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Dopo una settimana a dir poco turbolenta, al momento il Capitano della Salernitana risulta essere degradato. Alessandro Rosina alias Rosinaldo, potrebbe dire presto addio alla fascia legatagli al braccio da mister Beppe Sannino al momento del suo approdo a Salerno. Già nel derby di domani al Vigorito, infatti, l’ex Bari con ogni probabilità non sarà il capitano della Salernitana, secondo indiscrezioni Bollini lo dovrebbe tenere in panchina e magari lo utilizzerà soltanto a gara in corso.
Ma, dalla prossima settimana, le cose dovrebbero mutare in maniera radicale: dopo alcuni confronti tra calciatori e dirigenza, infatti, s’è arrivati alla conclusione che nei prossimi giorni i gradi di capitano potrebbero finire sul braccio di Massimo Coda, dato che Alessandro Tuia non sempre ha la certezza di scendere in campo dal primo minuto dopo alcuni guai fisici che negli ultimi tempi lo hanno frenato. Il numero nove granata sarebbe in vantaggio su Alessandro Bernardini e dovrebbe indossare la fascia già al “Vigorito”. Lo strappo tra Rosina e la Salernitana s’è in parte ricucito ma, inevitabilmente, il colpo di testa del fantasista di Belvedere Marittimo non è stato digerito da alcuni compagni di squadra e dalla società . Secondo indiscrezioni circolate nella giornata di ieri, la società, prima lo multerà e poi, con ogni probabilità, gli toglierà anche la fascia. Ma andiamo con ordine e raccontiamo cosa è accaduto in settimana. Al netto delle smentite di rito, dei comunicati partoriti in tempo reale per evitare che la situazione si facesse ancor più pesante. La storia tra il numero dieci granata e l’ambiente Salernitana fatica ancora a decollare, così quanto accaduto in questa settimana, è soltanto una piccolissima goccia che ha fatto vacillare un equilibrio precario. Non è nulla accaduto in questa settimana, ma sono incomprensioni nate nella notte dei tempi. Precisamente dal giorno in cui mister Sannino decise, pare senza il consenso del gruppo dove pure ci sarebbero calciatori con un’importante militanza in granata, di mettere la fascia al braccio all’ex fantasista di Torino e Zenit. Una mossa tutt’altro che ben vista dai compagni di squadra, ovviamente, ed il primo grande errore della fallimentare gestione targata Beppe Sannino. Che, nei lunghi confronti avuti con il calciatore nei giorni antecedenti alla firma in calce all’onerosissimo contratto, gli aveva già prospettato questa possibilità. Un modo per avvicinarlo ancor di più alla maglia granata e per far sì che la situazione potesse risolversi in pochissimo tempo, dopo i tanti tira e molla. Come se il contratto e le cifre proposte dalla società di via Allende in estate non fossero già una garanzia (quadriennale a 300mila euro più bonus a stagione, per un calciatore prossimo alle 33 primavere). Tuttavia, il primo scorcio di stagione non è stato del tutto negativo. Al netto di alcuni equivoci di natura tattica: trequartista, seconda punta, mezzala, un vero e proprio rebus. A metà novembre, però, ecco un altro…caos: a poche ore dal match casalingo con la Ternana, infatti, nella palestra alle spalle del campo Volpe si consumò un duro confronto con Rosina, reo secondo alcuni compagni di aver riportato all’allora tecnico Sannino discorsi fatti da una parte del gruppo dopo la sconfitta di Cittadella. In occasione della gara contro le fere, i più attenti ricorderanno che clamorosamente Zito rimase fuori dall’elenco dei convocati con tanto di intervento più che polemico sui social. Le cose pare abbiano un nesso. Gli fu preferito il baby Libertino al grido di “scelta tecnica”. Un po’ come la smentita a mezzo comunicato stampa di giovedi sera. Un comunicato stampa che sta di stantio, un pò farlocco o diciamo forzato…. Un comunicato che solo i creduoloni posso prendere seriamente in considerazione, e credere che il contenuto sia genuino. Ma non anticipiamo e andiamo con calma ed analizziamo la settimana di passione vissuta in granata.
Nei giorni scorsi, è andato in scena un nuovo capitolo della tribolata storia: mercoledì mattina la squadra si è recata al centro sportivo Mary Rosy per la ripresa degli allenamenti dopo la sconfitta con la Spal. E già negli spogliatoi le prime avvisaglie di una situazione pesante, quasi insostenibile. I calciatori, come è logico che sia, si sono confrontati prima tra di loro (anche in questa occasione pare che gli animi si siano surriscaldati) e poi con staff tecnico e società. Che ha deciso di mandare tutti in ritiro per preparare al meglio la sfida col Benevento, nonostante i precedenti dicano che forse sarebbe meglio restare a casa con le proprie famiglie e tra i propri affetti. A questo punto Rosina, da capitano ma soprattutto da calciatore esperto e navigato che negli anni ne ha viste di cotte e di crude, si è letteralmente opposto a questa decisione, facendo presente alla società che la sua stanza sarebbe restata vuota perchè a suo avviso il ritiro punitivo sarebbe servito a poco. Forse solo ad esacerbare animi già infuocati. Da qui, la decisione di non raggiungere Paestum insieme alla squadra e stanza (singola) destinata al numero dieci rimasta vuota nella notte tra mercoledì e giovedì. Soltanto nella tarda serata di ieri, dopo un lungo confronto telefonico tra il calciatore ed il diesse della Salernitana Angelo Fabiani, la situazione è parzialmente rientrata.

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