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Salernitana, il destino nelle tue mani

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Ormai dal 90′ a fine gara è Zona Granata. Gli uomini di mister Castori contro Venezia e Pordenone hanno messo a dura prova le coronarie dei propri tifosi, che sono passati dalla delusione alla gioia irrefrenabile in un amen. In quel di Lignano, è stato Tutino a mandare in visibilio i tifosi che ormai sono una polveriera pronta ad esplodere. L’ex Cosenza capocannoniere della squadra con 12 gol capace di prendere in mano un pallone che scottava, posizionarlo sul dischetto e caricarsi sulle spalle una città intera. A Salerno e provincia c’è stato un boato incredibile, da anni non c’era un entusiasmo del genere e circa mille persone hanno accolto i granata al rientro dalla trasferta, con fuochi d’artificio e fumogeni, con il video di Castori in festa che spopola sul web. Dopo le feste, e l’aver fatto sentire il calore ai loro eroi, il popolo granata ha rimesso nel cassetto sciarpe e bandiere in attesa della sentenza ufficiale che darà il campo. La scaramanzia è tanta, ed ora l’ordine è tornato ad essere “ZITT ZITT…..”, silenzio, profilo basso e snervante attesa per i prossimi due impegni non facili. Il calendario che propone prima Empoli e poi Pescara, non deve trarre nessuno in inganno, non regaleranno nulla a nessuno (cosa del tutto normale). Non deve trarre in inganno che la prima è matematicamente promossa, la seconda è virtualmente retrocessa. Sono entrambe, guidate con professionalità da dirigenze e allenatori, venderanno cara la pelle e non regaleranno nulla, come giusto che sia in un campionato in cui anche l’Entella ultimo ha dato filo da torcere a tutti lasciando sempre il campo a testa altissima. Non è fatta, dunque, anzi il cammino è ancora tortuoso e ricco di ostacoli. Anche perché l’organico incompleto allestito dal ds Fabiani (cui ciclo potrebbe essere finito) è composto da gente inesperta e non abituata a lottare e vivere queste attese snervanti che possono portare ad un autentico miracolo. L’assenza di un leader di personalità, soprattutto ora che l’allenatore non può andare in panchina, è il vero nemico di questo finale di stagione, in cui la Salernitana è artefice del proprio destino e non sempre è un vantaggio. Anzi, i granata hanno dato il meglio di sé quando dovevano rincorrere. Ora sono la lepre…. E’ giusto, dunque, che la città con tutta la sua provincia sogni dopo cinque anni a dir poco fallimentari. Ma fa bene a continuare a tenere i piedi per terra per non vivere un eventuale playoff come un fallimento: anche qualificarsi agli spareggi, in fondo, è una impresa per una rosa sulla carta inferiore a tante altre.

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