• www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
    Direttore Responsabile: Michele Pisani

Frattese, oggi a Marcianise per cavalcare il momento positivo

Condividi i nostri articoli

Hits: 56

Reading Time: 4 minutes

DI STEFANO SICA

Pari, cavalleria e appuntamento al 16 ottobre a Cardito per il return match. Frattese e Afragolese non si sono fatte male nella gara d’andata degli ottavi di Coppa Italia Dilettanti e, al di là di qualche schermaglia reciproca, hanno portato a casa un pareggio che lascia tutto aperto in vista della seconda sfida in casa rossoblù. Si confermano stregati i nerostellati per la Vis, che negli ultimi cinque incroci non ha mai vinto, totalizzando comunque quattro pari e uno stop solo a tempo scaduto.

SQUADRE RABBERCIATE – Tanti gli assenti da ambo i lati: l’Afragolese ha rinunciato a Fava, Murolo, Manzo e Santonicola, tenendo in panchina Marzullo e Signorelli, mentre la Frattese ha lasciato a riposo Costanzo, Grezio e Balzano, i primi due per acciacchi muscolari (l’attaccante aveva accusato un problema all’adduttore durante il match col Poggiomarino) e il difensore per una brutta distorsione alla caviglia destra rimediata proprio contro i biancazzurri. Tuttavia chi è rimasto a battagliare non era proprio un interprete di primo pelo. Peraltro Giovanni Masecchia, tecnico dell’Afragolese, ha fatto in modo di poter assemblare con profitto una squadra priva di alcuni elementi cardine, modificando il sistema base: spazio, quindi, a un 3-5-2 col giovane Longo in coppia con Befi in attacco, e Lagnena deputato a governare la retroguardia con Della Monica e Palumbo ai lati. Il trainer nerostellato Ciro Amorosetti è tornato invece all’antico rispetto al match col Poggiomarino, puntando su un 4-3-3 tradizionale dopo aver sperimentato un attacco muscolare con Sperandeo e Grezio assistiti dai movimenti alle spalle di Capasso. Una novità poi riposta nel cassetto con l’infortunio del Cobra e l’ingresso di Varriale andato a posizionarsi a sinistra con lo spostamento di Capasso a destra. Positivo l’impiego di Fontanarosa come play e incoraggianti le prestazioni di Pappagoda, che fino a qualche settimana fa sembrava ai margini del progetto (entrambe le scelte sono state replicate con l’Afragolese).

EQUILIBRIO STORICO – Nel primo tempo la Frattese si è lasciata preferire per possesso palla e una ricerca maggiore delle fasce per provare ad aggirare la difesa di Masecchia. Tanti i cross prodotti, ma sul più bello è mancata sempre la zampata feroce, lo spunto intuitivo, la freddezza sotto porta. Certo, con un vero e proprio signore del pacchetto arretrato come Lagnena il compito si faceva man mano più delicato, ma la Frattese è stata anche sprecona quando Cafaro è arrivato davanti a Schiano facendosi anticipare con troppa facilità. Nessun dubbio sulla pulizia dell’intervento del portiere, in ogni caso. L’Afragolese ha però ribattuto con un buon filtro in mediana (Ausiello-Conte-Viscido è un tridente per pochi) e anche con una appropriata dose di fisicità che a tratti ha reso la sfida ruvida pur in un quadro di sostanziale correttezza. Tanti cambi nella ripresa ma emozioni in costante ribasso. Solo qualche conclusione dalla distanza e idee di gioco difficili da mettere in pratica con una pioggia torrenziale che ha manomesso la seconda parte della ripresa. Paura solo per uno scontro fortuito tra Spavone e Lieto, poi sostituiti dopo essere rimasti per qualche minuto a terra. Alla fine è mancato l’episodio che rompesse la linea orizzontale di un match fin troppo equilibrato. Ma del resto tra Frattese e Afragolese è sempre così da tre anni a questa parte: partite spigolose, simmetriche, da un esito quasi scritto. E anche stavolta la storia non ha deragliato dal suo percorso naturale. Si vedrà tra 10 giorni.

OGGI A MARCIANISE – Aveva lasciato molte scorie ambientali la sconfitta di due settimane fa con l’Afro Napoli. Perdere è possibile, anche fisiologico se si incontra un avversario abituato da anni a stare in alto (a prescindere dai campionati di competenza) e che ha in Ambrosino una guida irrinunciabile che non teme cambiamenti ed è in grado di modellare e mettere in moto le rose più disparate. Ai tifosi non è piaciuto il modo, comprensibilmente. Ci si aspettava ben altro piglio dalla Frattese che, comunque, ha dimostrato di avere interiormente le risorse (tecniche e psicologiche) per reagire e riprendere un cammino virtuoso. Servono tuttavia conferme e quale migliore opportunità di un Marcianise rabbioso in quanto reduce dalla scoppola col Pomigliano. Uno stop che non deve ingannare: gli azzurri in precedenza avevano messo paura all’Afro Napoli, impattando poi col Poggiomarino protagonista di un inizio di stagione strepitoso (interrotto solo dalla sconfitta dello Ianniello). Anche il Progreditur può incutere qualche timore reverenziale per la storia che lo accompagna. Certo, c’è un impianto che ha visto i fasti della C con Bizzarro, ma non c’è lo zoccolo duro dei tifosi. Quelli rimasti affezionati al gialloverde (colore che ha dipinto pagine di gloria indelebili) e che hanno preso da tempo le distanze dalla nuova proprietà. Ma l’operazione aggancio all’Afragolese non può fermarsi oggi. Tanto più che i nerostellati saranno attesi da due turni casalinghi consecutivi e dalla gara esterna col San Giorgio, prima del rientro a casa con la Sibilla Bacoli. Un periodo da capitalizzare al massimo per arrivare alla sfida di Pozzuoli ben temprati e motivati.

INIZIATIVA DEL CLUB NEROSTELLATO – Nel frattempo i tifosi esporranno oggi uno striscione in memoria di Salvatore Sestile, presidente del Giugliano scomparso nella giornata di ieri. Iniziativa, manco a dirlo, del presidente del Club Nerostellato, Orazio Vitale, sempre sensibile ad ogni opera di avvicinamento tra i sostenitori di ogni colore e di raffreddamento di un ambiente a volte sin troppo isterico. Davanti alla morte non c’è rivalità che tenga, ma qui si va oltre: come non ricordare con affetto e ossequio una figura come quella di Sestile, così preziosa per semplicità, schiettezza e sportività? I nostri ricordi tornano a quel famoso 28 aprile, quando i tigrotti completarono a Castellammare la loro rincorsa infinita verso la D. Col Direttore Michele Pisani fummo gli ultimi, tra gli organi di informazione presenti, ad intervistarlo. Potevamo aspettarci una persona impaziente di tornare a casa e di trovare un momento di pace dopo una giornata inesauribile. Quasi finiva che dovevamo essere noi a congedarlo. Ne scaturì una chiacchierata lunga, divertente, piena di aneddoti anche personali. Sestile quella giornata voleva godersela fino in fondo, il contatto con gli altri voleva respirarlo a pieni polmoni. Umanità e nessun filtro, questo è stato Sestile. Che la terra gli sia lieve.

About Stefano Sica 856 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento