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Sembra che in società possano iniziare a volare i classici panni sporchi. La prima occasione l’ha avuta mister Torrente e l’ha sfruttata appieno. Dopo sette partite il tecnico di Cetara si è dovuto sbottonare: “Mi sto arrangiando con quello che ho a disposizione“. In sette gare sono cambiati moduli, interpreti e, in molti casi, si è dovuto fare di necessità virtù (quattro espulsioni complicano notevolmente i piani). Anche oggi Torrente ha dovuto rinunciare al suo fedele 4-3-3, modulo che gli ha permesso di vincere campionati (Gubbio) o di salvarsi in Serie B (Bari). Gli attaccanti sono fuori forma e demotivati, i terzini sono infortunati, le ali in ritardo di condizione. E così, per la terza volta in stagione, il disegno tattico è nuovo. E cambiare non piace affatto a Torrente: “Odio cambiare, il mio progetto è giocare con il 4-3-3, ma purtroppo non possiamo permetterci oggi questo schieramento“. Il motivo? “Non siamo in condizione. Fisicamente non siamo ancora al 100% e per giocare con questo schieramento serve freschezza atletica. Oggi non volevo rischiare dal primo minuto tutti e tre gli attaccanti disponibili, perché Gabionetta sono settimane che si allena con poca continuità, Coda e Donnarumma hanno fatto una preparazione estiva non all’altezza e sono in ritardo (sono giunti a pochi giorni dall’inizio del campionato). Ho optato per la staffetta, ho scelto Sciaudone trequartista e il 4-3-1-2. In queste prime partite abbiamo preso troppi gol, ho cercato di equilibrare la squadra con un centrocampista in più”. Proprio come contro il Crotone: “In quel caso ho scelto il 4-4-2 perché ho notato che questa squadra, quando era in dieci e schierata con il 4-4-1, stringeva le linee e rispondeva presente. In questo momento non ho i giocatori in condizione per giocare il 4-3-3 come lo intendo io e quindi cerco di trovare un altro equilibrio. Le continue espulsioni, poi, mi costringono a togliere minutaggio agli attaccanti che hanno tanto bisogno di giocare. In questa stagione siamo partiti con il 4-3-3 contro l’Avellino, volevo dare un segnale alla squadra, un segnale di continuità con il lavoro fatto in estate. Donnarumma è partito esterno perché con me già aveva ricoperto quel ruolo, ma rispetto a cinque anni fa è cambiato, ora è un centravanti. Non posso fare il calcio che voglio, quindi mi sto arrangiando. Oggi le ho tentate un po’ tutte, ho inserito Milinkovic per sfruttare la sua velocità e Troianiello per giocare più larghi. E nel finale siamo andati bene“. Ma qual è il rimedio? Quando i calciatori della Salernitana entreranno in condizione? “Solo con il passare delle partite. I calciatori per entrare in forma devono giocare, non serve solo allenarsi. A fine agosto sono arrivati calciatori nuovi, in ritardo. Tutto è cambiato con la fine del mercato“. Torrente chiede tempo e lancia un piccolo segnale alla società. “Non mi sento a rischio – aggiunge – io sono qui per dare il massimo. Ci tengo a fare bene, possiamo fare un gran campionato“. Anche se ad ottobre la Salernitana sembra ben lontana da quello che pretende da una squadra il tecnico di Cetara.

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