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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Tra le miriadi di frasi celebri attribuite a personaggi illustri (su tutti Oscar Wilde e Jim Morrison), ve n’è una particolarmente adatta per l’occasione, attribuita con una certa sicurezza al premio nobel Bob Dylan: ”Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. Che oggi il cielo sopra lo Scida non fosse azzurro, ma rosso-blu, è risultato alquanto evidente. La squadra di Nicola ha messo in campo una prestazione con la “P” maiuscola, offuscando completamente la squadra viola. Subito il gol del vantaggio realizzato da Budimir, i ragazzi di Pioli hanno perso completamente la bussola, più una quantità enorme di palloni. Da uno di questi – quello perso da Astori – è nato il gol di Trotta che risulterà decisivo per il risultato. Come sottolineato da Pioli a fine gara, la Fiorentina ha avuto certamente il tempo di rimediare a tali errori, soprattutto dopo aver accorciato le distanze alla fine del primo tempo con Benassi. Se è tuttavia il capitano della nave a perdere la bussola, una volta che il mare è diventato “cattivo”, difficilmente ci si salva dal naufragio.
Ma “essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza”. E che la Fiorentina sia giovane questo è sicuro. Inoltre, a vantaggio di tale frase va il fatto che i risultati delle altre partite non hanno fatto sprofondare in zone basse la squadra di Pioli. Senza contare infine che una reazione allo svantaggio, per quanto confusionaria, poco incisiva (e a lunghi tratti nevrastenica), è arrivata, segno di un carattere tutt’altro che arrendevole. Come è facilmente intuibile, la sconfitta con il Crotone non cambia dunque la nostra visione. Non è ancora tempo di sparare a zero su questa squadra. Piuttosto, aspettando che il processo di crescita si completi, bisogna ancora lasciare aperto “l’oblò della speranza.”
Stay Rock and Forza Viola

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