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“Cuore e testa a metà. Due momenti diversi, inizio e fine. A Palermo sono cresciuto, sono arrivato a 19anni e da lì è partita la mia carriera. Ad Avellino sono maturato e consolidato il mio percorso professionale poi sono tornato come allenatore e ho vinto in due occasioni. La prima dalla C alla B e poi dalla C2 alla C1. Che dire se non che sono state e restano le mie due famiglie. Palermo è una città enorme, tutti la conosciamo ma Avellino seppur più piccola ha sempre portato tanti tifosi allo stadio. Per me è praticamente impossibile dire che vincerà, sarò vicino ad entrambe che porto nel cuore ma non posso essere schierato per i motivi che ho prima citato”. Previsione da esterno? “L’Avellino indubbiamente è partita con più ambizioni anche se all’ultimo e parlo degli ultimi 180 minuti ha perso un secondo posto a dir poco meritato ma da lontano non posso certo dire quali sono stati i motivi di quel calo proprio sul rush finale ma se la gioca con le migliori. Il Palermo, invece, è partito male ed è arrivato benissimo”.
Psicologicamente chi sta meglio? “Nessuna delle due. Il Palermo gioca, ha battuto la Juve Stabia ma l’Avellino ha avuto tutto il tempo per riorganizzarsi e pensare alla squadra da affrontare”. Gara in 180 minuti. “Dipende da come l’affronteranno. Io mi sono trovato a giocarli e so come va, dipende soprattutto da come approcci. Sarà un doppio confronti pieno di insidie”. Allora Mister per quanto dettoci in precedenza è come dire che comunque vada lei sarà felice? “Eh no, caro Michele. Comunque vada sarà scontento, perché una delle due squadre che porto nel cuore dovrà abbandonare il sogno promozione”. Come dargli torto, Salvatore Vullo, detto Toto’ per gli amici, ha proprio il cuore divisi in due e tutto avrebbe voluto, tranne che si sfidassero le due famiglie che lui ama, Palermo ed Avellino. Che vinca il migliore, io lo posso dire…speriamo sia l’Avellino.

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