16 Maggio 2026
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Salernitana, si attende il 25 maggio….

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Il giorno 25 maggio sarà battaglia per le elezioni del presidente della Lega di B. Un papabile, anche se lui smorza i toni, e smentisce la sua voglia di comandare la seconda calcistica italiana è il co-patron della Salernitana Claudio Lotito. La sua discesa in campo, ed un eventuale elezioni potrebbe aprire scenari inimmaginabili fino a poco tempo fa. “Ci sono tante variabili, è ancora tutto in embrione e possono accadere tante cose in questi giorni. Tutto è ancora da verificare. Questa è una fase particolare, di transizione. Una fase complicata”. Claudio Lotito è uscito allo scoperto ed al tempo stesso ha fatto chiarezza. Sul presente, sulla sua candidatura alla presidenza della Lega di B e sulle inevitabili conseguenze sugli assetti societari della Salernitana. Il co-patron prima fa catenaccio, poi si sbottona la giacca e si apre ai microfoni di Eugenio Marotta del quotidiano Il Mattino.
“La mia candidatura? Non parliamo di queste cose. Al momento non è all’ordine del giorno. Io comunque sono nelle condizioni di potere eventualmente ricoprire gli incarichi istituzionali a norma di statuto. Formalmente non sono presidente e neppure amministratore delegato della Salernitana”. Poi l’apertura: “E’ un’iniziativa che non è partita da me, ma da alcuni miei colleghi che hanno ipotizzato l’idea della mia candidatura: io ho dato una disponibilità di massima per spirito di servizio. Esclusivamente per il sistema calcio che non si regge più in piedi e non certo per me o per i miei interessi. Anzi. In questa fase io non figuro come socio del club granata. Ma comunque il vero problema non è l’aspetto statutario”.
Per Lotito il problema sarebbe unicamente sostanziale e non formale: “Il problema sarà se mi posso dedicare o meno alla Salernitana. Se ricoprirò ruoli istituzionali in termini formali e sostanziali sarei costretto a cedere. Sono sempre stato molto chiaro nella mia vita. Non amo i sotterfugi. In caso di elezione a presidente di Lega per me la Salernitana sarebbe un capitolo chiuso. Lascerebbe anche Mezzaroma? Non lo so, penso di no. Onestamente, però, non ho ancora parlato con mio cognato di queste cose. Eventualmente poi deciderà Mezzaroma cosa fare. Una cosa è certa: se ci sono io, mi occupo di Salernitana. Altrimenti, in caso di elezione, se ne occuperà mio cognato nella maniera che riterrà più opportuna. Non lascerei Salerno a cuor leggero. Questo è uno dei motivi che mi hanno fatto vacillare. Ci sono questioni affettive. Non è una cosa scontata e neppure semplice. Si tratta di capire e di fare una scelta tra l’interesse collettivo e il personale. Non è facile: se vuoi fare crescere il sistema però sei costretto a fare delle rinunce. Sofferte. Parlo di posizioni personali che non sono solo materiali, ma affettive ed empatiche. Parlo di un problema globale, mentale e affettivo. Da presidente di Lega non potrei certo andare a vedere solo la Salernitana, ma tutte le squadre di B. Nell’interesse collettivo. Purtroppo alle volte nella vita bisogna anche avere la capacità di rinunciare”.
Lotito illustra anche il suo progetto di riforma per la serie cadetta: “Ho delle idee di ristrutturazione: oggi le risorse a disposizione non sono sufficienti per l’autoconsistenza del sistema calcio e si creano delle forme patologiche perché la gente si industria a fare qualsiasi cosa. Vanno prese posizioni decise: usando anche delle forti repressioni per eliminare determinate patologie all’interno del sistema”. Parole chiare, nette, inequivocabili. Lotito esce allo scoperto e punta dritto alla presidenza della Lega B. Al di là delle smentite di rito strombazzate dai soliti pappagalli. Chissà cosa penseranno ora tutti coloro i quali ritenevano la candidatura di Lotito alla Lega di B una mera invenzione giornalistica. Ma tant’è.
Lotito traccia anche un bilancio del torneo della Salernitana appena concluso: “È stato un campionato senza grossi patemi d’animo, eccezion fatta per la prima parte della stagione. Siamo partiti male, ma abbiamo corretto in corsa. Sono certo che se fossimo partiti diversamente avremmo avuto ben altri risultati. Poi sono arrivate anche un paio di sconfitte per errori individuali che ci hanno impedito di conquistare i playoff. Se resto cercheremo di fare una programmazione diversa, provando a fare subito cose importanti in partenza, con logiche diverse e senza stravolgere l’ossatura della squadra. L’obiettivo è quello di mantenere il grosso della rosa, plasmando una squadra per fare una stagione diversa. Che non parta con l’affanno. Le tempistiche degli interventi sono importanti, è vero. Ma è anche vero che il tutto è legato a logiche di mercato: non è che fai la squadra con la bacchetta magica. Queste cose incidono. Sono certo che se non avessimo fatto tutto all’ultimo momento quest’anno adesso eravamo ancora in corsa. Mi rendo conto che non è facile. Ne parlerò pure con il direttore”.
Sulla conferma di Bollini e Fabiani: “Dobbiamo parlarci. Bisogna sedersi intorno ad un tavolo e pianificare il tutto. Bisogna fare scelte ponderate, con il cervello. Il fatto che la Salernitana sia tranquilla in B è già una cosa importante. È normale che mangiando viene l’appetito. La tifoseria vuole la A? Chiedere è lecito e rispondere è cortesia. A chiedere si fa presto e non costa niente. Il problema è realizzarlo. Al di là degli investimenti, che non sono mai mancati, bisogna poi riuscire a coniugarli con i risultati. E nel calcio non è un’equazione aritmetica. Ci sono troppi fattori imponderabili che determinano il risultato. Devo dare atto allo zoccolo duro della torcida che è sempre stato un valore aggiunto. Noi siamo nella fase finale di un percorso che ci ha portato a vincere tutto quello che potevam vincere. Adesso c’è il rush finale. Abbiamo un progetto in testa. Io comunque sono convinto che se avessimo avuto questa squadra a inizio stagione forse avremmo brindato alla promozione diretta. Certamente la Salernitana, per come era stata strutturata, doveva conquistare i playoff. Ora devo parlare con allenatore e direttore, parlare di strutture e poi di futuro. Sono convinto che si possono fare squadre importanti anche con i giovani. Naturalmente con un giusto mix di esperienza all’interno della rosa. Ho in testa un mix vincente”. Con i tifosi che sono rimasti disorientati sugli scenari che possono aprirsi, ci ha pensato Fabiani a tranquillizzare il popolo granata. “La Salernitana avrà una sua continuità e indipendenza. Se Lotito dovesse essere eletto, non ho motivo di dubitare che sarà Mezzaroma l’unico proprietario”. Parole del direttore sportivo granata, Angelo Mariano Fabiani, riportate su vari siti in rete, con cui l’esperto dirigente prova a rassicurare l’ambiente sul futuro del club nel caso in cui Claudio Lotito dovesse essere eletto presidente di Lega B in occasione dell’assemblea di giovedì a Milano. Lo stesso co-patron granata, sempre al Mattino, aveva chiaramente detto di dover “lasciare la Salernitana in caso di elezione”.
Tutto può ancora succedere, nell’ eventualità sarebbe Mezzaroma ad assumere interamente il comando delle operazioni. In queste ore sono spuntate fuori alcune ipotesi di imprenditori sondati per “dare una mano” ma tutto resta nel recinto dei pour parler. Attendere il 25 maggio e poi capire. Perchè tante sono le possibilità anche che la “preoccupazione” svanisce in una bolla di sapone: c’è Andrea Corradino, patron dello Spezia, che può insidiare la candidatura di Lotito, così come lo stesso fronte guidato da Maurizio Stirpe (Frosinone) sembra intenzionato a non darla vinta così facilmente all’imprenditore romano. Che, in caso di ulteriore rinvio (un prologo al commissariamento?) o elezione di Corradino, resterebbe al timone della Salernitana al 50% col socio-cognato, senza mutare gli assetti fin qui osservati in via Allende.

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