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E’ doveroso da parte mia chiedere la comprensione ai lettori nel pubblicare un articolo insolito, frutto di delusioni ricorrenti perpetrate in occasione delle feste rossonere. Anche nell’ultima circostanza la sceneggiatura ricalca le precedenti, però questa volta sento il dovere di esprimere pubblicamente il rammarico. Per troppi anni lascio passare sotto silenzio l’avvenimento, adesso la misura è colma.
La settimana scorsa nella splendida cornice di Villa Fiorentino si svolge la celebrazione della promozione del Sorrento in serie D, aperta al pubblico e a quanti lavorano e collaborano con la società. I tifosi occupano tutte le sedie disponibili, e con una tromba da stadio accompagnano i vari personaggi che si susseguono sul palco. Il mondo politico peninsulare è rappresentato dai sindaci, presenti in quattro da Sorrento a Meta.
La serata apre i battenti facendo scorrere le immagini, un grande schermo riporta i filmati con i gol realizzati nella cavalcata vincente, culminata nello spareggio con l’Agropoli per il ritorno nel calcio che conta.
Dimentico un particolare essenziale, l’audio con le esplosioni di gioia manifestate durante i commenti sono di uno sconosciuto, forse passato lì per caso, la stranezza deriva dall’ascoltare sempre la stessa voce narrante.
Dietro la prima fila dove siedo, diversi calciatori si divertono con battute e sorrisi a salutare le proprie performance nell’andare a rete. Interrotta la visione a causa dei troppi gol messi a segno, allo scopo di rientrare nei tempi previsti, si passa alla presentazione dei politici e dei protagonisti in campo, con relativa premiazione. A seguire i collaboratori allo stadio, la segreteria, per concludere con una rappresentanza dei tifosi.
Manca qualcuno all’appello? Pare proprio di no, i designati ricevono quanto previsto. Eppure l’elenco è privo sistematicamente dello stesso nome, di colui che supera tutti in anzianità collaborativa, vale a dire dal lontano 1977. L’ultimo a ricordarsi del sottoscritto e a fargli una breve intervista è Tonino Castellano, allora presidente, durante le festività natalizie di qualche anno addietro.
A chi scrive il copione, evidentemente, sono particolarmente inviso, ogni anno si ripete a posteriori la stessa solfa: “Scusaci ci siamo dimenticati”. Qualcuno potrebbe replicare riferendosi alla targa donata alla prima di campionato per l’anniversario dei 40 anni da speaker, trascurando che il riconoscimento è strettamente personale ed esula dal contesto generale. Fulvio chi è costui? Di certo ha poco da spartire col Carneade di turno, in quanto da 8 lustri dà fiato agli altoparlanti del campo Italia in gare di campionato, a dimostrare la passione smodata rivolta alla causa rossonera.
Il contributo allo stadio, lo ribadisco senza tema di smentita, avviene in modo assolutamente gratuito. Probabilmente se fossi sul libro paga, non si sarebbero dimenticati dello scrivente. Il “lavoro” di annunciatore gratifica nel tempo la scelta iniziale del dottor Torino, che mi vuole nel Sorrento dopo avermi ascoltato ai microfoni di Radio Uno Penisola Sorrentina, prima emittente libera del territorio nata nell’estate del 76. L’indimenticato Andrea da amministratore delegato di Canale 21, mi invita a Napoli a partecipare ad una trasmissione calcistica in cui, a sorpresa, mi premia davanti alle telecamere.
La presenza in via Califano non si limita a svolgere il ruolo di lettore, 30 anni fa aggiungo le radiocronache che hanno un ambito limitato alla provincia. Il compianto dottor Goffredo Acampora, medico sociale per diversi anni, mi definisce la voce, attestato che inorgoglisce poiché dettato da una personalità autorevole nel campo della medicina e di appassionato scrittore di storia locale.

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