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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Se domandassi in giro di dirmi l’autore della canzone The Show must go on, sono certo che il 99,9% mi risponderebbe esclusivamente dicendomi il nome The Queen. Pochi sanno o almeno pochi ricordano invece, che ben prima che uscisse il singolo di Freddy Mercury & company, un altro grandissimo gruppo aveva scelto lo stesso titolo per una loro canzone. Parlo dei Pink Floyd naturalmente. Ed è proprio con la traccia numero 7, del disco 2 di The Wall, che voglio iniziare stasera. Perché a differenza della versione dei Queen, in cui poco spazio era lasciato al dubbio, in quella dei Pink Floyd, Gilmour poneva la stessa domanda che mi sto ponendo io stasera : Must the show go on?
Dopo l’ennesima vittoria in campionato e soprattutto dopo essersi ritrovati da soli in vetta, non credo vi sia un supporter viola che non si stia ponendo la mia (e di Gilmour) stessa domanda. Chi non vorrebbe che il campionato si fermasse adesso?
In reltà, come ne era ben cosciente Gilmour, porsi tale domanda è inutile: lo spettacolo non si fermerà certamente perché lo vogliamo noi. A separarci dai nostri sogni di gloria, resta quindi ancora un enorme muro da scavalcare.
Ma stasera non esiste alcun motivo per rammaricarsi. Pensiamo quindi a festeggiare, scatenandoci come se fossimo ad un concerto dei Rammstein. La vittoria contro l’Atalanta, arrivata senza troppe difficoltà e in parte grazie all’irruenza da groupie di Paletta, vale di fatto il primato.
La Fiorentina controlla la partita per tutti i novanta minuti, deliziando non poco il pubblico del Franchi (vedi gol di Verdù), senza risparmiargli tuttavia qualche brivido (vedi la palla persa da Borja nel primo tempo). Apre il rigore di Ilicic (superlativo) chiude la volée di Verdù (si proprio lui!). Nel mezzo la rete stupenda di Borja su assist di Berna. 3-0 e Atalanta a casa.
Ma ciò che più sorpende (e forse quello che più ci piace) è che questa Fiorentina ha una vera anima Rock. Come Mick Jagger in un negozio di liquori, la viola non si risparmia mai. Sebbene in 11 contro 10, i giocatori viola macinano chilometri su chilometri, lottando su ogni pallone per tutti i 90 minuti.
Il primato è dunque più che meritato e i tifosi possono continuare a sognare per ancora due settimane, sebbene molti addetti ai lavori abbiano più volte rimarcato che la rosa non sia in realtà attrezzata per vincere lo scudetto. Probabilmente hanno ragione, ma come inneggiava un tifoso stasera allo stadio , riprendendo una canzone di Brenda Lee del 1960 (If I’m dreaming just let me dream), se sto sognando per favore non svegliatemi.
Stay Rock and Forza Viola


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