16 Maggio 2026
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Stefano Castellitto (ModenaToday): “Il primato del Carpi dura da 6 mesi e i numeri sono incontestabili. Dopo quattro pari consecutivi, si cercano i tre punti ma si teme molto la gara con l’Avellino. Parole di Lotito? Nel calcio esistono le favole”

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Intervista di Maurizio Longhi


Più che di rivelazione è bene parlare di favola. Il Carpi è assiso sul trono della cadetteria da sei mesi a questa parte e intende restarvi con tutte le forze. Sebbene si venga da quattro pareggi consecutivi, contro l’Avellino, squadra in grande forma, si vuole ritornare ai tre punti e scoraggiare tutte le inseguitrici. Si pensava che il primato degli emiliani sarebbe stato un fuoco di paglia, invece, gli uomini di Castori hanno continuato ad andare in campo e a mangiarsi l’erba, con quel furore agonistico di chi vuole vincere a tutti i costi e non si accontenta mai. È la sublimazione di un progetto, una realtà di provincia che bussa con autorevolezza e senza alcuna soggezione alla porta del grande calcio. Il Carpi chiede spazio nel calcio che conta, altrimenti non starebbe abbarbicato in cima al campionato da tutti questi mesi, avendo la capacità di non soccombere anche in un periodo in cui non riesce a prevalere. Questa è una squadra cui tutto può riuscire, come quando, solo due anni fa, ha condannato il Lecce a restare ancora impantanato in Lega Pro approdando tra i cadetti e, dopo un anno di acclimatamento alla categoria, ecco il ruggito di chi punta sempre più in alto e non soffre di vertigini. Eh sì, questo Carpi non soffre le altezze e reclama il suo diritto a sognare, sebbene si sia aperto un caso dopo quelle dichiarazioni rilasciate in forma privata da Lotito.

Comunque, Carpi-Avellino è alle porte, a noi interessa scoprire di più sulla compagine biancorossa e sulla bontà di un primato certificato da dati incontrovertibili: miglior rendimento casalingo, secondo in trasferta dopo il Bologna, miglior difesa, maggior numero di partite vinte e squadra meno battuta del campionato. Partiamo da questo con Stefano Castellitto, giornalista di ModenaToday che, con assoluta precisione, allarga il discorso e aggiunge altro ancora: “E’ un primato che dura da 19 partite, da quella gara in cui si rifilò un pokerissimo al Pescara. Sono numeri incontestabili e manca il miglior attacco per i quattro 0-0 da cui si è reduci, una flessione coincisa con l’assenza di Mbakogu. Si pensava che fosse solo una botta per il nigeriano, invece, i tempi di recupero si sono allungati un po’ e dovrebbe rientrare a Latina. Per Castori non è stato facile fare a meno di un giocatore importante non solo come goleador ma anche come assist-man, è stato preso dal Padova per un piatto di lenticchie e ora la sua valutazione è salita vertiginosamente. Per i sostituti non è che sia così facile rimpiazzare uno che ha dato tantissimo segnando la bellezza di tredici gol, forse più di quello che ci si aspettava, per esempio, Inglese contro lo Spezia ha sbagliato il rigore al fotofinish. Il tecnico, indipendentemente dagli uomini, non si è mai voluto schiodare dal suo 4-3-3, solo a Vercelli ha provato il doppio attaccante, con Inglese e Lasagna a formare il tandem, ma i risultati non hanno convinto appieno. Inoltre, il Carpi subisce pochissimi gol su azione con una difesa che si fa valere e, dove non arriva la retroguardia, arriva un Gabriel che potrebbe addirittura giocare titolare nel Milan”. Non si sa se sia il caso di parlare di calo o flessione da parte del Carpi, la vittoria manca da quattro giornate ma la squadra non perde, ci facciamo spiegare i motivi di questa “pareggite”: “Pur non riuscendo a vincere, la squadra continua a proporre un bel calcio. E poi, rispetto ad un girone d’andata oltre le più rosee previsioni, gli avversari hanno capito come limitare quel gioco effervescente e devastante nelle ripartenze. Diciamo che si è stati anche un po’ sfortunati, l’Entella si è arroccata tutta in difesa e bastava un episodio favorevole per sparigliare il risultato, con lo Spezia è stato sbagliato un rigore nei minuti finali. Magari in un altro periodo non sarebbe mai stato fallito il penalty, questione di fasi, l’importante è che la squadra non perda mantenendo sempre la leadership del campionato, anche perché le altre non corrono più di tanto”.

Una squadra che viaggia a questa andatura, recitando il ruolo di assoluta protagonista e strappando peana a ogni pié sospinto, inevitabilmente, deve avere dei valori assoluti. Chiediamo al collega emiliano qual è la forza di questo Carpi: “Dico l’intercambiabilità dei ruoli, la capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di situazione e non arrestarsi di fronte alle difficoltà. Se poi ci aggiungiamo il fatto che non ci siano molte pressioni, allora diventano molteplici le componenti. Ci sarebbe da parlare anche di una società che ha avuto la sapienza di fare calcio volando basso andando a prendere ottimi giovani e altri semi-sconosciuti in cerca di gloria e riscatto, poi ci si è affidati ad un tecnico come Castori che ha dato esperienza e consapevolezza alla squadra. È uscito allo scoperto da subito parlando di una squadra forte, come se avesse voluto metterci la faccia qualora le cose non fossero andate per il verso giusto. Continuando il ragionamento, anche la condizione atletica lascia ben sperare, anche nelle ultime partite si correva fino all’ultimo”. Anche le squadre che entusiasmano sia in campo che fuori hanno dei punti vulnerabili, il Carpi non può esserne esente. Magari, le deficienze sono emerse nell’ultimo periodo per gli emiliani e risultano più evidenti, andiamo a scoprirle: “L’incapacità di giocare sotto ritmo, nel momento in cui cala l’intensità agonistica, si possono avere dei problemi. Certo, si sta comunque parlando di estrema sottigliezza per una squadra che è prima in classifica ed è partita con tutt’altra storia. Qualcuno ha storto il naso anche per il marcato arrivo di un altro attaccante, ma c’è sempre da valutare il budget che, rispetto a tante altre, è molto ma molto ristretto”.

Doveroso un riferimento alle ormai famose parole che Lotito ha rilasciato al diggi dell’Ischia, Iodice in una conversazione telefonica il cui contenuto riguarda molto da vicino il Carpi. Il patron di Lazio e Salernitana si è lasciato andare ad una considerazione secondo cui, squadre con scarso seguito e appeal mediatico, rappresenterebbero un danno economico per la massima serie. Ascoltiamo il parere di chi segue la compagine emiliana: “A me piacciono le favole, nel calcio esistono le cose non scontate. Non si può negare alle società la possibilità di sognare solo perché non si ha gli abbonati delle pay-tv, se le grandi devono comandare il calcio, che facessero un campionato a parte. Mentre il calcio è bello proprio perché c’è il Sassuolo in serie A, non vedo perché al Carpi debba essere messo il bastone tra le ruote. C’è una sola società ad aver solidarizzato con noi ed è stata la Pro Vercelli, quindi, è questa complicità latente che mi lascia pensare. Nel calcio, più che il bacino di utenza, è importante pagare gli stipendi con regolarità e spendere per giocatori validi e non figurine. A pochi chilometri da noi, c’è una società di massima serie, il Parma, praticamente naufragata e immersa nei debiti. In precedenza ad alcune squadre è stato riservato un trattamento di favore, penso a quando è stato spalmato un debito ventennale o si è concesso che una società agonizzante facesse operazioni di mercato. Anche gli organi competenti ci stanno capendo poco, carte federali alla mano, contro Udinese e Genoa, il Parma doveva avere la sconfitta a tavolino, come si è sempre fatto. E non c’è nessuno che si assuma le proprie responsabilità, si sta assistendo al cedimento strutturale del carrozzone calcio, per questo proveranno a metterci una pezza, della gravità della situazione ci si poteva rendere conto già dopo la presa di posizione di Cassano, reo di aver fatto saltare il banco”. Ma la tifoseria come sta vivendo questo momento? Più che il momento come si vive la concreta possibilità di assurgere in massima serie? “Non c’è un grande pubblico ma la città è in fermento – confessa Castellitto – il 90% ha capito dell’eccezionalità del momento storico, poi c’è un 10% di critici che vorrebbero vincere sempre e non vedono la differenza di budget con le altre. Diciamo che hanno fatto la bocca buona e pensano che tutto sia facile, non si capisce che ora inizia un altro campionato con quattordici finali da giocare”. Una battuta, legittima e opportuna, sulla gara di questa sera che vede un Carpi voglioso di ritornare al successo e un Avellino che non intende interrompere questa striscia positiva: “In casa biancorossa si teme molto questa partita, anche alla luce del ko dell’andata. Si teme soprattutto il 3-5-2 di mister Rastelli che, a mio avviso, è tra i più promettenti di tutti gli allenatori emergenti per quanto riesca a leggere bene le partite e se i biancoverdi stanno disputando questo campionato è anche merito suo. Prevedo un under per questa sfida, regnerà grande equilibrio e un episodio può essere determinante e orientare il risultato finale. Il 4-3-3 anti-Avellino dovrebbe essere il seguente: Gabriel tra i pali, Struna e Letizia sulle fasce, con Poli e Romangnoli al centro vista la squalifica di Gagliolo. Nel caso esterno Romagnoli non dovesse farcela, sarà dirottato Struna al centro e il suo posto verrebbe occupato da Pasciuti. Lollo, Porcari e Bianco formeranno il terzetto in mediana, mentre in avanti Molina e Di Gaudio supporteranno Inglese”. Dopo aver parlato abbondantemente del Carpi, del suo primato, dei sogni che alimenta ma anche di alcune perplessità che suscita, passiamo ad una breve analisi sul campionato in generale: “Non sono d’accordo con chi dice che sia un campionato scadente o di basso livello. Le squadre bisogna vederle giocare, molte vantano i migliori giovani in circolazione. Il Frosinone esprime un calcio frizzante ed è la migliore vista a Carpi. È da ingenerosi parlare di livello infimo o scadente, sinceramente non vedo neanche tutta questa differenza tra la serie A di seconda fascia e la cadetteria. Ci sono tanti giovani molto interessanti e c’è sicuramente di più di quello che si vuole far credere. Per me è un campionato interessante, come quando era dominato da squadre di grande blasone come Verona, Sampdoria, Palermo”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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