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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Esattamente 48 anni fa, nasceva a Reconquista (Argentina) un bambino destinato a far innamorare un popolo, quello Viola. L’attaccante per eccellenza. Un mix di grinta, potenza e classe che lo rendeva l’incubo di ogni difesa. Il Frank Zappa del calcio. Uno di quei giocatori che, solo a sentire il nome, scatta la lacrimuccia. Parlo naturalmente del solo e unico Gabriel Omar Batistuta. Più commosso di Oddo nel vedere Tello segnare una doppietta, non potevo non iniziare che omaggiando questo campione, di cui, oggi più che mai, se ne sente realmente la mancanza.
Passare da Batistuta a questo Pescara-Fiorentina non è facile. Quasi mi sembra un insulto al Re Leone (evito di fare la prevedibilissima battuta leone-pecora). Tralasciando infatti l’ennesimo black-out difensivo, l’ennesimo errore di Tomovic, cosi come l’ennesimo gol sbagliato di Ilicic, il primo tempo della viola può realmente considerarsi come uno spot anti-calcio. La squadra di Sousa, oltre ad un possesso palla fine a se stesso, non ha mai rischiato (mai termine fu più esatto) di far male alla squadra di Oddo. Anzi, è riuscita a farsi male da sola, permettendo al Pescara di passare in vantaggio con Caprari.
Meglio (non ci voleva molto) il secondo tempo, sebbene la vittoria è arrivata solo al 95° con un gol che, per rispetto dei più piccoli, ci limiteremo a definire fortunoso. Una domanda è lecita: è forse un caso che il cambiamento sia coinciso con l’ingresso di Chiesa? No di certo. L’ingresso di Federico non ha solo favorito una maggiore ampiezza di gioco, portando la squadra a creare più pericoli (sì! vi includo anche i tiri di Ilicic). Con la sua grinta e la sua voglia di vincere, ha risvegliato tutta la squadra, al punto tale che Tello ha realizzato una doppietta. Un piccolo cucciolo di leone, che quest’anno sembra realmente il solo ad aver capito cosa voglia dire indossare la stessa maglietta appartenuta al Re dei Leoni.
Stay Rock and Forza Viola

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