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di Maurizio Longhi
Due campionati fa militavano entrambe nel professionismo. Sorrento e Arzanese si scontrarono in un doppio spareggio per mantenere la Lega Pro. I costieri venivano da un campionato di alti e bassi ma avevano un organico che poteva lottare per i vertici, mentre i biancocelesti si erano guadagnati gli spareggi con un girone di ritorno stratosferico. Purtroppo, in quella doppia semifinale, una doveva salutare anzitempo la categoria e successe qualcosa di clamoroso. L’andata si giocò allo “Ianniello” di Frattamaggiore, i tifosi sorrentini arrivarono in massa, un esodo che ricordava i tempi migliori. Ma, in campo, fu uno strazio per i costieri: quattro gol incassati e tre espulsi, una Waterloo. Ormai era anche inutile giocare il ritorno, prevaleva la rassegnazione mentre in casa Arzanese c’era tanta carica, tanta motivazione, Costagliola e Marra, a dicembre, trovarono una squadra anemica riuscendo a galvanizzarla così tanto da farle sfiorare un miracolo sportivo. Ormai l’Arzanese sembrava con un piede e mezzo già in finale, il ritorno al “Campo Italia” di Sorrento sembrava una formalità. Gli uomini di mister Simonelli, il professore era in pieno contrasto con la piazza che non aveva visto di buon occhio il suo arrivo dopo l’esonero di Chiappino, erano anche decimati, solo i fedelissimi si recarono allo stadio. Ebbene, all’intervallo, il Sorrento era in vantaggio 3-0 e lo stadio, seppur semi-deserto, diventò una bolgia. La grande rimonta sembrava ad un passo, l’Arzanese non ci stava capendo più nulla. Dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa, i biancocelesti restarono anche in dieci uomini, c’era un tempo intero per segnare un gol e l’impresa era compiuta visto che, con lo stesso risultato dell’andata, si sarebbero qualificati i rossoneri in virtù del miglior posizionamento in classifica. L’Arzanese non aveva altra scelta che mettersi in trincea, a presidio della propria forza, ma era una mossa disperata, il castello stava scricchiolando, le mura erano pronte a cedere. Invece, la roccaforte non fu più espugnata, il Sorrento non riuscì a trovare il quarto gol e, pur salvando la dignità, fu costretto a salutare il professionismo. Lo stesso successe all’Arzanese che, nella doppia finale, ebbe la peggio contro il Tuttocuoio e, su tre campane su quattro a giocare i play out (c’era anche l’Aversa Normanna), a sorridere fu quella toscana. L’anno successivo, quello scorso, fu un altro calvario per entrambe: collocate in gironi diversi, il Sorrento affidato al Pampa Sosa costruì una bella squadra ad agosto restando a galla fino a dicembre, mentre l’Arzanese navigava in acque pericolosissime nei primi mesi. A dicembre, in costiera ci fu una diaspora dei giocatori migliori, con Ciccio Vitale, top player dei rossoneri, che passò proprio ad Arzano dove si voleva investire per risalire la china. Alla fine successe che entrambe fecero lo spareggio, il Sorrento cadde in casa contro la Battipagliese facendosi ribaltare l’iniziale vantaggio mentre l’Arzanese fu piegata in casa del Pomigliano. La doppia retrocessione ha fatto sì che entrambe iniziassero il campionato di Eccellenza senza alcuna velleità, ancora una volta sono state inserite in gironi diversi ma hanno finito col fare lo stesso campionato: nell’anonimato più assoluto. Entrambe hanno chiuso all’ultimo posto, senza vincere neanche una partita, per un quadro più desolante che mai. Nel giro di due anni si è passati dal professionismo da mantenere con le unghie e con i denti al baratro della Promozione, fortunatamente in costiera è ritornato un po’ di entusiasmo grazie a Franco Giglio che ha trapiantato a Sorrento il Sant’Agnello costruendo una corazzata che, non riuscendo ad aggiudicarsi la volata primo posto con il Città di Nocera a meno di clamorosi colpi di scena nell’ultima partita, si giocherà la serie D attraverso i play off partendo direttamente da quelli nazionali. In base alle ultime dichiarazioni, anche il futuro del FC Sorrento, come sportivamente si chiama la neonata creatura di Giglio, appare nebuloso ma, almeno per il momento, i tifosi possono ammirare una realtà ambiziosa infarcita di grandi giocatori, tra cui quel Ciccio Vitale che lo scorso anno ha giocato proprio tra Sorrento ed Arzano.

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