16 Maggio 2026
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Savoia brutto ma vincente col Pimonte. Il film della gara

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Tre punti che valgono doppio. Perché strappati al termine di una prestazione opaca, con una ripresa costantemente in difficoltà e troppi giocatori non in giornata. Ciò che conta, però, era vincere per rispondere agli squilli delle altre due capoliste a punteggio pieno, ovvero Portici (4-1 alla Mariglianese) e Casalnuovo (2-1 al Forio). E il Savoia lo ha fatto, abbattendo le resistenze di un Pimonte (2-1) battagliero e mai domo fino all’ultima goccia di sudore. E ora tutta l’attesa è rivolta alle gare di Albanova e Virtus Volla, nonché al big match Afragolese-Isola di Procida. Nulla da fare per il Pimonte, che alla fine dei giochi avrebbe anche meritato il pari e che può recriminare per un penalty fallito nel primo tempo e alcune chance non finalizzate dopo l’intervallo per imprecisione o bravura di Gallo.

Sono 1000 gli spettatori presenti al Giraud, con gli ultras che riprendono finalmente posto nella loro casa di sempre, la Curva Sud. Il Savoia indossa una maglia bianca con vistosi bordi neri e pantaloncini blu. Ma i tifosi non gradiscono, marcando più volte il loro dissenso contro la scelta di questa divisa. Parola poi al campo e il tecnico oplontino, Franco Fabiano, conferma la formazione che aveva vinto al Kennedy contro la Neapolis sette giorni prima, ad eccezione di De Rosa (affaticato), sostituito da Infimo. Nel 4-2-3-1 del tecnico napoletano, Prevete e Sibilli compongono la cerniera di centrocampo, mentre Esposito è il terminale offensivo con Infimo alle spalle, Onda a destra e Castellano a sinistra. Solito quartetto difensivo Adamo-Guarro-Castaldo-De Falco, mentre in porta ci va Gallo.

La partenza del Savoia è lenta, quasi contemplativa. I ritmi sono soporiferi e il Pimonte ne approfitta per bucare Gallo con Carnicelli che, servito alla perfezione da Natino, si beve Guarro e in perfetta solitudine fa centro (9′). Il Savoia accusa il colpo ma è fortunato nel trovare dopo appena quattro minuti l’episodio favorevole che lo tiene a galla: la punizione di Sibilli si stampa sulla traversa e Prevete, sulla ribattuta, ribadisce in gol. Emozioni e colpi di scena in pochi attimi. Ma il bello deve ancora venire: dopo un quarto d’ora di noia assoluta, il Pimonte usufruisce di un improvviso penalty per un fallo in realtà evidente di Sibilli su Carnicelli appena dentro l’area (25′). Un episodio che, tuttavia, fomenterà le proteste prolungate dei bianchi con qualche scambio di battute proibite tra giocatori ospiti e membri della panchina oplontina. Ma il napoletano Fabio Luongo, direttore di gara, è irremovibile: sarà tiro dagli 11 metri. Carnicelli stavolta è impreciso ma il miracolo lo fa Gallo che si distende alla sua destra producendosi in un intervento maestoso. Gli animi surriscaldati, però, trovano traduzione istantanea in un fallaccio di Baleotto su Castellano quasi sulla linea a metà tra le due panchine. Momenti di tensione ma per il difensore del Pimonte è solo ammonizione. Da quell’istante cresce il Savoia, che inizia ad aumentare la propria cattiveria agonistica e la rapidità della manovra. E da uno splendido traversone dalla sinistra di De Falco nasce il vantaggio oplontino grazie all’incornata a ridosso dell’area piccola di Esposito, praticamente dimenticato dalla difesa di mister Durazzo (35′). Dinamica che per certi versi ricorda il primo gol di Milik a Kiev nella gara del Napoli di Champions League. Per l’attaccante è il terzo sigillo nei due test di apertura del campionato. E’ questo il momento migliore dei bianchi, che premono per chiudere il match: Infimo piazza dalla sinistra un traversone basso sul quale Esposito si getta in spaccata non incrociando il pallone per una frazione di secondo. Ruoli invertiti, poco dopo, quando Infimo può solo allungare al portiere ospite Amodio il pallone servito in maniera astuta dal compagno.

Primo tempo, dunque, con un Savoia double-face: timido ed impacciato fino al rigore fallito da Carnicelli, e divertente da quell’episodio in poi. La ripresa, però, ribalta totalmente gli scenari emersi nel finale di frazione: il Pimonte spinge, fa la partita e crea un numero impressionante di occasioni per passare. La punizione di Basso si spegne alta, poi il cross dalla destra di D’Arco pesca libero Romano che di testa indirizza la palla nell’angolino opposto: Gallo vola alla sua sinistra e sfodera l’ennesimo miracolo di giornata impedendo un gol fatto. Blasio rileva Infimo e Fabiano disegna un centrocampo a tre per proteggersi meglio: il momento è complicato e il vantaggio va preservato. Un piccolo break è nei piedi di Castellano che serve corto Sibilli ma il tiraccio del 4 oplontino è larghissimo. Ancora Basso trova pronto Gallo con una conclusione dalla lunga distanza, ma è Carnicelli ad avere una opportunità da mille e una notte quando, involatosi da solo a destra, chiude il proprio diagonale a pochi centimetri dal palo. Il Savoia non c’è e Durazzo si gioca le carte Esposito ed Imparato per Gazzaneo e De Feo. In precedenza, Chierchia aveva rimpiazzato Baleotto. Quasi in chiusura, capita al Savoia la palla buona per triplicare: il retropassaggio di Avari per Amodio è scellerato, Amarante (subentrato poco prima a Castellano) ne approfitta ma cincischia troppo e il pipelet ospite recupera la posizione negandogli la conclusione. Il Pimonte però non si dà per vinto e tenta l’ultimo sforzo: Castaldo di testa anticipa un’inzuccata a colpo sicuro di Imparato e qualche secondo dopo, sugli sviluppi di un errore di disimpegno di Guarro, lo stesso giocatore del Pimonte reclama un rigore dopo un dubbio contrasto in area con De Falco.

Il triplice fischio finale di Luongo è ossigeno puro per il Savoia, che porta a casa una vittoria sofferta ma preziosa. Evidente che i bianchi abbiamo risentito oltremisura dell’assenza di De Rosa, uno degli uomini più rappresentativi del roster di Fabiano per qualità, leadership e carisma. Ma quanto rammarico per il Pimonte, che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo nonostante il gap tecnico che lo divideva dai padroni di casa. Una sconfitta che, se a bocce ferme poteva pure starci, ha adesso un sapore amaro. Difficile da mandare via nell’immediato. (FOTO IL CIGNO ART)

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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