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E’ terminato 1-1 il match di recupero del girone B di Eccellenza tra Sorrento calcio e Mariglianese, disputato al “Vallefuoco” di Mugnano e sospeso 10 giorni fa al “Kennedy” per nebbia. Al vantaggio biancoceleste di Ambrosino (11′), ha risposto il rossonero Di Pietro al 50′. Una gara che ha visto la squadra di Antonio De Stefano reagire in maniera veemente nella ripresa sfiorando più volte la rete del vantaggio. Un motivo di grande soddisfazione per il trainer rossonero che, al di là dei risultati altalenanti, ha dimostrato di aver rigenerato il gruppo sotto la sua gestione.
GOL PRESO – “Non si può prendere un gol simile, su schema da calcio d’angolo. Avevo chiesto attenzione già negli spogliatoi. Una squadra che è nella nostra posizione di classifica non se lo può permettere”.
RIPRESA D’ORGOGLIO – “Voglio sottolineare un secondo tempo importante disputato dai miei ragazzi, nonostante l’espulsione di Mormone e l’infortunio di Di Pietro. Alla fine abbiamo avuto più occasioni noi per vincere la partita, sebbene loro siano una buona squadra. Ma anche questa sfida è stata la foto lineare della stagione del Sorrento. Siamo arrivati diverse volte davanti al portiere senza buttarla dentro. Ecco perché, se da un lato il punto fa morale, da un altro lascia l’amaro in bocca. Questa gara potevamo vincerla tranquillamente”.
COMPATTEZZA DI GRUPPO – “La casacca del Sorrento pesa ma penso che la stiamo onorando. Abbiamo delle lacune e sarebbe assurdo non ammetterlo. Però non posso che ringraziare i miei ragazzi che lavorano tra mille difficoltà e con una classifica precaria. Siamo usciti dal campo con la maglia sudata e ciò che ci resta è almeno l’aver onorato il blasone del Sorrento. Poi le partite si vincono o si perdono, ma il cambio di marcia, anche quando si prende gol, si intravede sempre”.
SCELTE TATTICHE – “Ho adottato un 4-3-3 mascherato, chiedendo ad Arenella, come interno di centrocampo, di andare tra le linee a fare una sorta di trequartista in un 4-2-3-1. Volevo fare l’uno contro uno con Loreto da una parte e Forino dall’altra che sono giocatori veramente importanti per categoria. Avevo chiesto a Di Pietro di staccarsi e di uscire fuori dalle linee perché Biancardi e Mollo sono difensori rocciosi e insidiosi. Insomma, volevo che Di Pietro e Arenella partissero dalla trequarti, con gli esterni Micalizzi e Manco che attaccassero la profondità”.

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