16 Maggio 2026
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Spezia, avanti con Juande al ritmo di flamenco

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All’anagrafe il suo nome completo è Juan de Dios Prados López ma per tutti è solo Juande. È lui uno dei protagonisti di questo sorprendente Spezia che chiuso il girone di andata del campionato di Serie B al 4° posto in classifica a una sola lunghezza dall’accoppiata Frosinone-Bologna. Il centrocampista spagnolo è uno dei tasselli essenziali nello scacchiere tattico di mister Bjelica che, quando lo ha avuto a disposizione, lo ha sempre schierato e mai lo ha sostituito a gara in corso.
Arrivato dal Ponferradina, compagine di seconda divisione iberica, Juande ha un curriculum di tutto rispetto viste le 39 presenze in Liga (con l’esordio avvenuto a soli 20 anni), tutte con la maglia del Betis in cui ha giocato peraltro con giocatori del calibro di Joaquin, Marcos Assunçao, Denilson e quel Ricardo Oliveira che arrivò al Milan come sostituto di un certo Andriy Shevchenko salvo poi diventare ben presto una meteora.
 Ma, a parte questi trascorsi, quello che conta adesso per i tifosi dello Spezia e per il suo allenatore è che lo spagnolo si è conquistato rapidamente la fiducia di tutti a suon di prestazioni convincenti: in 17 gare Juande ha infatti dimostrato di essere di gran lunga il più preciso tra i suoi con una media vicina all’80% di passaggi riuscirti ma anche il centrocampista capace di recuperare il maggior numero di palloni, 17 a partita. Se lo Spezia ha la terza difesa del campionato (addirittura la seconda se si conteggiano solo le gare in trasferta) è merito anche e soprattutto del lavoro di copertura dei centrocampisti come lui che si sacrificano nel recupero palla e, per caratteristiche, sono bravissimi nel far ripartire l’azione offensiva.
Tutti questi numeri gli valgono il simbolico premio di “miglior centrocampista” dello Spezia stando alla speciale classifica stilata da Panini Digital relativa all’IVG (un indice espresso in trentesimi che non esprime un voto ma il contributo quantitativo che il giocatore apporta alla propria squadra) grazie ai suoi 20,2/trentesimi di valutazione.
Una celebre canzone celebrava le qualità del mediano ma Juande, sotto questo punto di vista, è un po’ atipico: nel testo infatti si faceva riferimento a chi, sacrificandosi per i compagni, difetta un po’ in tecnica ma questa definizione per l’iberico non è esattamente calzante. Per il numero 8 spezzino la qualità non va in secondo piano rispetto alla quantità: ecco quindi tracciato il ritratto di un centrocampista moderno capace di fare da scudo all’intero reparto arretrato e capace, in poco tempo, di innescare le azioni offensive di compagni rapidi e letali come Catellani e Giannetti.
E se il gol non è ancora arrivato di sicuro in Liguria nessuno se ne preoccupa perché, dopotutto, la vita da mediano è quella di chi segna sempre poco e sa che il pallone va dato a chi finalizza il gioco. Le partite, e la squadra di Bjelica lo dimostra forse meglio di tutte le altre, si vincono con il gioco di squadra.

 

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