16 Maggio 2026
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Salernitana, prime nubi

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Prime nubi in casa Salernitana, al termine della gara di ieri, Angelo Fabiani, intercettato da Ottochannel, ha commentato molto amareggiato il passo falso rimediato al “Cabassi” : ” Non guardo in faccia a nessuno e non amo fallire, se col Pescara non ci sarà un’inversione di tendenza sarò pronto a prendere i provvedimenti del caso.” Un messaggio diretto all’ allenatore, Alberto Bollini, finito nell’occhio del ciclone. Analizzando le pesanti parole pronunciate dal ds granata, ciò vuol dire che il tecnico di Poggiorusco, non è più sicuro della sua permanenza in panchina: “L’allenatore deve fare l’allenatore, tutti devono assumersi le rispettive responsabilità.Abbiamo affrontato tre squadre alla nostra portata, il pareggio con la Ternana personalmente rappresenta una sconfitta. Dopo cinque gare ufficiali ritengo che sia il caso di iniziare a capire cosa significhi giocare a Salerno. Basta cercare alibi, si prendono in giro i 500 tifosi che oggi erano a Carpi.” Un fulmine al ciel sereno, ma anche una lavata di mani mai vista nel mondo del calcio. Colui che porta avanti le trattative, che si tira fuori da questa partenza in chiaro-scuro, forse la sua coscienza è linda e pinta. Non ha macchie. Il direttore ha una particolarità, non parla spesso, ed in passato a chi ha osato ed ha avuto il coraggio di porre domande scomode ha sempre svicolato, senza dare risposte degne di tale nome. Sono ormai tre campionati di cadetteria, che il direttore Fabiani porta avanti le trattative per portare in granata i “rinforzi”, che spesso non sono tali. Non vogliamo screditare o denigrare chi è ora in granata o è passato in precedenza. Ma spesso, chi vestiva il granata non era una prima scelta dell’allenatore. Il tecnico del momento indicava un giocatore, con determinate caratteristiche, ma alla fine delle trattative, arrivava tutt’altro. Torrente, Sannino e Bollini, ci soffermiamo a loro, perchè sono i tecnici che hanno avuto il piacere e l’onore di iniziare il campionato guidando i granata, ma nessuno, Bollini compreso, ha avuto una rosa di giocatori con i quali applicare il proprio credo calcistico. Quindi il direttore Fabiani, con quale autorità inizia a lanciare diktat ed ultimatum ? Si è sempre vociferato che fra Bollini, voluto da Lotito ed il direttore non ci sia stato buon sangue. Se prima tutti avevamo dubbi, se 2+2 da 4, con le parole al veleno pronunciate nel ventre del Cabassi la maschera è calata. Un altro direttore, capace e con la testa sulle spalle , non avrebbe parlato a caldo in quei termini e con quei modi. Non avrebbe neanche difeso il tecnico, perchè spesso dopo una difesa, poi è giunto l’esonero. Era meglio sfogarsi fra le 4 mura dello spogliatoio, con un faccia a faccia senza peli sulla lingua. Che magari avrebbe fatto bene a tutti. La frattura è nata tempo fa, ma è chiaro che sia acuita alle 23.01 del 31 agosto. Al gong finale della campagna trasferimenti estiva. La sessione, si è chiusa con gli ingaggi di Nunzio Di Roberto, esterno d’attacco, classe ’85, che ha lasciato Crotone per un biennale in granata, di Alejandro Rodriguez, centravanti spagnolo del ’91, e di Sofiane Kyine, jolly di centrocampo ed attacco del ’97, entrambi in prestito dal Chievo, e gli addii, al veleno, di Adejo, quello senza rimpianti di Joao Silva, passato al Feirense, e di Roberto, prestato all’Arouca ma ancora di proprietà.La Salernitana che ha ancora dei posti liberi in lista, uno occupato da Rizzo, ed uno che dovrebbe essere occupato da Emmanuele Cicerelli. Due paradossi di un mercato che il diesse Fabiani ha archiviato con soddisfazione e che il tecnico Bollini ha vissuto con la speranza – forse l’illusione – che i suoi dettami sarebbero stati esauditi o, quanto meno, ascoltati. Voleva Guberti, gli è stato preso Di Roberto; chiedeva un centrocampista con caratteristiche diverse da quelli in rosa e Fabiani è andato su Rizzo provando a cedere Della Rocca, trattenuto in granata da Bollini, preoccupato dalle condizioni di Signorelli, peraltro non graditissimo. Voleva un vice Vitale, ed è arrivato Asmah che non era certo la prima scelta. Paradossale, a dir poco, anche la vicenda Adejo. A luglio la Salernitana, che abbondava di centrali di piede destro, avrebbe dovuto, in teoria, provare ad ingaggiare un mancino ed invece ecco arrivare un altro destro, che è già un ex per i motivi che lo stesso nigeriano ha svelato. Schiavi è stato sul mercato anche e soprattutto dopo il rinnovo ed alla fine è rimasto, così come Zito e Mantovani. Obiettivi centrati in pieno, ha detto il diesse. Va da sè, dunque, che Rodriguez era la prima scelta e Kyine era seguito da tempo: la verità dei fatti è che la Salernitana si è ridotta all’ultimo secondo prendendo le occasioni a prezzo di saldo che il mercato proponeva, senza avere un preciso piano tecnico (in poche parole ciò che avviene da quando si è in cadetteria), ma rispettando solo i paletti imposti dal budget a disposizione. Il campo ha iniziato a dire la sua, ma il mercato e le dichiarazioni dei protagonisti hanno già detto parecchio. Fabiani ha avvisato Bollini, invitandolo a non fare l’opinionista, come se un allenatore non avesse diritto a mettere bocca nel mercato. Il tecnico qualcosa ha detto, molto si è tenuto per sé. Che diesse ed allenatore non abbiano trovato molti punti di incontro durante questo mercato estivo è più di una sensazione. Lotito aveva promesso rinforzi all’altezza di rinnovate ambizioni, ma la rosa attuale della Salernitana non autorizza sogni di gloria. Il dato più triste è che, già prima del gong, la maggioranza silenziosa e pensate della tifoseria avesse abbandonato ogni speranza di un colpo a sorpresa, di un guizzo, di un barlume di idea stuzzicante, di un colpo d’ala. Grigia, profilo e testa rigorosamente bassi, questa Salernitana continua a privare i tifosi del diritto a sognare, si consegna ad un campionato senza ambizioni, anche se poi la speranza è che sul campo Rosina rifiorisca, Bocalon che ha iniziato bene, esploda e Signorelli illumini. Nella sua ipotetica formazione titolare la Salernitana resta una squadra attempata perchè, al di là di Radunovic e Minala, entrambi prestiti, non ci sono altri under 21 titolari.

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