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Il ritorno dell’ex Grassadonia a Pagani: “Qui è casa mia. La squadra di Erra ha tutto per salvarsi”

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DI STEFANO SICA

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L’abbraccio coi colleghi che solitamente seguono le vicende della Paganese è commovente. Parole dolci, pacche sulle spalle e tanti ricordi. E’ questo il prologo della conferenza stampa di Gianluca Grassadonia, tecnico del Catanzaro, dopo il pari del Torre con gli azzurrostellati. Del resto, al tecnico salernitano sono legati i successi più vividi del club di Raffaele Trapani, col quale al termine del match si è intrattenuto a lungo in una piacevole chiacchierata. Si può solo immaginare cosa si siano detti i due, ma ascoltarli sarebbe stato un ulteriore scarico emozionale. “E’ stata un’emozione forte – esordisce Grassadonia -. Quattro anni non si dimenticano. Qui sono a casa. Ho rivisto tante persone con cui ho condiviso più gioie che dolori. Ma si sa che la vita va avanti, siamo professionisti. Anche qui a Catanzaro c’è da lavorare tanto e da ricostruire, ma guardo avanti con fiducia. La Paganese? E’ una buona squadra, ha buone individualità e ha insieme giocatori esperti e giovani interessanti. La Paganese può arrivare all’obiettivo salvezza senza particolari problemi”.

GARA DAL DOPPIO VOLTO – “Non siamo partiti bene nel primo tempo. Nel secondo abbiamo corretto qualcosa e siamo cresciuti. Venivamo da una settimana non facile in quanto la sconfitta immeritata con la Ternana, arrivata al termine di una buona prestazione, ci aveva un po’ condizionati, sebbene avessimo sbagliato delle letture e perso un po’ di equilibrio. Ma la reazione della squadra qui nella ripresa mi è piaciuta. Nel primo abbiamo fatto degli errori, non siamo stati efficaci e non mi è piaciuta l’intensità. Eravamo troppo compassati. Dopo l’intervallo abbiamo fatto quello che andava fatto. L’importante era uscire da qui con un risultato positivo dal momento che c’è ancora tanto da lavorare. Vibo sarà un altro test difficile: faremo visita ad una squadra tremenda. Sarà la trasferta giusta per metterci alla prova”.

OBIETTIVI – “Siamo lontani dalle squadre di vertice, per questo a livello mentale dobbiamo essere bravi nel continuare a lavorare con convinzione. Bisogna convincersi che questo campionato finisce a giugno”.

SU DI LIVIO, FIGLIO D’ARTE – “Arrivava da un infortunio. L’ho utilizzato per la prima volta dall’inizio, a parte la partita di Coppa col Monopoli. Poi ha avuto questa distorsione. Nell’uno contro uno è bravo e sta cercando di adattarsi ad interno visto che è un esterno. Ma mi è piaciuto perché è stato intenso, ci ha creato sempre la superiorità numerica”.

SUL 3-5-2 – “Stiamo lavorando su questo modulo ma voi mi conoscete bene e sapete che ho bisogno di tempo per trovare equilibrio, giocate e una quadratura totale del cerchio. Ma la squadra si sta impegnando al massimo. Certo che queste partite ravvicinate non ci stanno consentendo di lavorare come vorremmo perché siamo costretti a fare sempre scarico e rifiniture”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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