16 Maggio 2026
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Yellow Submarine

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C’era ancora Mancini, l’ultima volta. Sono passati quasi due anni, in cui l’Inter ha raccolto poco o niente. Anni di delusioni in Europa League e di mediocri risultati in campionato, con il settimo posto della passata stagione e l’amarezza per l’esclusione da qualsiasi tipo di competizione europea. Dopo la quindicesima giornata della Serie A 2017/2018 l’Inter è ufficialmente tornata in testa alla classifica. Un primato raggiunto demolendo l’avversario di turno, in uno spettacolo pirotecnico che a San Siro certo non sono abituati a vedere. Una gigantesca onda nerazzurra quella che ha travolto il malcapitato Chievo Verona, ritrovatosi da subito sommerso, schiacciato, affogato sotto l’impeto dell’oceano spallettiano. Come un sottomarino che, con la maglia gialla, richiama tanto quel celebre pezzo dei “Beatles” datato 1966.

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Le statistiche del match raccontano in maniera esaustiva del lavoro prodotto dai padroni di casa: 30 tiri totali, 17 dei quali nello specchio della porta, si contano 15 nitide occasioni da gol, oltre il 60% di possesso palla. Il tutto racchiude il 5-0 finale, che ben più ampio -addirittura- poteva essere. Ci doveva essere pressione dato lo stop del Napoli con la Juventus nell’anticipo, ci dovevano essere problemi di formazione date le squalifiche di Miranda e Gagliardini e l’indisponibilità di Vecino; niente di tutto questo. Spalletti è riuscito a responsabilizzare un gruppo di uomini in grado di anteporre il senso di squadra all’individualità. Ha trasformato e ritrovato gente che sembrava (s)perduta, da Nagatomo a Santon, e oggi anche Ranocchia. L’ex capitano ha ritrovato la titolarità dopo mesi e mesi di panchine e prestiti in giro per l’Europa, e l’ha fatto senza far rimpiangere Miranda, anzi.

La spinta da subito frenetica dei nerazzurri è culminata in ben tre occasioni sulla testa del centrale umbro, che nei primissimi minuti ha avuto anche la chance di sbloccare il match. Ma in generale la sua prova si è rivelata solida e convincente, annullando un cliente comunque ostico come Roberto Inglese. L’Inter ha macinato chilometri e giocate sin dai primi secondi, e il gol arriva al minuto 23: conclude Santon, respinge Sorrentino, Perisic è bravissimo a ribadire in rete piegando le mani del portiere ospite, che ancora era stato reattivo. Un quarto d’ora dopo Brozovic lancia Icardi in campo aperto: il capocannoniere del campionato si allarga (forse anche troppo) e, con un diagonale imprendibile, raddoppia.

Il secondo tempo continua sulla falsa riga del primo, con un’Inter assatanata e il Chievo con le spalle al muro, mai in grado nemmeno di ripartire in contropiede per il pressing asfissiante degli uomini di Spalletti. Candreva scheggia il palo con un gran destro dai 30 metri, poi al 57’ Perisic approfitta dell’ennesimo errore del Chievo in fase di disimpegno, ruba il pallone sulla trequarti, porta a spasso Dainelli e fulmina Sorrentino con un preciso diagonale. Il Chievo è totalmente in balia dei nerazzurri e capitola ancora al 60’: Candreva scappa in fascia e lascia partire un preciso cross sul quale si avventa Milan Skriniar che, di testa, cala il poker. La gara diventa pura accademia, inizia la girandola di sostituzioni (entra Karamoh, che sfiora anche il gol) ma l’Inter riesce a trovare addirittura il quinto acuto allo scadere, con un’ altra staffilata di un incontenibile Perisic, alla sua prima tripletta in Italia.

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Gara fantastica da parte di tutti, dalla coppia di centrali -Skriniar, ormai, non sorprende più- ad un Brozovic ispirato ed incisivo. Da Joao Mario, titolare anche lui dopo mesi ma ottimo nella manovra interista, ad un micidiale Candreva, che sta vivendo un momento di forma incredibile e che meriterebbe la gioia del primo gol stagionale. Poi Santon, Borja, ovviamente Perisic, e Icardi: 16 gol in 15 gare e una continuità mai trovata prima d’ora nella sua pur giovanissima carriera. E intanto salgono a 97 i suoi gol in maglia nerazzurra.

Risposta di carattere e di grinta, dunque, e primato conquistato. La classifica recita Inter 39, Napoli 38, Juventus 37 e Roma, con una partita da recuperare, a 34. Campionato pazzesco, e sabato c’è Juventus-Inter: non aggiungiamo altro.

 

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