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Il patron Giampaolo Pozzo ha fatto i consueti onori di casa presenziando alla presentazione del nuovo mister Stefano Colantuono. Prima di rispondere alle domande dei giornalisti, il massimo dirigente bianconero ha fatto una doverosa promessa “Sono 21 anni che siamo in Serie A e questo è per noi un avvenimento eccezionale, qui spesso ci si dimentica che siamo una piccola società, come dimostrano i ricavi. Mi rivolgo ai giornalisti, portatori di cultura: a volte certi risultati vengono trasmessi in maniera sbagliata. Il nostro primo obiettivo è sempre la salvezza, l’anno scorso l’abbiamo raggiunta senza soffrire. Io sono soprattutto un tifoso, il calcio lo faccio per passione, non mi sento un professionista. In passato abbiamo anche raggiunto l’Europa grazie ad una politica societaria che va alla ricerca dei giovani: alle volte crescono in fretta e diventano subito campioni, altre hanno bisogno di più tempo. Ringrazio Stramaccioni e il suo staff, hanno fatto un buon lavoro adempiendo a quello che la società aveva chiesto.
Cosa ha convinto l’Udinese a cercare Colantuono?
“Sono anni che stimiamo Colantuono, anche in passato siamo stati vicini poi sono state fatte altre scelte. Oggi è finalmente qui e crediamo tanto nel suo lavoro, iniziamo questa nuova stagione con grande entusiasmo. Il compito del mister non è solo quello di saper allenare, ma bisogna avere tante caratteristiche che noi abbiamo trovato in Colantuono. Ha la personalità e l’autorità di tenere unito uno spogliatoio multietnico, con culture diverse. In poche settimane di lavoro deve dare all’ambiente una mentalità comune a tutti, sono convinto che il mister sia assolutamente all’altezza di farlo, soprattutto grazie alla sua personalità. E’ un tecnico che ha sempre lavorato in situazioni similari a quelle dell’Udinese ed ha sempre fatto bene, non si può esprimere un giudizio negativo sulla carriera di un allenatore soltanto sulla base dell’ultimo anno. Non abbiamo dato nessuna importanza all’esonero di Colantuono all’Atalanta, ci sono troppe variabili da considerare, spesso si cambia per dare una scossa e l’allenatore è il primo a pagare. Sono tentativi, ma la differenza la fanno sempre la qualità dei giocatori”.
Quali sono gli obiettivi per il prossimo anno?
“L’obiettivo della società è sempre quello di crescere, il nuovo stadio darà maggiori risorse e speriamo possa fidelizzare i tifosi. Non dimentichiamoci che l’anno scorso abbiamo giocato in un cantiere e questa cosa ha influenzato i risultati. Ora abbiamo i tifosi praticamente a ridosso del campo, speriamo che la cosa possa creare quell’entusiasmo che si possa tradurre in risultati positivi. L’ambizione è sempre alta, abbiamo fatto cose straordinarie negli ultimi anni. Chiunque arrivi qui ha grandi ambizioni, anche mister Colantuono, e ci metto la firma, la prossima volta andrà in una grande squadra”.
Cosa rappresenta la scelta di un contratto biennale, diverso rispetto a quello stipulato con Stramaccioni di un solo anno?
“Strama ha fatto il suo dovere, ritengo che sia un ottimo allenatore e un tecnico giovane emergente. Allenare qui non è una cosa semplice perché non basta essere bravi, ci vuole anche la maturità. Ero e rimango un tifoso di Stramaccioni e vi garantisco che farà carriera. Non abbiamo esercitato l’opzione di rinnovare semplicemente perché riteniamo Colantuono la persona più idonea per mandare avanti questo progetto”.
Come mai alcuni calciatori nuovi non hanno reso secondo le attese?
“L’anno scorso abbiamo preso giocatori che venivano da campionati diversi dove avevano avuto un rendimento diametralmente superiore rispetto a quello avuto qui. Il campionato italiano è atipico: un giocatore quando arriva qui ha bisogno di un certo adattamento. Sono tutti ragazzi che hanno un buon curriculum: spesso la gente si chiede da dove li prendiamo e poi esplodono andando a giocare in top club. Prima di esprimere un giudizio sul mercato dello scorso anno attenderei un’altra stagione, c’è stato bisogno di un po’ di rodaggio”.
Ha promesso a Colantuono un bomber da 15 gol?
“Il bisogno di un giocatore che possa fare tanti gol c’è. Abbiamo comunque Di Natale che però non è eterno. Ci sono dei giovani che promettono bene ma ovviamente ci piacerebbe avere un bomber. Ma è inutile promettere, noi cercheremo di fare il massimo, la volontà è quella di fare un’ottima squadra e ottenere grandi obiettivi. Io, come tutti, non mi diverto a perdere”.
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