16 Maggio 2026
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Storia di un Italiano in Belgio.

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10997810_10205024143873638_1157250549324849534_nServizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata.

Mi presento. Mi chiamo Enzo, di anni ne ho trentuno e sono italiano. Tutto normale se non fosse che il destino ha voluto che l’esordio della nazionale azzurra fosse contro il Belgio, paese dove vivo stabilmente da quattro anni. La mia ragazza, belga al 100 %, mi ha proposto di guardare la partita in un bar, promettendomi di restare neutrale. Usciamo allora di casa. Per le strade domina il rosso, spesso mescolato al giallo e al nero. L’ansia sale. Scegliamo pertanto un bar irlandese: campo neutro! Manca ancora molto prima del match e in tv si sta giocando Svezia-Irlanda. Poche persone e i camerieri tengono tutti per l’Irlanda. Mi sembra quindi il posto giusto. Non proprio. Non passa infatti molto tempo prima di essere smentito. Al termine della partita tra Svezia e Irlanda, i camerieri cambiano t-shirt. Domina il rosso, estesosi a tutti il bar dopo che un gruppo consistente di belga lo ha invaso. Smetto quindi di aprire bocca se non per bere la mia birra.
Intanto in tv c’è Vialli, l’ansia sale e continuo a bere. Passa qualche minuto ed ecco che appaiono le formazioni ufficiali. La mia ragazza mi domanda chi sia Giaccherini, continuo a bere. Le squadre allora entrano in campo, pronte a cantare il proprio inno. Parte quello italiano. Buffon sembra Grignani a capodanno. La mia ragazza mi domanda chi sia Grignani, bevo.

Pronto, via! Inizia il match. I belga nel bar sono eccitati. La squadra ha tutte le potenzialità per vincere questo match. Ma l’Italia è ben messa in campo e nei primi minuti tiene bene all’offensiva rossa. Al nono il primo brivido, Buffon para sul tiro dalla distanza di Nainggolan. Parte l’offensiva belga. Nel bar si incita la squadra, inizia a farsi dura, bevo.
Trentesimo, Bonucci lancia lungo per Giaccherini che controlla in aria e insacca. La mia ragazza beve. Silenzio. Ho voglia di esultare ma mi trattengo. Tuttavia, un grandissimo sorriso si stampa sul mio volto. Un tifoso belga mi guarda in cagnesco, ritorno a bere.
Nel frattempo, inquadrano Conte sanguinante e la mia ragazza si intenerisce. Si sa, i gatti provocano sempre quest’effetto sulle ragazze. Passano tre minuti e Candreva scaglia un missile da fuori area, Cortuois è attento e mette in angolo. I tifosi nel bar iniziano a cantare, inneggiando il nome del portierone belga. Sul calcio d’angolo successivo, Pellé la mette fuori di un soffio. Posso avere un’altra birra per piacere? Finisce il primo tempo. Riappare Vialli. Esco fuori a fumare.

Secondo tempo. I belga sono agguerriti. Cinquantaduesimo, contropiede dei rossi. Lukaku tutto solo la mette fuori di poco. Capovolgimento di fronte, Courtois para sul colpo di testa di Pellé. Chiamo il cardiologo. È belga e mi manda a quel paese. Bevo.
La partita cresce d’intensità, soprattutto perché il Belgio è costantemente nella metà campo italiana. Si soffre. Ennesimo contropiede del Belgio, Chiellini trattiene Hazard e viene ammonito. Alla comparsa del cartellino giallo alcune ragazze esultano come se fosse un gol. Alcune storie non hanno confini.
Noto intanto che la mia ragazza è diventata sempre meno neutrale. Glielo faccio notare. Mi guarda in cagnesco. Bevo. In realtà anch’io ho smesso di mantenere quel contegno che aveva contraddistinto la prima parte di gara. Ma la ragione è evidente: è entrato Thiago Motta.
Si arriva cosi all’ultimo quarto d’ora di gara. Il pressing del Belgio è asfissiante. I reds occupano ormai la metà campo italiana, ma non riescono a segnare. Spiego allora alla mia ragazza che da sempre, una delle caratteristiche principali della nazionale italiana, è la difesa. Mi manda a quel paese.
Novantunesimo, contropiede dell’Italia. Candreva la mette in mezzo per Pellé che sigla il due a zero. Una delle ragazze che aveva esultato all’ammonizione di Chiellini, tira dalla tasca una bandiera dell’Italia, ed esulta. Dei brasiliani (si avete letto bene!) si disperano. La situazione è surreale e decido di esultare. Tutti mi guardano. Bevo. Finisce la partita. per le strade c’è tanta delusione. Ma la mia ragazza è ritornata neutrale, le ho proposto di festeggiare prendendo delle frites.

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Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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