16 Maggio 2026
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Tra inutili proclami e una realtà avvilente

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maurizio longhi

Saremo più competitivi in campionato”, con queste parole il sig. De Laurentiis ha commentato l’eliminazione del Napoli dalla Champions League per mano dell’Athletic Bilbao. Dopo solo due giornate di campionato, già abbiamo la risposta, anzi, avremo più una domanda per lui: “Essere più forti significa perdere in casa con il Chievo?”. Può capitare una giornata storta? Ma capita sempre e solo al Napoli? Perché Juve e Roma non steccano mai in casa? È mai possibile che questo Napoli sia così perseguitato dalla sfortuna? Tutto questo per limitarci al flop interno contro i clivensi, ma ci sarebbe da dire qualcosa anche sulla prima giornata di un campionato che, a detta del produttore cinematografico, avrebbe dovuto vedere un Napoli più forte. Perché, dopo due giornate, se gli azzurri si trovano con tre punti in classifica devono essere riconoscenti all’ultimo secondo di recupero della gara del Marassi contro il Genoa. Il guizzo di De Guzman è servito ad evitare un’altra bruttissima figura, anche se decisamente più dignitosa rispetto ad una sconfitta casalinga contro una squadra in lotta per la retrocessione. Tutto questo mentre il sig. De Laurentiis ritiene che la squadra sia più forte in campionato. I tifosi napoletani stanno dimostrando una pazienza infinita, chissà se da altre parti siano disposti ad accettare finanche di essere presi in giro. Perché ci si sta prendendo gioco dei napoletani, l’ha fatto anche il figlio del produttore cinematografico durante la presentazione di David Lopez, dichiarando apertamente che dei tifosi se ne fregano. Sarebbe inutile andare avanti. Poteva essere la stagione in cui poter almeno lottare per lo scudetto, senza essere tagliati fuori a novembre, mentre ora non si viene proprio annoverati come candidati al titolo. Che progresso! Questa è la vera crescita di cui si è sempre riempito la bocca il produttore cinematografico? Non vorremmo entrare nel merito, altrimenti si dovrebbe dire che è stato un errore lasciar partire un leader come Reina, cedere Behrami e Dzemaili che hanno fatto benissimo senza sostituirli adeguatamente (si era parlato di Mascherano, Kramer, Fellaini, Xavi Alonso, Javi Garcia). Dobbiamo continuare? Si era parlato di acquistare anche un vice-Higuain, perfettamente come l’anno scorso, ad alzarsi e ad entrare dalla panchina è Zapata. Cosa è cambiato? Che è stato ceduto un giocatore come Pandev che si sta giocando la Champions da titolare con la maglia del Galatasaray, mentre in azzurro è arrivato Michu, uno con l’istinto del bomber, ma un istinto generoso che induce a passare la palla quando si è soli davanti al portiere. L’impatto con lo spagnolo non è stato positivo ma, naturalmente, la speranza è che possa rivelarsi un fenomeno tanto da pretenderne un impiego costante. In tutto questo, Juve, Roma, Inter e Milan si sono rinforzate tantissimo con un mercato oculato ed intelligente, il rischio è quello di essere disarcionati dal podio. Altro che scudetto, con l’aria che tira, bisogna solo curarsi di salvare il salvabile.

Maurizio Longhi

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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