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Taranto ha un primato che nessuna città potrà mai eguagliare, se non altro perché i protagonisti vissero molti, ma molti, anni fa: Taranto fu l’unica colonia spartana. In un periodo in cui molte città fondarono colonie, per motivi demografici, commerciali, strategici, Sparta preferì sempre tenersi fuori da certe dinamiche; legatissima alle sue tradizioni e alla sua politica isolazionista, a tratti razzista, gli spartani, guerrieri dalla nascita, gli “homoioi” (cioè gli uguali), alla fine dell’VIII secolo, quando Sparta era ancora lungi dall’essere città egemone, patria di guerrieri invincibili, fu costretta dalle necessità a inviare un cospicuo numero di esseri umani al di fuori dei propri confini. E la scelta del luogo nel quale fondare la colonia fu il sud Italia, la Megale Hellas, la Magna Graecia dei Romani. Fondatore fu Filonide che occupò il sito dove il mito raccontava che tempo prima Taras, figlio di Poseidone e discendente di Eracle, mitico progenitore degli Spartani, durante un sacrificio al dio del mare avesse visto un delfino, chiaro segno di quello che sarebbe stato. E ancora oggi gli stemmi del comune di Taranto e della squadra, la Taranto F.C. 1927, rifondata anni fa dopo l’ennesimo fallimento, portano in bella mostra un giovane (Taras appunto) con un tridente (simbolo di Poseidone) nella mano a cavallo di un delfino. Taranto unica colonia spartana dunque e insieme a Napoli e Reggio (Calabria) le uniche poleis a difendere ostinatamente la propria grecità contro nemici esterni. La capitolazione della città nella famosa guerra di Pirro, eroe chiamato dai tarantini per contrastare l’inesorabile avanzata romana, significò la riduzione dell’intera Italia sotto il dominio di Roma.
Ancora oggi, a distanza di tanto tempo, e in uno sport che all’epoca di Leonida non figurava negli sport olimpici, i tifosi tarantini e quelli spartani sono protagonisti di un bel gemellaggio a distanza. Non è inusuale, allo stadio “Jacovone” ascoltare lo speaker annunciare i risultati dello Sparta FC, società giovane, fondata nel 1991, e che quest’anno giocherà nella serie B greca per la prima volta; così come non è inusuale vedere i tifosi spartani, con gli ultras laconici che recano un nome inconfondibile ovvero “300”, vedere drappi e bandiere della società tarantina.

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