anno successivo in Eccellenza seppur tramite un ripescaggio. Fatto sta che la Frattese si guadagnò lo spareggio con l’Afragolese (poi perso) dopo un testa a testa appassionante.

L’accordo chiuso martedì, dunque, riconnette due epoche così diverse eppure unite da un filo rosso che ne mescola ricordi e speranze. Con Guarino, la Frattese continuerà a sognare in grande. E’ anche questo il senso delle prime dichiarazioni rilasciate dal neo patron nerostellato. Investimenti e new governance per programmare un futuro da protagonisti e riprendersi la D. Del resto anche il tentativo di scalata delle ultime settimane alla Puteolana, intrapreso con un’offerta sostanziosa (si parla di cifre superiori ai 100mila euro), è la dimostrazione plastica di una certa solidità economica che contraddistingue la nuova cordata che si prenderà carico della Frattese. Quale sia il motivo per il quale non si sia chiuso l’accordo col presidente granata, Emanuele Casapulla, non è chiaro. Le versioni sono discordanti, come avviene in questi casi, e tante sono le zone d’ombra. E’ possibile che Guarino abbia deciso in extremis di rivoluzionare i propri piani venendo incontro anche agli inviti di una parte della tifoseria frattese che lo voleva di nuovo al comando. Un piano B studiato con i suoi più stretti collaboratori e suggerito anche dal fatto che l’operazione Puteolana stava comportando man mano costi aggiuntivi e fuori controllo. E poi non va dimenticato che già ad inizio stagione, Guarino aveva provato a mettere le mani sulla Frattese, stavolta senza riuscire a chiudere l’affare. Di sicuro, è stato martedì il giorno risolutivo che ha sciolto nodi ed esitazioni, dopo che il sabato precedente l’intesa con Casapulla sembrava ad un punto di svolta grazie anche alla mediazione del Ds flegreo Massimo Cavaliere. Il 10 marzo Guarino e De Mare hanno ripreso i contatti con Rocco D’Errico (con la pista casertana ancora calda), perfezionando l’accordo in giornata. Del nuovo sodalizio, come noto, farà parte anche Andrea Baldi, che in questa stagione ha assunto il comando dell’area tecnica. E poi una new entry: Dino Nardiello, già Dg della Puteolana nell’ultimo campionato. Si è vociferato anche di un ritorno di Raffaele Ruggiero, frattese doc ed ex collaboratore di Nuzzo prima alla Frattese e poi al Savoia. Rumors tutti da verificare. Da stabilire, ovviamente, la ripartizione delle cariche societarie.

Sullo sfondo resta lui, D’Errico. Titolare di un istituto scolastico frattese d’eccellenza (con un altro che sarà inaugurato nei prossimi mesi), e un amore incommensurabile per la squadra della sua città ereditato dal papà. “Tre anni fa eravamo pochi folli a credere in questa avventura – ci racconta -. Passione e serietà ci hanno ripagato con un quinto posto al primo colpo, partendo in netto ritardo, un primato ottenuto sul campo e un attuale terzo posto. Risultati che parlano da soli. Lascio orgoglioso di questo”. Con un rammarico. “Non tutti hanno capito i nostri sacrifici. Alcuni ci hanno osteggiati, persino diffamati. Quando si creano certe situazioni ambientali, fatte anche da piccoli aneddoti che non sto qui a raccontare, forse arriva il momento di lasciare. Ma il titolo resta qui, ed è questa la cosa più importante. L’alienazione del club doveva seguire anche questa logica. Alla nuova società faccio un grande in bocca al lupo”. Frizioni di cui raccontammo nel post Pomigliano ma che non sono mai state superate. Con una precisazione, tuttavia. “C’è anche un discorso aziendale da salvaguardare. Anche questa considerazione mi ha spinto a lasciare la Frattese. I miei dipendenti vengono prima di tutto, specie in questa fase particolare con l’emergenza Coronavirus, che peraltro non sappiamo quando sarà superata”. E un’ultima chiosa. “Abbiamo sempre preso decisioni in armonia e in modo democratico. Ho ascoltato tutti, recepito e poi deciso. Ognuno ha avuto agibilità. Ecco, forse la scorsa estate non avrei dovuto ascoltare qualche consiglio sbagliato. E avrei dovuto decidere da solo”. Ma…. “Chissà, magari il mio sarà solo un arrivederci al mondo del calcio…”.

About Stefano Sica 901 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento