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Si è presentato ieri, presso lo Sport Club Oplonti a Torre Annunziata, il nuovo Savoia del presidente Ciro Altea (imprenditore di Marigliano), al tavolo dei relatori insieme al direttore sportivo Felicio Ferraro e al tecnico Franco Fabiano (accompagnato dal vice Antonio Barbera). Non sono mancati all’appuntamento il segretario sportivo Amedeo Sansone ed Antonio Immobile, nuovo presidente onorario del club. Il vivaio sarà affidato ad Enzo Ferrieri. Dopo l’incontro coi giornalisti (presente anche FootballWeb), moderato dalla nuova responsabile dell’ufficio stampa, la sorrentina Annalisa de Martino, il gruppo si è spostato a Piazzale Gargiulo per incontrare i tifosi, presenti in almeno 200 unità. Cori di incitamento, fumogeni, entusiasmo alle stelle e tanta voglia di tornare grandi. I numeri non possono stupire: del resto, si sa, Torre Annunziata è questa. Un lusso inammissibile per un campionato di Eccellenza. Si prevede chiaramente un’ottima risposta in chiave campagna abbonamenti che, come annunciato dal club, prenderà probabilmente il via giovedì prossimo.
IL SOGNO DI ALTEA – “Il Savoia è dei torresi. Noi siamo di passaggio anche se vogliamo stare qui ancora per molto. La città merita ben altro, questa categoria non appartiene al Savoia. Voglio portare questi colori in alto con l’aiuto di tutti. Io preferisco i fatti alle parole: siamo ambiziosi, sennò non saremmo qui. Vogliamo vincere e costruiremo una squadra per vincere, anche se siamo partiti in ritardo per i fatti a voi noti. E siamo anche ottimisti, perché peggio di chi c’è stato prima non si può fare. Tutta la città deve essere partecipe e mi auguro che si risolva la questione Giraud perché la struttura è importante. Per ora posso solo ringraziare i cittadini di Torre. Sono figlio di contadini e sono uno che si è fatto praticamente da solo. Non sono venuto a fare business, tra l’altro non saprei che tipo di business si potrebbe fare: tutti i miei dipendenti hanno preso gli stipendi sempre cinque giorni prima e mai dopo. Il mio desiderio è solo quello che a Torre torni l’entusiasmo. Non voglio i nomi, sarebbe facile costruire una squadra così. Voglio piuttosto gente che sposi la causa perché questa è una maglia pesante. E ci tengo a ribadire un altro concetto: ognuno dovrà lavorare nell’ambito del proprio ruolo di competenza e con le proprie responsabilità. Non ammetterò esondazioni in tal senso. Poi, sia chiaro, non mi sento un padre padrone. Accetterò i consigli di tutti. Quale girone preferiamo? Giocheremo nel gruppo A, quello di appartenenza”.
IL PROFILO BASSO DI FERRARO – “Abbiamo pronti 5-6 elementi che potremmo anche ufficializzare a breve. Ma non lo facciamo perché si dovranno evitare le figuracce fatte lo scorso anno quando venivano presentati calciatori, sciarpa al collo, che puntualmente saltavano. Quando l’estate scorsa nacque l’OP Savoia, si stabilì che il titolo non si sarebbe potuto spostare per due anni. Arnaldo Todisco avrebbe voluto trasferirlo a Pozzuoli con un escamotage. Solo grazie a Ciro Altea è stato impedito. Sarà stata evidentemente la mano della Madonna della Neve”.
FABIANO, UN VINCENTE A TORRE – “E’ inutile fare promesse se non quella di lavorare sodo. Sono in un club forte, e solo con le società solide si vincono i campionati. Sono in una piazza storica e in una città importante perché anche Torre Annunziata è un centro d’eccellenza. Dovremo remare tutti nella stessa direzione, sempre. Anche con l’aiuto di voi giornalisti. I giocatori e noi passiamo, il Savoia resta. E ciò che è più importante di tutto è il progetto. E in Campania di progetti non se ne vedono frequentemente. La tifoseria deve credere in questa società perché tutti insieme faremo grandi cose. Ora dobbiamo solo partire. Il modulo non è importante: ciò che conta sono anima e cuore, corsa e lotta. E noi assicureremo tutto questo perché questa è la squadra che voglio e che è sempre stata nel mio modo di intendere il calcio. Voglio più di una maglia sudata. E voglio mentalità ed attaccamento a questi colori”.
FOTO FOOTBALLWEB (PER L’UTILIZZO SI PREGA DI CITARE LA FONTE)

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