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Tramite le nostre colonne, il direttore sportivo Tonino Simonetti ha voluto fare una precisazione circa il senso di alcune parole pronunciate in un’intervista rilasciata proprio al nostro portale dopo il match tra Savoia e Portici di domenica scorsa. Concetti che avevano generato alcune polemiche nell’ambiente Savoia, in particolar modo tra i tifosi. “Purtroppo alcune mie frasi sono state mal interpretate – esordisce -. La mia intervista è stata fraintesa ma certe parole bisognerebbe leggerle bene. Torre Annunziata è una piazza a cui ho dato il cuore e continuo a farlo. Io sono un tifoso del Savoia ma, se un giornalista mi chiede un parere sul Portici, io, da addetto ai lavori, ho l’obbligo di dire come l’ho visto. E io ho visto una squadra organizzata. Questo non mi pare sia una bestemmia e del resto non potrei fare una figura da incompetente. E’ solo un giudizio. Sono stato 35 anni nel calcio e credo di aver lasciato un ricordo importante in tutte le piazze nelle quali ho lavorato. Sempre il giornalista mi ha chiesto come mai Guarro avesse sbagliato, e io ho risposto che lui è un esterno, non un centrale. Deve giocare a sinistra, in un’altra posizione è un adattato. Non attribuirei neanche una colpa a lui, semmai è la società a dover intervenire prendendo un difensore centrale di ruolo. Ma verso la società non c’è stata alcuna critica e manco mi permetto di avanzarla, al di là di quello che ho riferito sull’addetto al campo che mi aveva allontanato. Io credo di sapere stare nel calcio”.

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