16 Maggio 2026
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Una Lega allo sbando

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Sembra di assistere a quei tornei rionali, dove gli organizzatori hanno perennemente il problema di “apparare” le squadre, come si dice dalle nostre parti, cioè di riuscire a raggiungere un numero minimo di partecipanti, per poter far partire regolarmente i giochi. E’ un po’ quello che sta accadendo in Lega Pro: praticamente tutti i giorni si legge di squadre impelagate in problemi economici, o ahimè, nella triste storia degli scandali made in Italy.
Ultimo in ordine di tempo il presidente del Real Vicenza (girone A), il quale ha dichiarato che non iscriverà la squadra al prossimo campionato; lo scarsissimo seguito di pubblico, una media di 193 persone a partita per un totale di 3659 persone nelle 19 partite interne (Real Vicenza – Renate ha fatto registrare ben 68 spettatori!), unito alla pressoché totale assenza di introiti, hanno spinto il presidente biancorosso a rinunciare all’iscrizione. Siamo sicuri che nessuno si strapperà i capelli a fronte di questa non-iscrizione; il Real Vicenza ricordava un po’ l’Atletico Catania di inizio anni ’90 o anche la Pro Piacenza. Ma col Vicenza che va a gonfie vele, il Real aveva poche speranze di sopravvivenza; per la verità il patron vicentino aveva provato a trasferire il titolo a Treviso trovando però il “niet” del primo cittadino trevigiano. Insomma una situazione irreversibile, a meno di sorprese dell’ultima ora. Problemi economici, problemi per le infrastrutture inesistenti, problemi legate al calcioscommesse rischiano di minare già in partenza un torneo che quest’anno ha già dovuto vivere la farsa delle penalizzazioni, prima date e poi revocate, oltre le riammissioni e le retrocessioni decise in un’aula di tribunale, un torneo insomma che sembra aver perso tutta la sua credibilità. A fronte di ciò ripescaggi sempre più complicati ed ostici vista la decisione presa da Lega e Federazione che innalzano enormemente gli oneri per iscriversi al torneo; giusto, perchè una società deve dimostrare di essere solida, ma, nello stesso tempo, una pretesa assurda visto che, e lo ripetiamo alla nausea, difficilmente in Lega Pro si calcolano profitti importanti.
Al momento, tra problemi economici, calcioscommesse e carenze nelle infrastrutture rischiano il Varese, il Monza, il già citato Real Vicenza, l’Arezzo, il Mantova, il Venezia, la Lumezzane, la Carrarese, il Santarcangelo, il Savona, il Tuttocuoio, l’Aquila, la Torres, il Benevento, la Juve Stabia, il Foggia, il Barletta, la Vigor Lamezia, il Martina, il Castigilione e l’Akragas, queste ultime neopromosse dalla D.
La soluzione al problema? Una riduzione da tre a due gironi, con evidente blocco dei ripescaggi, visto che molte delle società che stanno facendo i playoff in D avrebbero problemi con la fidejussione a fondo perduto richiesta dalla Lega. Due gironi da venti squadre ciascuno. L’unico rimedio per salvare una categoria e tentare di riportarla nell’ambito del professionismo. Quello vero.

Vincenzo di Siena

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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