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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Una cosa è certa, la Fiorentina non è una squadra per cuori fragili. Dopo la gara con la Spal, ancora un match che mette a dura prova uno degli organi più importanti, sollecitandolo al massimo. E a proposito di cuori, subito dopo la gara mi ha colpito un bel post di Mariano Messinese (amico, nonché grande tifoso viola legato anch’egli a Footballweb) che ho piacere a riproporvi : “NON C’È SCONFITTA NEL CUORE DI CHI LOTTA. NEMMENO DOPO 10000000 MINUTI”. Leggendolo ho pensato di colpo a Robert Wyatt, storico batterista dei Soft Machine che nel 1973 rimase parzialmente paralizzato dopo una caduta da un quarto piano. Nonostante una vita su una sedie a rotelle, Wyatt non ha mai smesso di “lottare”. Con una certa riservatezza, ha combattuto le difficoltà fisiche e psicologiche scaturite dall’incidente riprendendo il suo percorso musicale; attraverso altre strade, certo, ma con la stessa passione che lo ha contraddistinto durante la carriera con i soft machine. A solo un anno dall’incidente, esce Rock Bottom, un album eccezionale capace di distruggere in un attimo qualsiasi tentativo di categorizzazione. Un album che lo ha fatto uscire certamente vincitore.
Ritorniamo allora alla Fiorentina e al bellissimo pareggio con l’Inter (3 a 3) raggiunto al 100 minuto con il cuore, le unghie e con un pizzico di Var. Anche oggi non sono mancati i consueti errori che da un po’ ormai caratterizzano questa squadra. Ma anche in questo caso, poco importa: quel che conta è vedere la squadra non mollare mai, battersi fino all’ultimo degli ultimi minuti. Trascinata da un ragazzino che gioca e si batte come un veterano, la Fiorentina lotta con il carattere di un vero combattente. E l’abbiamo già appurato, non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta.
Stay Rock and Forza Viola
DA13

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