16 Maggio 2026
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“Sono io il vostro Cavani”, la megalomania di un uomo

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

I tifosi del Napoli stanno ancora smaltendo i postumi di uno scudetto perso per una profonda ingiustizia ma anche per una mentalità non abituata a vincere, quella che si spera possa cambiare un allenatore come Carlo Ancelotti. L’acquisto di CR7 da parte della Juventus, dà la sensazione che la forbice tra le due squadre si sia allargata ulteriormente. Se vincere lo scudetto era un sogno, ora sembra diventato di nuovo una utopia per gli encomiabili tifosi azzurri, che anche quest’anno hanno preso d’assalto Dimaro, sede del ritiro pre-campionato. Il Napoli, rispetto allo scorso anno, si ritrova privo di un portiere di grande carisma e personalità come Reina, di quello che è stato l’inamovibile regista del triennio sarriano come Jorginho e dell’alternativa ad Hysaj sulla corsia di destra per la partenza di Maggio. Per il ruolo di portiere sono arrivati Meret e Karnezis, con il primo infortunatosi subito, per il centrocampo sono stati investiti trenta milioni di euro per il giovane ma già affidabile Fabian Ruiz strappato al Betis, mentre manca ancora un terzino destro che possa all’occorrenza alternarsi con Hysaj.

Un mercato finora incompleto e non entusiasmante, da ciò che filtra Ancelotti vorrebbe un centravanti in grado di garantirgli la doppia cifra. Milik si è appena aggregato al gruppo e, per quanto abbia dimostrato di essere forte e prolifico, è comunque reduce da due anni di quasi inattività. Mertens è una prima punta atipica dal momento che nasce come esterno e già nell’ultimo anno il suo rendimento è un po’ calato rispetto all’anno precedente, mentre Inglese, per quanto generoso e diligente, non ha ancora le spalle sufficientemente forti per poter reggere il peso dell’attacco azzurro. Si era parlato di Benzema per il rapporto che lo lega ad Ancelotti, ma la voce è sfumata complice anche l’offesa riservatagli da De Laurentiis, però, da quando si parla con più insistenza di un ritorno di Cavani, la gente è impazzita. I tifosi già sognano di rivederlo in maglia azzurra esultare con la sua folta chioma al vento, come se il tempo si fosse fermato, come se non fosse mai andato via. Senza neanche un pizzico di empatia, per rispondere ad una folla di tifosi inneggiante al Matador, De Laurentiis che ha pensato bene di fare? Di urlare a tutti: “Sono io il vostro Cavani”, frase pronunciata con un sorrisino fastidioso e autocompiaciuto, tipico di chi è sempre pronto a dire: “Se non c’ero io, stavate ancora in serie C”.

E il tifoso dovrebbe essere contento di aver sentito quella frase? Magari dovrebbe anche ridere? Si dirà, ma a De Laurentiis cosa importa di ciò che pensa il tifoso? In effetti, è proprio così, il figlio Edo lo dichiarò apertis verbis in una conferenza stampa. I tifosi si sono illusi che Cavani potesse davvero ritornare, pensavano che solo con uno come lui la Juve di Cristiano Ronaldo diventasse meno insormontabile, invece, il caro presidente azzurro se ne esce dicendo che il vero Cavani è lui. Una genialata che ha poco di simpatico e tanto di irritante. Per quanto l’ingaggio del Matador non rientri nei parametri societari, per quanto possa essere difficile strapparlo al Psg, per quanto possa essere complicato già solo imbastire una trattativa, se il Napoli dovesse ritrovarsi con le polveri bagnate in attacco, i tifosi cosa dovrebbero dire al presidente? Caro nostro Cavani, ora scenda in campo e faccia gol?

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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