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La lista dei papabili allenatori, in caso di partenza di Menichini e’ lunga. In questa lunga lista vi è anche Roberto Boscaglia. Stratega del miracolo Trapani, dalla Lega Pro ai play-off sfiorati la passata stagione, il tutto esprimendo un gioco più che gradevole. Ma soprattutto valorizzando calciatori rivenduti poi a peso d’oro, come non ricordare quella di Mancosu. C’è qualche tifoso, che già lo vorrebbe sulla panchina della Salernitana la prossima stagione. Boscaglia, ex tecnico del Trapani dei miracoli, intervistato dal quotidiano il Mattino, fa buon viso a cattivo gioco ed apre alla possibilità di sposare il progetto Lotito-Mezzaroma in cadetteria: “Sinceramente non c’è stato nessun contatto – spiega in una lunga intervista concessa al famoso quotidiano – Sono a conoscenza del fatto che in questo momento il mio nome è accostato ad alcune società, sia di serie A che di B, e ovviamente questo mi fa piacere. Salerno sarebbe la piazza ideale. Una proprietà di prestigio, una città bella e una tifoseria calorosa, di fatto una società ambita da tutti. Però è chiaro che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Indubbiamente allenare la Salernitana sarebbe il massimo, ma credo che tutte le proposte che arrivino a un tecnico siano gradite. Rappresentano un attestato di stima Al Sud c’è quel qualcosa in più dal punto di vista della passione popolare. I dati degli spettatori sono l’esempio lampante, così come una piazza come Trapani, che ha dimostrato di avere fame di calcio in questi anni. Detto questo, tuttavia, devo ammettere che non disdegnerei un’avventura con un club del Nord”. Prima del futuro per i granata ci sarà l’impegno Supercoppa: “Quando la giocai con il Trapani ricordo che non c’era appagamento da parte di nessuno, volevamo vincere la manifestazione. Sfortunatamente fummo estromessi da un doppio pareggio conquistato con l’Avellino. Ma è altrettanto chiaro ed evidente che arrivi a questo impegno dopo numerosi festeggiamenti, così come è anche vero che un allenatore tende a dare spazio anche a chi ha giocato meno nel corso del campionato. Naturalmente mettendo sempre in campo la formazione migliore, ma premiando, in ogni caso, qualche giocatore meno utilizzato in precedenza. In queste occasioni può accadere di tutto, poi se ti ritrovi a giocare all’Arechi davanti a venticinquemila spettatori le cose cambiano ancora di più. Chiaramente l’incontro di sabato tra Novara e Salernitana potrà risultato già decisivo”. La B attende il ritorno della Salernitana che già si candida al ruolo di fastidiosa outsider: “Il calcio ha bisogno di città come Salerno, Catania o Bologna. Ma dal mio punto di vista il giusto mix tra società blasonate e società cosiddette provinciali rappresenta lo scenario perfetto. Teramo quest’anno o Carpi nella passata stagione sono quelle piazze dove nasce il vero calcio. Con due-tre pedine di esperienza e qualche giovane interessante il gioco è fatto. Il Trapani due anni fa, il Frosinone e il Carpi attualmente sono la dimostrazione che con pochi cambi all’interno di un meccanismo già collaudato le cose non possono che migliorare. Non dimentichiamoci, però,che senza fame e voglia di mangiare l’erba ogni giorno e ogni domenica non si va da nessuna parte”.
Raffaele Cioffi

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