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I granata sono masochisti. Questioni di gusti vero, ma con una maggiore attenzione si potrebbe soffrire di meno, ed alla fine raccogliere decisamente di più. Ad oggi la parola chiave è rimonta. La Salernitana deve colmare lo svantaggio che ha con le dirette concorrenti per la salvezza, a dieci giornate dalla fine il divario è di -2 dai playout e -4 dalla salvezza. Parola chiave: rimonta. Una parola che non è estranea al vocabolario di Menichini. Da quando il tecnico di Ponsacco si è seduto nuovamente sulla panchina della Salernitana, i granata hanno disputato otto partite. Otto punti, una vittoria, cinque pareggi, due sconfitte. Media, semplice, di un punto a partita. In queste otto partite, però, la costante è stata una sola: rimonta. Se escludiamo la pesante sconfitta di Terni, nelle altre sette esibizioni con Menichini la Salernitana è stata chiamata a reagire allo svantaggio. Riuscendoci sempre. Tutto è cominciato con Salernitana-Pescara, esordio di Menichini. Segna Coda, Lapadula e Verde fanno 1-2, i granata reagiscono e con Donnarumma acciuffano il pareggio. Tocca a Coda poi riprendere Crotone e Trapani, mentre con l’Entella avanti 0-1 ci pensano Colombo e Bus (rimonta cancellata dal definitivo 2-2 ligure). Contro il Cesena l’unica rimonta completa: segna Ciano su rigore, pareggia sempre Coda, Bagadur al 94’ regala i primi tre punti esterni del campionato e anche la prima vittoria a Menichini. Con il Lanciano Donnarumma fa l’inutile gol dell’1-1, a Perugia Coda il prezioso gol dell’1-1. La lettura di queste partite è duplice. Da un lato, pare evidente come la Salernitana abbia bisogno di uno schiaffo per reagire e entrare in partita. Dall’altro, però, va solo elogiato il carattere della squadra, mai doma e sempre pronta a riprendere ciò che sembra perso. A dieci giornate dalla fine, però, servirà di più, servirà la vittoria. Magari subendo qualche gol in meno, è necessario lavorare su quello che è il vero punto debole della squadra, l’assetto difensivo. Salvarsi è difficile, ma non impossibile. Importantissimo, ora, sarà dare continuità: con il passare delle settimane, pareggiare non basta più. Serve il colpo da tre punti, serve vincere per continuare a sorridere. Magari anche in rimonta, proprio come piace alla Salernitana di Menichini.

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