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Non vogliamo vendere o far nascere inutili aspettative a chi ci legge sulla questione Salernitana. Dall’indomani della promozione si sono susseguite tante voci, anche di accordi fatti firmati, poi saltati per i capricci della parte venditrice. Alla fine chi voleva ed ora deve cedere si è rifugiata nel trustee. Ad oggi il più accreditato per l’acquisto della Salernitana, rimane Andrea Radrizzani. L’imprenditore milanese, è pronto a far partire il progetto della sua Salernitana. Sembra che l’offerta c’è, bisogna soltanto sedersi intorno ad un tavolo e capire. Ma quale potrebbe essere la posizione dei due trustee? Di certo c’è l’obbligo di vendita entro il 31 dicembre, pena esclusione della squadra dal campionato di Serie A. Ma a quali cifre è da verificare. Questa cosa la scrivono in tanti, ma la chiarezza alla fine manca.Si attende – ricorda il direttore Tommaso D’Angelo – la valutazione di un advisor terzo che stabilisca l’effettivo valore delle azioni della Us Salernitana 1919 che i due proprietari Enrico Lotito e Marco Mezzaroma hanno congelato nel blind trust accettato dalla Figc. Sicuramente il valore non potrà essere di 80, 100 milioni come richiesto da Lotito. Valutando il parco giocatori, le proprietà, il marchio che comunque appartiene alla città, visto che come prescriveva il bando pubblico del 2011 andava donato al Comune di Salerno, sicuramente il valore della società, che non possiede un centro di allenamento di proprietà o altri immobili, rischia di essere inferiore. La proposta di Radrizzani si aggira sempre sui 50 milioni. L’importante, però, è che si faccia in fretta. Il patron del Leeds vuole avere ampi margini di manovra per quanto riguarda il calciomercato. Come è giusto che sia, acquistando il club adesso ci sarebbe tempo fino ad inizio campionato per allestire una squadra competitiva in grado di conquistare una salvezza senza eccessivi patemi. Per questo motivo Radrizzani e i suoi uomini spingono per incontrare il guardiano del trust Coppola, ma anche i due trustee, Isgrò e Bertoli per capire i margini di manovra e l’eventuale tempistica per chiudere la trattativa. I trustee hanno anche decidere di non cedere in questo momento, ma rimanere in attesa di offerte migliori che potrebbero arrivare da qui alla fatidica data del 31 dicembre. Questa tattica può essere un’arma a doppio taglio. Non si deve per forza essere uomini di sport che quello che oggi vale 50, domani può valere nulla. Chi opera per i copatron, deve capire che deve tener presente che una falsa partenza in campionato (cosa che nessuno si augura) andrebbe a depauperare il valore del club, facendo un danno enorme ai due disponenti, ovvero Lotito e Mezzaroma. Quella che si vive a Salerno, è una situazione nuova per il panorama italiano, ma al tempo stesso anche intricata, con la Figc che ha le sue colpe per la nascita di questo scenario, che seppur non ufficialmente, gradirebbe una svolta immediata, magari anche prima del fischio di inizio della nuova stagione calcistica. Stessa cosa che aspetta una piazza ribollente di passione, che ora invece vive le paure e vede all’orizzonte il configurarsi di un campionato di massima serie avaro di soddisfazioni, ma ricco di mortificazioni tutte dovute dalla megalomania di chi vi era prima.

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