16 Maggio 2026
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Salernitana-Perugia, vista dai tecnici

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Nel ventre dell’Arechi, a taccuini e microfoni, si è presentato un Christian Bucchi amareggiato, deluso. Il tecnico dei grifoni, non ha digerito la battuta d’arresto patita dalla sua squadra. Le tante assenze hanno sicuramente penalizzato il suo Perugia, il campo ha detto che la Salernitana ha dato qualcosa in più, portando a casa i tre punti. Risultato giusto, non per l’allenatore dei grifoni: “Non è una vittoria meritata, non solo nel punteggio ma anche nella prestazione – ha esordito il tecnico degli umbri – I due gol della Salernitana sono stati un tiro sbucciato di Coda e poi un fallo laterale nostro regalato a loro. Il nostro portiere poi ha fatto un errore e ci può stare. Noi le nostre occasioni le abbiamo avute, ricordo Drole nel primo tempo. Poi anche Bianchi, Ricci, il gol nel finale. Nell’occupazione del campo ce la siamo giocata alla pari, reputo il punteggio non giusto. Mi aspettavo questa Salernitana, non fluidissima a livello di gioco ma arrembante. Cercavano palla lunga e poi le seconde palle per sfruttare le qualità degli attaccanti. Me l’aspettavo così, potevamo fare molto più male perché quando ripartivamo permettevamo ai nostri attaccanti di giocare uno contro uno. L’atteggiamento è stato giusto, mancavano otto titolari. Oggi tre ’97, tanti ragazzi giovani in campo e credo che di più non potevamo fare. Dovevamo quantomeno evitare errori nostri. Sono contento di quelli che hanno giocato, ma dell’ossatura base della nostra squadra ce ne erano solo quattro oggi. Mancavano tanti titolari, il tridente offensivo ma non solo. Parliamo di sette, otto giocatori che per noi sono molto importanti. Dalla prestazione non abbiamo percepito questo, chi è sceso in campo ha fatto bene. Avevamo studiato la Salernitana, sapevamo che quando attaccavano il lato sinistro diventava un tridente molto più stretto con Rosina dietro gli altri due. Era un finto 4-3-3 che avevamo preparato, oggi hanno pesato gli episodi”. Di contro, invece il sala stampa. è raggiante Alberto Bollini dopo il suo primo successo interno col Perugia, che riscatta parzialmente il doppio ko di fila con Carpi ed Avellino. Il tecnico lombardo ha esaltato la prova dei suoi ma ha preferito glissare la domanda su quale sarà l’obiettivo della squadra fino al termine della stagione: “Cerchiamo di goderci questi tre punti, venivamo da due partite in cui avevamo raccolto zero ma non meritavamo certo di uscire sconfitti sia col Carpi che con l’Avellino. Il Perugia è una delle squadre che ha vinto di più in trasferta e questo avvalora ancora di più la nostra vittoria. Abbiamo fatto tesoro degli errori, siamo stati attenti in fase di non possesso e sulle palle inattive a sfavore. Il gol subito da palla inattiva deriva più dai meriti dell’avversario che da demeriti nostri. La percentuale degli avversari di gol subiti rispetto alle occasioni create è molto alta, non è solo un discorso tattico ma mentale e di fiducia. E’ prematuro parlare di obiettivi, sono qui da un mese. La squadra deve avere più coraggio nello sviluppo del gioco e nella ricerca della manovra perché ha questo tipo di qualità dalla trequarti in su. Bisogna fare più dal punto di vista dell’attenzione in fase difensiva e della fiducia evitando di regalare punti. Facciamo un passo alla volta, alla ripresa dobbiamo cercare di ricompattare e ritrovare le energie mentali. Le due vittorie che abbiamo ottenuto sono nette, anche quando abbiamo perso molto spesso abbiamo avuto la supremazia rispetto agli avversari. Rosina? Ha preso una botta, valuteremo nei prossimi giorni”.
Il tecnico granata ha puntato inoltre l’accento sulla “adattabilità dei calciatori e l’adattamento che l’allenatore deve avere per i calciatori. A me interessa la parola disponibilità da parte dei calciatori. Se c’è questo la posizione dei calciatori viene da sé. Di questa squadra mi ha colpito il modo in cui si sacrifica, come Joao Silva che, pure se ha delle difficoltà nei movimenti, ha un grande spirito di sacrificio, come d’altronde tutti gli altri. Laverone? Non ha un grande minutaggio, è un calciatore più offensivo che difensivo. Perico e Bernardini hanno lavorato bene, così come Vitale. Anche Della Rocca ha fatto una partita preziosa in fase di ripiegamento. Io devo lavorare bene su questo patrimonio, ma una squadra è squadra quando in fase di non possesso sa leggere il gioco. Da quando sono qui mi pare che raramente si sia vista una Salernitana surclassata sul piano del possesso palla”.
Bollini ha toccato anche l’argomento mercato: “Dalla sosta mi aspetto un lavoro importante che dovrò fare con lo staff ed i giocatori. Non abbiamo ancora discusso di mercato con la società. Non ho fatto nomi, ma abbiamo idee molto simili. Donnarumma è un giocatore importante e di talento. E’ importante che i terminali offensivi siano sempre pronti. Donnarumma e Coda hanno fatto gol ed altre occasioni. Loro devono segnare e partecipare alla fase di non possesso palla. Tutto l’ambiente meritava questo successo, a Salerno la maglia granata è questione di vita e siamo contenti di aver regalato una gioia ai nostri tifosi”.

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