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Buona la prima, ma non bisogna illudersi come si fece l’anno passato. Calma e sangue freddo, tenere i piedi per terra, perché c’è ancora tanto da lavorare e la stagione è appena agli inizi. Beppe Sannino può comunque sorridere dopo l’infinito derby conclusosi con la vittoria dei granata al 120′. Il trainer di Ottaviano ha commentato così il match: “Mi è piaciuta la determinazione nel riprendersi dopo un brutto tempo in cui eravamo troppo bassi. La voglia c’era ma non l’organizzazione – ha esordito in sala stampa – La partita era sentita anche per il Benevento, all’inizio erano più brillanti e ci siamo fatti impensierire. Dal secondo tempo abbiamo visto una squadra che ha saputo giocare e più scemava la condizione e più si aprivano dei varchi. I ragazzi pian piano hanno capito cosa devono essere. Meritavamo la vittoria anche prima. Bisogna lavorare, la rosa deve essere rimpinguata, il direttore sta lavorando bene. Io sono contento di quelli avuti finora, tutti hanno un’anima. Il mio calcio è organizzato ma con grande cuore, i miei ragazzi sanno soffrire e gioire dei momenti belli. Busellato? Beh, è stato in campo finché ha potuto, ora è uno dei nostri e ha saputo soffrire. Meno male che c’era lui, è stato straordinario e l’ho tenuto in campo anche troppo rispetto a quel che poteva dare. Ora avremo Odjer e mi auguro che arrivi qualcun altro”. Sannino spende parole al miele per il baby Mantovani, al suo esordio assoluto tra i professionisti: “Voglio fargli i complimenti, è un ragazzo straordinario e s’è calato benissimo nella parte: ho dovuto schierarlo per forza, dopo una preparazione così pesante non pensavo di faro giocare, con tanti difensori anche a disposizione. Posso dire che è un giovane-vecchio, è il miglior complimento che posso fargli. Anche Vitale mi ha sorpreso, non sono d’accordo quando sento dire che questa squadre non ha qualità”. Il trainer rispolvera lo spirito olimpico e fa paragoni con la scherma: “Sto cercando di far capire ai miei ragazzi che la B è un campionato di fioretto e non di sciabola. In campo bisogna avere qualità e intelligenza. Ho dovuto inventare dei ruoli e anche un sistema nel secondo tempo supplementare mettendoci a 5 (inserendo Grillo, ndr). Lo spirito di sacrificio di questi ragazzi c’è. La vittoria è stata meritata per quello fatto vedere dal secondo tempo in avanti. Perchè Tuia e non Laverone dall’inizio? Tutti i ragazzi sanno che si può giocare o stare in tribuna. Ho scelto Tuia per essere più equilibrato. Caccavallo è stato sempre una punta e volevo più copertura. Poi non avevo esterni e volevo la carta Laverone in corsa”. L’elogio ai tifosi (“Giochiamo in uno degli stadi più numerosi, vorrei che fossero i calciatori a trascinare lo stadio”) e poi mercato. “Andiamo sempre a finire lì. Dobbiamo arrivare a inizio del campionato col maggior numero dei giocatori funzionali al progetto e in base a questo stiamo cercando chi può darci una mano. I nomi non mi interessano io voglio il bene della Salernitana – dice Sannino – La Salernitana viene da un campionato sofferto, la società sa dove dover mettere mano. Noi ci confrontiamo sempre, ma il mercato è davvero troppo lungo. A volte i giocatori tentennano. Vediamo su Rosina che succede. Ci sono situazioni dove i calciatori aspettano fino all’ultimo. Io non entro nel mercato, mi soffermo sulla prestazione della squadra. Nonostante tutti i problemi che abbiamo avuto, di numero, abbiamo dimostrato di avere spirito importante. Bacinovic? Eravamo in ritiro sapendo che c’erano giocatori in attesa di essere tesserati. Abbiamo fatto 21 giorni, bisogna guardare tante cose. Io non boccio mai nessuno, ma cerco di capire quali sono le qualità che servono alla mia squadra. Il calcio non è solo tecnica, la palla ce l’hanno anche gli avversari. Non mi piacciono le cose facili, voglio che i miei giocatori sappiano gestire le situazioni difficili. Le scelte che sono state fatte sono basate su una squadra che abbia i connotati di un gruppo che voglia onorare la maglia. Ronaldo? Non è ancora tesserato, non ne posso parlare”. Ancora singoli, capitolo attacco. “Donnarumma ha corso tanto, ha lavorato molto per i difensori. Quando finiremo il nostro ritiro, mi auguro possa liberarsi delle scorie e diventi, con Coda, cinico come l’anno scorso – conclude il trainer – La Salernitana ha una coppia straordinaria, ma sanno anche loro che è cambiato qualcosa”.

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