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A poche ore dalla notizia della scomparsa di Giuliano Musiello i social network sono stati presi d’assalto da messaggi di cordoglio alla famiglia. Gli ex compagni di squadra, i suoi avversari ma anche tanti tifosi che lo hanno visto giocare. Musiello ha indossato tra le varie maglie quella dell’Avellino ed è stato, al momento, l’unico calciatore che ha vinto, con la maglia biancoverde, la classifica cannonieri. Correva l’anno calcistico 1975-76 e l’indimenticato bomber realizzò diciotto reti assieme a Roberto Pruzzo, vincendo il famoso premio Chevron.
Abbiamo raccolto la testimonianza di Giovanni Trevisanello, fratello di Stefano e Carlo che hanno giocato ad Avellino, due anni il primo ed una sola stagione il secondo. Giovanni, pure lui nel mondo del calcio, era un ragazzino tredicenne e venne ad Avellino per trascorrere le vacanze pasquali con Stefano. “Venni ad Avellino per le vacanze, ricordo che frequentavo la seconda media. Raggiunsi Stefano che viveva con Giuliano proprio nello stesso appartamento a Mercogliano e li che conobbi l’indimenticato bomber. Lo ricordo come un ragazzo simpatico, solare, una brava persona. Mi faceva divertire, aveva un pastore tedesco (si chiamava Siria) che portava allo stadio e io lo tenevo a bada durante gli allenamenti. La sera, spesso, si giocava a carte e lui mi sfidava a scopa con l’asso ma barava. Si metteva gli assi sopra le orecchie e mi faceva arrabbiare perchè aveva sempre lui gli assi. Gli dicevo ma com’è possibile? Pensa che facemmo una scommessa, lui sosteneva che avrebbe vinto la classifica cannonieri ed io ovviamente il contrario. All’ultima gara di campionato vincemmo a Ferrara contro la Spal per cinque a zero e lui a fine gara, ero anche io presente sugli spalti, mi disse che gli dovevo una cena in quanto aveva vinto la scommessa.
Per farlo arrabbiare gli dissi che il gol era solo un autorete e lui mi rispose: “poco importa me lo hanno dato e ho vinto lo stesso, ovviamente ridendo”. Ricordo di una scritta dietro la curva del Partenio all’esterno delle mura di cinta e Musiello, ogni volta che passavamo per andare all’allenamento, mi mostrava dicendomi: leggila a voce alta “Musie’ si a fine ro munno”. Ricordi indelebili per me. Esperienza unica per un ragazzino innamorata del calcio”. Giovanni Trevisanello è un vero Lupo, lo abbiamo conosciuto ed invitato spesso nelle nostre rubriche. A Padova, in varie trasmissioni, durante il periodo della doppia sfida Play-Off, dichiarò il suo amore per l’Avellino. Una cosa che molti non hanno dimenticato.

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