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Sembrava di vedere il continuo della gara di Trapani. Dove vero che si è vinto, ma in campo vi era una squadra lenta e compassata. Anche stasera, la Salernitana non entra in campo con il giusto approccio. Il 3-5-2 di Ventura è il solito, ma in campo i granata non fanno movimento. La squadra è molto larga, il pallone gira velocemente e neanche Kiyine sembra in palla. E infatti da un errore del marocchino arriva il primo tiro in porta della partita: la conclusione è di Meggiorini, Micai è sicuro. Il Chievo capisce che la Salernitana è un po’ ferma sulle gambe e allora ne approfitta, prendendo possesso del campo alzando il baricentro. La linea difensiva a quattro di Marcolini si piazza sulla linea di centrocampo, il rombo in mediana è vivace e il pallone arriva presto agli attaccanti. E quando Djordjevic e Meggiorini riescono a scambiare, sono dolori per la difesa granata. All’11’ ci deve pensare Micai a neutralizzare la conclusione di Meggiorini, servito dal compagno di reparto. Poi al 20’ è Segre ad andare alla conclusione dopo un delizioso giro palla del Chievo che coinvolge otto calciatori di movimento. La Salernitana sembra non esserci, Di Tacchio non riesce mai a ricevere senza pressione e allora i tre centrali cercano continuamente la palla lunga per Djuric. Poca roba, il gol del Chievo è nell’aria e arriva al 29’ancora scambio tra le punte clivensi, questa volta è Meggiorini a servire Djordjevic che col mancino a giro pesca l’angolo. Il vantaggio del Chievo può lasciar presagire a una serata amara per la Salernitana, che però con un poco di fortuna riesce subito a rialzarsi. Al 34’ una palla deviata si impenna in area di rigore, scontro aereo tra Obi e Giannetti e calcio di rigore per i granata, trasformato da Kiyine dopo un’attesa durata due minuti. Fischio generoso per Ventura, che però incassa e poi alza la voce negli spogliatoi. Non è questa la Salernitana immaginata dal tecnico ligure, ma non è neanche questa la Salernitana che entra in campo alla ripresa.
I granata sin dai primi minuti fanno capire di voler vincere la partita, alzano il baricentro e cominciano ad assediare l’area di rigore di Semper che comincia a fare gli straordinari. Kiyine si sblocca dopo il rigore e regala le solite giocate di suola, accompagnato da un Maistro sempre più sorprendente. Anche Odjer fa la voce grossa a centrocampo, mentre Giannetti, che nel primo tempo aveva toccato pochi palloni, si mette spalle alla porta e smista palloni sulle fasce con precisione e intelligenza. La Curva si anima e spinge la Salernitana che nel secondo tempo crea e va alla conclusione. Di Maistro il tiro più pericoloso (11’), ci provano anche Odjer (due volte) e Kiyine. Poi al 32’ la possibile svolta, ma anche la grande illusione. Pina già ammonito atterra Maistro e lascia il Chievo in dieci, caricando ancora di più l’Arechi e la squadra di Ventura. Marcolini corre ai ripari con una doppia sostituzione, mettendo il Chievo tutto dietro la linea della palla. La superiorità numerica dura però 5 minuti perché Kiyine, anche lui già ammonito, perde palla e trattiene Dickmann ingenuamente. In dieci contro dieci la Salernitana si mette a quattro dietro e si accontenta del pareggio, tutto sommato giusto. Ma con un po’ di lucidità in più, soprattutto negli ultimi 20 minuti, la partita si poteva anche vincere.

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