16 Maggio 2026
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TN Soccer, Rota a FBW: “Raduno di grande qualità, ora ho una voglia matta di rientrare”

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DI STEFANO SICA

Della sua leadership il Team Napoli Soccer si è giovato in una full immersion durata un mese e mezzo. Per Giovanni Rota allenarsi non è solo una abitudine faticosa, magari uguale a se stessa. Ma anche un momento di condivisione e di gestione degli umori dei compagni. Per farlo, bisogna avere una predisposizione naturale e una personalità forte. Ordinaria amministrazione per questo piccolo colosso classe ’99. Per tutti è stato un po’ il capitano ad honorem del gruppo di Marco Mazziotti e Vincenzo Varriale. Anche a 20 anni, si può essere autorevoli e credibili.

Sei un estroverso, sempre pronto al consiglio giusto verso i compagni. E in campo ti fai anche sentire…

“Con molti ragazzi abbiamo lavorato insieme a Mugnano anche lo scorso anno, altri ne sono arrivati quest’estate ma si sono dimostrati subito disponibili e con tanta voglia di lavorare e imparare. E poi mi sono trovato benissimo grazie alla qualità e alla professionalità dello staff tecnico. Nel calcio bisogna capire che non si finisce mai di apprendere, e tutti abbiamo ricevuto nuovi input per crescere. Lavorando agli ordini di due tecnici, Mazziotti e Varriale, che hanno grande esperienza e un passato vincente da calciatori, diventa tutto più facile. Allenatori così possono aiutarti sia a svilupparti mentalmente, sia a migliorarti nel gesto tecnico, curando, nello stesso tempo, la propria gestione fisica. Come ogni anno trovo una seconda famiglia e tante porte aperte”.

Nasci come terzino sinistro, ma ormai ti stai affinando anche come centrale di difesa. Sei un jolly a tutti gli effetti.

“Ormai sono un over in Eccellenza e mi resta solo un anno da under in D. Ho accolto questi cambiamenti con entusiasmo già dalla scorsa estate proprio per rendermi quanto più versatile possibile in un futuro immediato. La differenza tra i due ruoli? Diciamo che un difensore centrale deve essere un secondo regista, bravo nell’impostazione e nella visione di gioco. Io, per esempio, questo compito ho provato ad interpretarlo così, per quelle che sono le mie caratteristiche. Mi piace gestire il gioco e comandare la linea. Il terzino invece deve limitarsi a seguire il movimento della linea e a limitare il proprio avversario diretto sulla fascia. Il senso della posizione è importante, ma fare il centrale comporta responsabilità diverse”.

L’ultima stagione è stata un po’ travagliata. Quanto è grande la tua voglia di riscatto?

“Nella mia vita ho sempre preso decisioni in totale autonomia, senza farmi mai influenzare da nessuno. Quindi non scarico responsabilità su nessuno. Ovviamente certe delusioni restano, specie quando sai di aver lavorato duramente nel corso di un’annata e quando sei consapevole che nessuno ti ha regalato niente. Ma le stagioni negative sono sempre formative e possono fortificarti e rilanciarti. A Pomigliano ho svolto solo il ritiro, poi ho fatto qualche presenza a Volla in Eccellenza grazie al direttore Davino che mi ha offerto questa opportunità, prima di trasferirmi alla Puteolana. A Pozzuoli ho trovato una situazione un po’ complicata perché era da poco cambiata la proprietà. Abbiamo provato a fare il possibile in questo contesto di transizione: la squadra è retrocessa dopo uno spareggio che non avremmo dovuto fare ma alla fine si resterà ancora in Eccellenza. E questo è ciò che conta. La società è ottima e mi pare stia approntando una squadra competitiva, con la ciliegina di un grande staff tecnico capeggiato da mister Ciaramella. Ci sono le condizioni per far bene e auguro alla Puteolana il meglio”.

L’Avellino naviga in acque difficili. Come vivi da ex questo momento particolare che vive il club?

“Andai via con la speranza di tornare un giorno. Per due anni ho fatto tanti sacrifici, partendo quotidianamente da Napoli ma ogni volta con l’emozione di dover vestire la casacca biancoverde. Il ricordo è sempre vivo e a volte mi capita di riparlarne coi miei ex compagni e con qualche tecnico che ha vissuto quell’avventura. Mi spiace che debba accadere tutto questo dopo un campionato favoloso che sembrava potesse simboleggiare la rinascita. Avellino non merita tutto questo. Già la C sarebbe stata stretta come categoria. Speriamo possa cambiare qualcosa in tempo utile”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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