16 Maggio 2026
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Viola spinosa

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Chi ha assistito a Fiorentina-Inter non sa quale punto di vista considerare: se quello della viola padrona di casa, dominatrice totale nei 90 minuti ma contenta per essere riuscita a strappare il pari solo nel recupero, o quello dell’Inter, succube e passiva per tutta la gara ma che solo all’ultimo ha visto sfumare amaramente i tre punti.

Fondamentalmente si può dire che alla fine della fiera nessuno può ritenersi soddisfatto. Se la Fiorentina ha confermato di essere squadra, ma davvero troppo brutta in fase realizzativa per essere vera, l’Inter ha mostrato una volta di più i cocenti segni di un’involuzione che inizia a farsi preoccupante. La prestazione offerta al “Franchi” è stata testa e spalle la peggiore di tutta la stagione per Spalletti, dominato dai padroni di casa in tutto e per tutto, incapace di reagire o anche solo di mostrare segni di vita.

Il tecnico toscano ha lasciato intendere che qualcosa non funzionasse già leggendo le formazioni iniziali: la scelta di rinunciare a Candreva per lasciar spazio a Joao Mario (in versione horror) voleva essere un segnale forte nei confronti di una squadra che, nell’ultimo mese, ha perso completamente cattiveria agonistica. Segnale naturalmente non colto dai vari Perisic, Gagliardini, Vecino ma anche Borja Valero, autori di un match abulico quanto e più del solito, gemelli cattivi di quei cari ragazzi che, fino ad inizio dicembre, veleggiavano in testa alla classifica.

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E pensare che gli ospiti sarebbero anche potuti andare sul 2-0 poco prima del 90′, se Borja avesse inquadrato la porta di testa tutto solo davanti a Sportiello, o se Candreva fosse riuscito a superare il portiere dopo esser stato lanciato perfettamente da Icardi nello spazio. E invece, al 91′, il meritatissimo pareggio viola con una delle sue spine più orticanti, il Cholito Simeone, che ha trafitto Handanovic con una sassata infiammando il popolo toscano.

L’Inter si è ritrovata sottomessa alla rabbia della Fiorentina sin dalle prime battute, con l’intenzione di fare il solito possesso palla decisamente ostacolata dalla verve viola; non c’era, tuttavia, un piano B. Non una ripartenza in contropiede, non una variante tattica, niente di niente. Non stupisce allora che il gol sia arrivato da una punizione guadagnata e poi calciata da un sempre più convincente Joao Cancelo, che ha pescato Icardi nel cuore dell’area. E lui, da lì, non sbaglia mai.

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Sempre (ma) solo Mauro Icardi, che più che un attaccante somiglia tanto ad un Re Magio. Progetta, crea e porta doni dal nulla; eppure gli altri suoi compagni invece che prendere esempio si fermano solo ad ammirarlo; se ci fossero undici Icardi in campo -e qui si parla di voglia, di concretezza, di fame- i problemi sarebbero in gran parte risolti.

Ed invece la situazione dice che Roma e Lazio sono pronte al sorpasso e la prossima gara, Inter-Roma dopo la pausa, sarà probabilmente decisiva. Ci vediamo tra due settimane, e che Dio benedica la sosta.

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