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43 punti su 45 disponibili, frutto di 14 vittorie ed un solo pareggio, in casa contro il Genoa. La marcia della Juventus è inarrestabile, e non conosce nemici validi; anche l’Inter, indicata alla vigilia come forse l’unica in grado di poter farle male, cade sotto il fortino dello Stadium. 1-0 il risultato finale per la squadra di Allegri, al termine di una gara decisa dalla testa imperiosa di Mario Mandzukic, anche se in realtà molto equilibrata e ben giocata dagli ospiti.
Sì perché in modo paradossale è sembrata l’Inter stessa ad aver indirizzato -suo malgrado- la contesa. I nerazzurri nel primo tempo tengono il campo in maniera encomiabile, frutto di grande attenzione tattica e sfruttando al meglio i propri esterni offensivi, Politano e Perisic. Lo sliding-door del match però arriva alla mezz’ora, quando da un grande squillo di Politano la palla arriva ad Icardi: fantastica la sponda lavorata dal capitano interista per l’accorrente Gagliardini che, in maniera sciagurata, ciabatta la conclusione sul palo, con la porta spalancata. Eccola, la prima croce nerazzurra.

Lo Stadium -stranamente timido e silenzioso- si rende conto che questa sera l’avversario è agguerrito, e già questo segnala la direzione che l’Inter ha improntato sulla gara. Ad inizio ripresa arriva addirittura il bis: ancora Icardi serve benissimo Politano davanti a Szceszny, ma il 16 nerazzurro sbaglia tutto in fase di conclusione e grazia ancora una volta la Juventus.
La croce definitiva è ad opera di Spalletti, che in maniera inspiegabile sostituisce Politano, uno dei migliori in campo, con Borja Valero, decidendo dunque di coprirsi già al 58′, sul risultato ancora di 0-0. Da questo momento l’Inter perde l’esterno migliore che aveva, nonché l’unica arma a disposizione per far male a questa Juve che, se proprio si vuole trovarle un difetto, soffre ancora un po’ con i terzini in fase difensiva. Gli ospiti così spariscono dal campo.

La discesa di Joao Cancelo (proprio lui) per la zuccata di Mandzukic è allora naturale conseguenza della direzione che Spalletti ha voluto imprimere al match; anche dopo il gol del croato l’Inter non è riucita a trovare la giusta reazione, e per la Juve è stato un gioco da ragazzi portare in salvo i tre punti.
Ci sarà molto da riflettere al termine di una gara ben giocata ma buttata l’aria da scelte ed episodi. A mancare tuttavia è il tempo, visto che martedì è in programma la decisiva sfida al PSV per andare avanti in Champions. L’umore -e la tendenza- non è dei migliori. Imperativo combattere.

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