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Simone Zaza è ufficialmente uno degli esuberi del Torino. Ormai persa ogni speranza di poter cedere (pur al netto ribasso, ma incassando almeno qualcosa) l’ex attaccante della Nazionale, la società granata sembra puntare alla rescissione consensuale del contratto, in scadenza nel 2023. Giunto al club piemontese (provenendo dal Valencia) nell’estate 2018, il centravanti (classe 1991) non ha reso quanto era logico attendersi: 4 reti (tutte in campionato) nella prima annata, 9 (6 in campionato e 3 in Europa League) nel 2019-’20, 7 (6 in campionato e una in Coppa Italia) nel 2020-’21 e zero (in sole 11 presenze totali, delle quali 10 in campionato -nessuna da titolare- e una in Coppa Italia) nel 2021-’22, stagione che lo ha visto finire ben presto ai margini. A ogni modo, quattro (due doppiette) delle marcature da lui siglate nella stagione 2020-’21 si rivelarono di grande importanza per la permanenza in Serie A del Toro: quelle (al 51’ e al 93’) di Benevento-Torino 2-2 della diciannovesima giornata (che permisero ai torinesi di recuperare dallo 0-2) e quelle del recupero della ventiquattresima giornata Torino-Sassuolo 3-2, che consentirono agli uomini allora allenati da Davide Nicola di portarsi sull’1-2 (al 77’) e di aggiudicarsi i tre punti (al 92’, dopo la parità ristabilita all’86’ da Rolando Mandragora).
Giuseppe Livraghi

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