16 Maggio 2026
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Sorrento, vassalli e uomini liberi: le “strane” dimenticanze della società

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E’ doveroso da parte mia chiedere la comprensione ai lettori nel pubblicare un articolo insolito, frutto di delusioni ricorrenti perpetrate in occasione delle feste rossonere. Anche nell’ultima circostanza la sceneggiatura ricalca le precedenti, però questa volta sento il dovere di esprimere pubblicamente il rammarico. Per troppi anni lascio passare sotto silenzio l’avvenimento, adesso la misura è colma.
La settimana scorsa nella splendida cornice di Villa Fiorentino si svolge la celebrazione della promozione del Sorrento in serie D, aperta al pubblico e a quanti lavorano e collaborano con la società. I tifosi occupano tutte le sedie disponibili, e con una tromba da stadio accompagnano i vari personaggi che si susseguono sul palco. Il mondo politico peninsulare è rappresentato dai sindaci, presenti in quattro da Sorrento a Meta.
La serata apre i battenti facendo scorrere le immagini, un grande schermo riporta i filmati con i gol realizzati nella cavalcata vincente, culminata nello spareggio con l’Agropoli per il ritorno nel calcio che conta.
Dimentico un particolare essenziale, l’audio con le esplosioni di gioia manifestate durante i commenti sono di uno sconosciuto, forse passato lì per caso, la stranezza deriva dall’ascoltare sempre la stessa voce narrante.
Dietro la prima fila dove siedo, diversi calciatori si divertono con battute e sorrisi a salutare le proprie performance nell’andare a rete. Interrotta la visione a causa dei troppi gol messi a segno, allo scopo di rientrare nei tempi previsti, si passa alla presentazione dei politici e dei protagonisti in campo, con relativa premiazione. A seguire i collaboratori allo stadio, la segreteria, per concludere con una rappresentanza dei tifosi.
Manca qualcuno all’appello? Pare proprio di no, i designati ricevono quanto previsto. Eppure l’elenco è privo sistematicamente dello stesso nome, di colui che supera tutti in anzianità collaborativa, vale a dire dal lontano 1977. L’ultimo a ricordarsi del sottoscritto e a fargli una breve intervista è Tonino Castellano, allora presidente, durante le festività natalizie di qualche anno addietro.
A chi scrive il copione, evidentemente, sono particolarmente inviso, ogni anno si ripete a posteriori la stessa solfa: “Scusaci ci siamo dimenticati”. Qualcuno potrebbe replicare riferendosi alla targa donata alla prima di campionato per l’anniversario dei 40 anni da speaker, trascurando che il riconoscimento è strettamente personale ed esula dal contesto generale. Fulvio chi è costui? Di certo ha poco da spartire col Carneade di turno, in quanto da 8 lustri dà fiato agli altoparlanti del campo Italia in gare di campionato, a dimostrare la passione smodata rivolta alla causa rossonera.
Il contributo allo stadio, lo ribadisco senza tema di smentita, avviene in modo assolutamente gratuito. Probabilmente se fossi sul libro paga, non si sarebbero dimenticati dello scrivente. Il “lavoro” di annunciatore gratifica nel tempo la scelta iniziale del dottor Torino, che mi vuole nel Sorrento dopo avermi ascoltato ai microfoni di Radio Uno Penisola Sorrentina, prima emittente libera del territorio nata nell’estate del 76. L’indimenticato Andrea da amministratore delegato di Canale 21, mi invita a Napoli a partecipare ad una trasmissione calcistica in cui, a sorpresa, mi premia davanti alle telecamere.
La presenza in via Califano non si limita a svolgere il ruolo di lettore, 30 anni fa aggiungo le radiocronache che hanno un ambito limitato alla provincia. Il compianto dottor Goffredo Acampora, medico sociale per diversi anni, mi definisce la voce, attestato che inorgoglisce poiché dettato da una personalità autorevole nel campo della medicina e di appassionato scrittore di storia locale.
Col progresso tecnologico racconto le gesta dell’amato Sorrento in giro per il globo, numerosi gli attestati di stima provenienti dai paesi più lontani, quali Australia, Nuova Zelanda e tanti altri. A tal proposito ricordo con affetto particolare la notizia confidata da un comandante di Piano, riguardante l’entusiasmo che suscita l’ascolto delle gesta dei beniamini. Nel porto di Santos, nonostante la differenza di fuso orario, l’equipaggio costituito da marittimi della penisola occupa un pezzetto del molo ad ascoltare le vicende dei rossoneri. Lo stesso, quelle poche volte in cui ho il piacere di incontrare, mi ringrazia a nome dei colleghi spiegando che in quei momenti si sentano meno lontani da casa. E’ il miglior complimento ricevuto, e sono io a essergli grato per le parole toccanti.
Inevitabile il passaggio alla televisione, prima a Telecapri poi a Metropolis le partite del Sorrento allargano i confini a un bacino di utenza ampio. Infine, i primi esperimenti della diretta video, si apporta il necessario e grazie all’abilità dell’operatore Tonino Ruocco si trasmette la visione in ogni angolo del pianeta, seppur in una cerchia ristretta di appassionati. I riscontri provenienti dai concittadini residenti all’estero e al nord, per motivi lavorativi o di studio, spingono a migliorare il servizio.
Ignorare puntualmente chi spende da 40 lunghi anni parte del tempo, con dedizione totale verso i colori rossoneri, lascia spazio a una forma velata di ingratitudine. Sono consapevole che la “confessione” mi procurerà delle ripercussioni, ma la dignità non ha prezzo.
Cari amici, per l’ennesima volta in tali circostanze, mi avete profondamente deluso.
Questa è una lettera aperta di Fulvio Cascone, memoria storica del calcio a Sorrento e giornalista costiero da sempre vicino alle sorti dei rossoneri. FootballWeb, proprio lo scorso ottobre, ne aveva celebrato con una intervista il raggiungimento dei 40 anni di carriera al seguito del Sorrento. Un collega, l’ennesimo, troppo frettolosamente dimenticato da una società campione sul campo, ma troppo disattenta e superficiale fuori.
About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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