16 Maggio 2026
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Milan – Juve, tra intrecci e poesia.

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E’ solo la terza giornata del calendario di Serie A. Vero, ma la gara tra Milan e Juventus è da sempre uno spettacolo a sè stante.
Se poi aggiungiamo che entrambe le compagini sono in vetta a punteggio pieno, ecco che la partita perfetta è servita.
Dare una lettura di sfide che viaggiano sul filo delle emozioni non è mai facile. Soprattutto se lo scenario è quello di San Siro, dove le luci disegnano il palcoscenico ideale per chi sogna di gonfiare una rete. Di fronte, due club e la loro storia, farcita di successi, in Italia e nel mondo.
Basterebbe questo a rendere il match di stasera di grande interesse, ma c’è di più, molto di più.
A cominciare dai due allenatori, Massimiliano Allegri e Filippo Inzaghi. Il primo, protagonista di tre anni sulla panchina dei rossoneri, dove ha collezionato uno scudetto ed un secondo e un terzo posto. Salvo poi venire disarcionato dalla guida del club, in seguito alla sconfitta col Sassuolo. Il secondo, artista di quattro anni di storia juventina, al fianco del condottiero storico Alex Del Piero, e capace di realizzare con la maglia bianconera 89 gol in 165 partite, prima di scrivere le pagine più belle con la maglia del ‘diavolo’.
Uno dei protagonisti del big match di stasera potrebbe essere Carlitos Tevez. L’Apache, al centro di un clamoroso intrigo di mercato che avrebbe dovuto portarlo a vestire la maglia del Milan (con tanto di foto a pranzo con Galliani), fu clamorosamente rifiutato dalla proprietà. Si scelse di dare fiducia a Pato, salvo poi pentirsene già nella scorsa stagione, quando il fuoriclasse argentino stampò nella porta del Milan un pallone con su incisa la firma mancata. A far da contraltare, la vera sorpresa di questo inizio campionato. Nulla da discutere sulla classe di Jeremy Menez, talento cristallino misto a velocità e dribbling ubriacanti. La sua pecca, piuttosto, è sempre stata la continuità. Tre i suoi gol nelle prime due giornate, ma soprattutto un carico di lavoro offensivo abnorme, un vero e proprio traino per i due successi finora conquistati dal diavolo. Successi conditi da ben 8 gol, produzione offensiva notevole.
La partita, però, si giocherà anche e soprattutto in difesa. Solida, quella della Juve, capace di blindare la porta in questo inizio di campionato, nonostante le assenze importanti (Barzagli su tutti). Tutt’altro che ineccepibile, quella del Milan, con le cinque reti al passivo, che rappresentano un continuum con la scorsa stagione. Problemi vecchi, insomma, pur cambiando qualche elemento, ma non migliorando la qualità complessiva. Non ci saranno Diego Lopez e Alex, due dei nuovi innesti, positivi a momenti alterni.
Ci sarà, invece, a quanto pare, Arturo Vidal, il re del centrocampo bianconero a formare una cerniera imponente con il giovane apprendista guerriero Pogba e il solito incursore Marchisio. Si troveranno di fronte, i muscoli di Muntari, Poli e De Jong: tre elementi che prediligono la corsa e la resistenza ai tocchi raffinati e che non disdegnano le ‘legnate’, quando la partita entra nel circuito del massimo agonismo.
Da non sottovalutare anche le sorprese, sempre dietro l’angolo in dispute complicate come queste. La Juve potrebbe puntare sulle discese folli di Lichtsteiner e sullo strapotere fisico di Fernando Llorente. Il Milan sull’imprevedibilità del ‘faraone’ El Shaarawy e la vena ritrovata dell’arciere dell’Oriente Honda.

Allegri ha parlato di “partita diversa dalle altre”, per i suoi trascorsi sulla panca rossonera, Inzaghi ha affermato realisticamente che “con l’aiuto dei tifosi, serve un’impresa”. Gli stimoli di certo non mancano, da una parte e dall’altra. I ‘cannoni’ sono carichi e le navi pronte a salpare. E allora fuoco alle polveri e vinca il migliore, o almeno lo si spera.

Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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