16 Maggio 2026
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Paganese, l’apoteosi dopo 405 giorni…

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DI STEFANO SICA

Quattrocentocinque giorni per gustarsi di nuovo il sapore di una festa. Dal Rende alla Virtus Francavilla, passando per la sfida vincente col Racing Fondi, ma nel return match di play-out. Per la Paganese vincere una gara in casa nella stagione regolare era diventato un orizzonte immaginario, quasi immateriale. Non maledirà mai abbastanza il Torre Bruno Trocini, tecnico dei pugliesi caduto domenica sotto i colpi di un senatore e di un piccolo eroe per caso, quasi a simboleggiare l’unione di due generazioni che si coalizzano per il bene supremo della Paganese. Era l’11 marzo del 2018 quando il suo Rende cedeva allo strapotere azzurrostellato. Da allora, la Paganese non aveva mai vissuto una gioia nel proprio recinto, al netto appunto dello spareggio trionfale coi laziali. Non nominate mai Pagani al trainer della Virtus. Potrebbe avere una crisi di rigetto e sarebbe un peccato considerato il suo background che ne fa ormai un allenatore emergente nella categoria al pari di Ciccio Modesto, Fabio Caserta e pochi altri.

SVOLTA ERRA – Al primo successo casalingo di questa annata, la Paganese non ci è arrivata per caso. Il mese trascorso sotto la gestione Erra non è passato invano. I proclami del tecnico tesi a smuovere le corde motivazionali del gruppo, non sono rimasti appesi come caciocavalli stagionati nel vuoto di una progettualità tecnica. Ma si sono accompagnati ad un principio di idee tattiche che iniziano a trovare applicazione in campo. Erra non ha stravolto il dettato di un campionato intero, certo. E, rinunciando al suo storico 4-3-3, ha preferito ripartire dal 3-5-2 che sia Luca Fusco sia Fabio De Sanzo avevano sperimentato nei mesi scorsi. Non togliere certezze alla squadra e, contemporaneamente, disciplinarla su movimenti tattici ben precisi. Il tempo non consente frenate ed ha un volto poco rassicurante, ma questo obiettivo Erra può averlo raggiunto. Perché se il campo dà riscontri incoraggianti, è anche vero che non si può prescindere dal conforto della continuità, a cui la Paganese ha sempre abdicato per lacune caratteriali e strutturali, divorando punti, autostima, opportunità e aspettative. Manca davvero poco per capirne di più, compresa una possibile coda col Bisceglie che fino a poche settimane fa sembrava mera utopia.

ANALISI DI UNA VITTORIA – Contro la Virtus Francavilla, la Paganese disputa forse la migliore gara della stagione per tensione agonistica, qualità di gioco e costanza tattica e cognitiva nell’arco della partita stessa.  Anche quando non arrivano chiare occasioni da gol, gli azzurrostellati restano sempre in pieno possesso della partita una volta superato lo sbandamento iniziale. Fatto sta che c’è un limite che per Erra diventa verità rivelatoria: la Paganese non è squadra da creare situazioni da rete a proprio piacimento, ma deve limitarsi a finalizzare quelle che ha. Tazza un po’ soffre a destra, non è sempre preciso e qualche volta è pure irritante. Ma Gaeta lo supporta con uno spirito di  sacrificio lodevole che in passato ne aveva rimarcato la propensione a coprire più zone di campo (con De Sanzo si era piazzato anche come quinto a sinistra). L’ex Salernitana è in forma e regala spunti personali autorevoli. Lo stesso lavoro lo fa Fornito dall’altra parte. Erra, insomma, chiede a turno ai suoi interni di allargarsi in fase offensiva e creare una possibile superiorità numerica sulle fasce che vada a beneficio del tandem Parigi-Cesaretti. Il resto ce lo mette il tocco goniometrico di Capece, che riesce a garantire sempre equilibrio e originalità alla squadra in fase di possesso. La Paganese gioca in pochi metri e non si allunga se non nel finale alla ricerca del vantaggio. La lettura della gara è tuttavia intelligente: gli azzurrostellati sanno che possono osare e si prendono un rischio calcolato per l’arretramento graduale di una Virtus che inizialmente esalta l’ispirazione di Partipilo e Sarao, poi si intimidisce troppo e non crea particolari conflitti se non una contrapposizione difensiva abbastanza ordinata. Erra questo lo intuisce e chiama Scarpa alla battaglia in luogo di Fornito, quando più di qualcuno si chiede se la squadra non possa perderne in armonia tattica. Tutt’altro. Anzi, il trainer azzurrostellato non solo non lascia, ma raddoppia. E consegna Alberti ad un tridente rischiatutto con l’uscita di Dellafiore e il passaggio al 4-3-3. Il raccolto è prelibato perché il capitano c’è, è coraggioso e ha gli occhi della tigre. E, mentre alza la bacchetta, il giovane attaccante di Asiago è già pronto a far vibrare il suo violino. Avviene tutto nel doppiofondo di una partita ormai esaurita, quando l’ennesima occasione sprecata stava per fucilare senza pietà le colombe appena fatte arrivare da Bisceglie dall’ex Cernigoi. La Paganese, umiliata dai numeri, abbandonata dai tifosi più intransigenti, maltrattata dalla critica, rialza così la testa. Esulta patron Trapani in compagnia del notaio Calabrese, il cui percorso di avvicinamento verso il compleanno domenicale è meno tormentato. Con loro ci sono presidente e direttore tecnico del settore giovanile, Giuseppe Caiazzo e Mario Aiello. Esultano anche i tifosi azzurrostellati in curva, unico spicchio colorato e credente in un Torre desertificato dai lavori per le Universiadi, con entrambe le tribune chiuse. Una via crucis di autentica preghiera e sofferenza, una festa per pochi ma buoni. E per questo più bella che mai.

L’EROE RAGAZZINO – E alla fine la copertina è tutta per lui: Thomas Alberti, 20 anni pieni, faccia da ragazzino ma sorriso stampato sul volto con un candore disarmante. La dedica è per la famiglia, innanzitutto. E poi la voglia di correre in Veneto per condividere coi suoi affetti le festività pasquali. Dopo un periodo quasi irreversibile di anonimato, questa soddisfazione se l’è meritata tutta. Avrebbe potuto pizzicarla prima se fosse stato un po’ più fortunato nel match casalingo con la Vibonese (la sua inzuccata nel finale usciio di un soffio). La Paganese riparte, finalmente. E, senza alcuna sudditanza psicologica verso la scaramanzia, qualcuno in sala stampa inizia a programmare il travel plan per Bisceglie. Solo poche settimane fa, nessuno avrebbe osato persino parlarne. Ammazzare la Paganese è sempre stato difficile. Lo sarà anche stavolta.            

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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