Views: 16
DI STEFANO SICA

Riparte questo pomeriggio da Mondragone, per il debutto in Coppa Italia, il cammino della Puteolana, affidata alle mani sapienti di Andrea Ciaramella, reduce, col suo staff, da un esaltante biennio a Frattamaggiore. Mercoledì scorso, nella splendida location di Villa Romana sul lago d’Averno, la presentazione del nuovo progetto alla stampa a cura del Dg Dino Nardiello, del Ds Massimo Cavaliere e del presidente Emanuele Casapulla, supportati da due firme del giornalismo puteolano come Paola Mauro e Antonio Russo e naturalmente dal responsabile della comunicazione Walter De Liguoro. Non poteva mancare la rosa granata al completo. Recuperare credibilità morale dopo i teatrini indecorosi dell’ultima gestione societaria, ricreare entusiasmo in città e stendere un programma che preveda il ritorno graduale dei flegrei in D (del resto promettere tutto e subito non avrebbe senso, specie quando devi cimentarti con una concorrenza ostile e ben armata). Andando in ordine tematico, si può dire che i primi due obiettivi sono stati raggiunti. Almeno per ora, perché poi il futuro è una continua scommessa con i propri piani e le proprie aspirazioni. L’incontro con la stampa – in tutti i suoi dettagli e nei suoi aspetti organizzativi più stringenti – è stato certamente un momento conviviale che ha messo a nudo la volontà del club di instaurare un clima nuovo e di puntare su un aspetto icastico-comunicativo più elevato e professionale. La ritrovata euforia tra i tifosi granata è poi un fatto acclarato, in virtù degli 800 (circa) abbonati che premiano il mercato ambizioso condotto da Cavaliere, in attesa di Paolo Sardo che sarebbe la classica ciliegina sulla torta. I prezzi convenienti e stuzzicanti hanno ovviamente contribuito a rimettere in circolo questa passione sopita. Il terzo aspetto è quello più delicato. Cavaliere è stato chiaro in questo senso: Pozzuoli non è una piazza che per storia e blasone può stare troppo a lungo in Eccellenza, ma venir via non è nemmeno una passeggiata di salute. Perché questa è una categoria che spesso accoglie realtà di livello assoluto, nobili decadute che come Pozzuoli hanno fame di riscatto e devono darne conto ai propri tifosi. Programmazione e piedi per terra, quindi. Partendo dal traguardo play-off, come ha affermato Ciaramella e come è giusto che sia un po’ per la forza delle altre, un po’ per il valore del roster a sua disposizione. Perché, quando si esce da un “terremoto”, per dirla con Casapulla e lo stesso Cavaliere (entrambi hanno rimarcato il discorso della credibilità da rimettere in piedi dopo i disastri della vecchia proprietà), le fasi della ricostruzione sono le più scivolose. Dove potrà arrivare questa Puteolana lo dirà solo il tempo. Ma l’esercizio dei ricordi e della memoria non può che riportare tutti all’estate del 1989, giusto 30 anni fa. I granata venivano dalla splendida cavalcata con Canè in panchina, la leadership di Costa e i numeri di Battaglia, e si accingevano a disputare un altro campionato di C1 dopo la retrocessione in C2 del 1988. In panchina c’era Angelo Orazi, anche lui un trainer emergente come Ciaramella che avrebbe poi trovato consacrazione a Palermo portando a casa promozione in B e vittoria della Coppa Italia di C. Altri tempi, certo. E riprodurli fedelmente è complicato. Ma sono stati pur sempre anni straordinari, memorabili, che devono sollecitare ancora oggi senso di responsabilità e appartenenza in chi si fa carico delle sorti della Puteolana. Infine c’è il progetto stadio, che la governance Casapulla vorrebbe portare avanti insieme ad un discorso di “insediamento” sul territorio che allontanerebbe qualsiasi ipotesi di una permanenza mordi e fuggi. “Questo discorso riguarda anche il settore giovanile”, ha chiarito il numero uno granata. Sullo stadio Casapulla ha chiesto aiuto all’amministrazione comunale, una volta illustrato il progetto definitivo. “L’imprenditoria puteolana ci è vicina, ha già dimostrato di credere nelle nostre idee, ora il cerchio va chiuso”, questo in sostanza il suo ragionamento. E la chiusura del cerchio è inerente ad un Conte privatizzato che includa locali commerciali, palestre e centro medico. “Altrimenti porteremo lo stesso progetto a Bacoli”, ha chiuso Casapulla. E’ pacifico che i margini per venirsi incontro ci sono se davvero sussiste la volontà di tutti gli attori in campo di riscattare il calcio cittadino. Non è una utopia immaginare – se non una alienazione totale che mortificherebbe la peculiarità del bene comune – almeno una convenzione lunga che riqualifichi il Conte, da sempre un monumento lasciato all’incuria e all’indifferenza. E se c’è chi vuole scommettere su questo sogno, va incoraggiato con forza e convinzione. Ora, comunque, c’è da pensare al presente. La Puteolana riparte da uno staff tecnico che in nerostellato è arrivato ad un passo dalla storia e da un gruppo di elementi ben assortiti, esperti per la categoria e in grado di interpretare quello che è il must tattico di Ciaramella, il 4-3-3. Il contorno ce lo metterà il sostegno di una tifoseria che aspettava solo di esplodere. In bocca al lupo, Diavoli Rossi.

Lascia un commento