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Si dice spesso che, quando si chiude una porta, si apre un portone. Succede nel calcio come nella vita di ogni giorno. Perché è l’esistenza di ogni essere umano ad essere fatta di salite e discese, di sacrifici e disillusioni, e di gioie che ti ripagano improvvisamente, quando meno te lo aspetti. E’ un po’ la storia di Enzo Musto, 40 anni, ex direttore sportivo della Giffonese e, fino a qualche settimana fa, team manager del vivaio del Savoia. Un ruolo che adesso ricoprirà nella Scafatese 1922 del patron Vincenzo Cesarano. Un premio alla professionalità ed ai valori morali di questo giovane dirigente salernitano con tanti anni di esperienza alle spalle, una passione indomita per il calcio e un sorriso da dispensare come terapia per sé e soprattutto per gli altri. Anche per questo, a Torre Annunziata resterà sempre un pezzo del suo cuore, non fosse altro che per la stima e l’affetto che i tifosi dei Bianchi gli hanno sempre testimoniato. E, proprio tramite le colonne del proprio profilo Facebook, Musto ha voluto salutare così la sua nuova esperienza con i cararini. “Inizia una nuova avventura calcistica in un’altra gloriosa società – si legge -. Come al solito con umiltà ed impegno ci tuffiamo in questa nuova avventura cercando di mettere al servizio di questa nuova società tanta professionalità. Il lavoro da fare è tanto però questo non mi spaventa perché ci sono abituato. Mi consola il fatto che sono affiancato da persone perbene che sicuramente valorizzeranno ancora di più il mio operato. Dal Presidente allo staff tecnico e sanitario ognuno svolgerà il suo ruolo con rispetto e collaborazione. Ringrazio Torre Annunziata e tutti i suoi tifosi ed in special modo gli ultras che mi hanno accolto come un figlio è spero di poter ricambiare ancora l’affetto che mi hanno dimostrato. Il calcio è bello se è fatto da personaggi che amano questo sport e non da personaggi che intendono arricchirsi sfruttando la passione altrui. Ringrazio il Presidente Vincenzo Cesarano per la grande opportunità che mi ha dato…ed ora rimbocchiamoci le maniche…..”.

Ai microfoni di FootballWeb, poi, Musto ha voluto ricordare la sua parentesi oplontina, senza lesinare qualche frecciata: “Ho trovato una società che non ha mai voluto investire sul settore giovanile, procurando disagi e disagi quotidiani. I ragazzi sono stati abbandonati a se stessi e, solo grazie al mio interessamento, siamo riusciti a portare a termine il girone di andata. Ho organizzato grazie alle mie amicizie uno stage con il Genoa e, da qui a breve, sarebbe dovuta venire la Roma a visionare 4/5 elementi che il Savoia avrebbe potuto vendere a squadre professionistiche. Mi sono sempre alternato tra prima squadra e settore giovanile a titolo gratuito e questo ci tengo a precisarlo, ma i ragazzi che dovevano essere il futuro sono stati mortificati più volte. Per non parlare poi della scelta di qualche dirigente che, senza esperienza, è stato catapultato in prima squadra, commettendo alcuni errori frutto della mancanza di corsi di preparazione che io invece ho sostenuto. Purtroppo i settori giovanili vengono organizzati solo perché è obbligatorio, ma nessuna società ci crede davvero ed è un peccato perché a Torre Annunziata ci sono degli atleti 99/2000/2001 e 2002 che avrebbero fatto gola a parecchie società”.
Stefano Sica
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